Organizzare il bagaglio perfetto

Di bagagli avevo già parlato qui, quando ho cercato di usare il “metodo konmari” per andare al mare in 3 con un solo trolley, piegando le  cose secondo l’altezza della valigia e infilandole in verticale.
In effetti il metodo ha funzionato e sono riuscita a farci stare davvero un sacco di cose.

Quest’estate sono stata via più di due settimane, per cui ho usato una valigia più grande, ma le cose da metterci dentro non erano così tante da riempirla completamente (anche perché sarebbe diventata troppo pesante e quindi troppo scomoda da portarsi dietro). La valigia in questione (una rigida tipo Samsonite per capirci) all’interno ha solo un divisorio che la divide in due metà (tipo così per capirci) e i miei vestiti avrebbero navigato all’interno, stropicciandosi e mischiandosi tutti.

Così ho acquistato un set di organizer da valigia, una serie di buste di nylon in cui riporre gli indumenti.
Sono ultraleggere, con la parte superiore di retina per vedere l’interno e per la traspirabilità, lavabili in lavatrice e quando non si usano si ripiegano una dentro l’altra e occupano pochissimo spazio.

Io ho preso un set da 6, 3 grandi rettangolari e 3 a busta, molto simile a questi:

luggage organizer

luggage organizer – foto presa da internet

Ho visto che si trovano anche all’Ikea o da Muji, non proprio come i miei ma il concetto è quello.

Nelle scatole rettangolari ho messo le magliette, i vestiti e i pantaloni, mentre nelle buste ho messo le cose più piccole, come l’intimo e gli accessori (fularino, le collanine ecc).
Le cose più grandi come le felpe le ho lasciate fuori, ma esistono set con buste più grandi per contenere anche le cose più ingombranti.

Sono molto comode perchè suddividendo le cose per categorie quando si cerca qualcosa non è necessario mettere a soqquadro tutta la valigia e poi se non volete appoggiare i vostri vestiti nei cassetti o nell’armadio dell’albergo, potete tenere tutto negli organizer, sicuri che rimangono al pulito.

A dire il vero di set ne ho presi 3, uno per ogni componente della famiglia, di 3 colori diversi così so subito dove cercare il pigiama di Leo o le calze di Fede.La cosa più bella è che anche lui mi ha detto “Geniale !” e quando le mie idee sono “marito-approved” allora vuol dire che funzionano proprio.

La cucina giocattolo in cartone fai da te

Dovrebbero fare un monumento agli scatoloni ! quante cose si possono inventare con del semplice cartone ? millemila…
Dopo l’astronave, il castello e la bilancia del salumiere, con un paio di scatole ho fatto anche la cucinetta giocattolo.

Pinterest, mia fonte di ispirazione mi mostrava splendide cucine giocattolo in cartone fatte in casa e ovviamente tutte quelle scatole che tengo in cantina fremevano…

Così ho preso due scatoloni quadrati, grandi più o meno uguali e che fossero della grandezza giusta per Leo (che all’epoca aveva circa 3 anni… ) decisa a costruire una lavatrice e un lavandino.

la cucina giocattolo in cartone

Occorrente per costruire una cucina giocattolo in cartone:

  • Scatoloni quadrati e in buono stato, uno per ogni “elemento” che volete fare
  • colla vinilica, pennello, forbici, taglierino, matite, righello ecc…
  • plastica adesiva per rivestire
  • accessori vari (tappi, ganci, pomelli, una ciotola, un rubinetto…) tutto dipende da quello che avete già a casa di recupero.

Per prima cosa ho chiuso le ante del cartone su un lato e le ho incollate così che non si potesse aprire, ma ho lasciato aperto un lato per poter lavorare dall’interno. Ho rinforzato il cartone ricoprendolo con strisce di carta di giornale e colla vinilica, un lavoro lungo e noioso, ma necessario per renderlo più resistente.

Poi ho tracciato i ritagliato le parti che andavano aperte come la porta del forno, gli sportelli e il buco per la vasca del lavello e ho ricoperto tutto il resto con la plastica adesiva (bianca e effetto legno).

Il lavello è stato piuttosto facile da costruire.
Ho preso una vaschetta di quelle per mettere gli avanzi in frigo che ha un bordino sporgente (questo) e l’ho incastrato e incollato in un buco che avevo ritagliato col taglierino.
Poi ho avvitato due pomelli da cassetto per fare i rubinetti e con un rompigetto che avevo nel cassetto della cucina ho fatto il tubo dell’acqua.
Per fare le ante dell’armadietto ho usato i lembi della scatola, togliendo quelli più piccoli e all’interno ho fatto un ripiano incollando un pezzo di cartone della stessa misura.
Il resto sono rifiniture a vostro piacimento: le maniglie, gli appendini, un porta posate.
Nel mio caso, siccome lo scatolone era un po’ più piccolo dell’altro, ho aggiunto dei piedini fatti con i rotoli di carta igienica.

la cucina giocattolo in cartone: il lavello

Il forno è stato un po’ più complicato perchè ho voluto fare l’interno come un forno “vero”, ma si può semplificare facendo un semplice ripiano come per il lavello.
Per fare l’anta ho ritagliato un rettangolo nella parte anteriore, ma solo su 3 lati, così che si possa aprire e ho poi tagliato un rettangolo all’interno per fare la finestra dell’anta, ho incollato un pezzo di plastica trasparente (una copertina di un quaderno…).
Ho fatto le manopole con i tappi delle bottiglie del latte e per fare i fuochi ho usato dei sottobicchieri (questi di ikea) e del cartoncino rosso.

Il difficile è stato l’interno del forno.
Ho preso una scatola da scarpe e l’ho rivestita internamente di carta stagnola poi l’ho incollata in corrispondenza dell’apertura. E’ stato un po’ complicato perchè non ha niente su cui appoggiarsi, per cui ho dovuto mettere parecchi strati di scotch e pezzi di carta per farla aderire e non cadere.
Ho messo una calamita sull’antina e una dove deve chiudere (ho usato un gancetto dei quadri tipo questo, la parte tonda incollata al cartone e sulla parte triangolare ho incollato la calamita) e poi ho messo una lucina autoadesiva per armadi, che si accende premendo.
Come per il lavandino, ho rifinito con qualche appendino e presina e le cose che avevo già in casa.

la cucina giocattolo in cartone: i fornelli

la cucina giocattolo in cartone: l'interno del forno

Avrei voluto aggiungere anche una parete verticale che unisse i due moduli, con qualche ripiano e una tendina, per fare una finestrella con vista sul prato… poi ho semplicemente perso l’ispirazione !

la cucina giocattolo in cartone

Jamie Oliver il mio chef inglese preferito

Amo l’Inghilterra, ne amo l’accento, lo stile, il verde dei prati e anche il grigio del cielo quando piove. E amo anche il suo cuoco più famoso, Jamie Oliver.
Si, proprio un cuoco INGLESE. Perchè non è vero che in inghilterra si mangia male, basta saper scegliere ed evitare di voler mangiare gli spaghetti pensando che siano come quelli di mamma. Ma se proprio proprio volete gli spaghetti allora andate da Jamie, che cucina italiano benissimo ! (uno dei suoi ristoranti si chiama infatti Jamie’s Italian…).

Ma non è che mi piace per questo…
Jamie da anni combatte una lotta contro il cibo spazzatura (junk food=junk kids) per aiutare i bambini a mangiare sano.
Collabora con le scuole, ha fondato il Ministry of Food e il Food Revolution Day per diffondere l’idea che il cibo deve essere sano, fresco e nutriente.
In particolare sta lottando per ridurre il consumo di zuccheri fra i giorvani. Ad esempio è riuscito ad ottenere che a partire dal 2018 le bibite gassate vengano tassate e i soldi raccolti (si parla di circa mezzo miliardo di sterline) vengano investiti nelle scuole per attività sportive. Grazie a questa tassa, non solo si presume che si ridurrà il consumo delle bibite dolcificate che sono la prima causa di obesità nei ragazzi, ma anche che le aziende investano per cambiare la formula delle bibite.

Mi piace il suo modo di pensare alla ristorazione. Pur essendo uno chef famoso non cerca di essere protagonista a tutti i costi con piatti elaborati e poco riproducibili, ma propone menu semplici e gustosi, che possano essere cucinati anche dalla famiglie normali, proprio per insegnare che non è necessario essere degli chef stellati per cucinare bene e sano e soprattutto che la mangiare cose salutari non è più costoso, basta scegliere pochi ingredienti giusti, freschi e di stagione.
In più nei suoi ristoranti Fifteen, ogni anno forma dei nuovi cuochi assumendo giovani disoccupati, in particolar modo ragazzi che non sono riusciti a finire le scuole.

Oltre che chef Jamie è oramai una celebrity televisiva. Anche qui in Italia ogni tanto qualche canale passa i suoi show e io cerco di registrarmeli tutti. Le sue ricette sono facili, con ingredienti freschi e di stagione. Cucina usando tantissimo le mani e per lui ogni cosa è mmm delicious ! Da questi show sono stati tratti anche alcuni libri, come “la mia cucina naturale” o “Le mie ricette da 15 minuti”.

Se volete saperne di più sulle sue campagne e sulle sue ricette, date un’occhiata al suo sito http://www.jamieoliver.com/

E poi… non è proprio carino ???

jamieoliver

Cosmetici eco-bio a prezzi ragionevoli

I cosmetici sono spesso associati a qualcosa di frivolo e pertanto non sempre facciamo attenzione alla loro qualità.
Guardiamo il colore, il packaging, il prezzo, ma raramente guardiamo quello che contengono.
Eppure li usiamo tutti i giorni su zone del nostro corpo molto delicate come occhi, labbra o ascelle…

I non mi trucco tantissimo, ma ogni giorno uso la crema idratante, il burrocacao, il latte detergente, il deodorante.
Insomma a pensarci bene è proprio il caso di scegliere i prodotti giusti.

La prima cosa che ho imparato è che bisogna sempre leggere sulll’etichetta l’INCI ossia l’elenco degli ingredienti. Non è sempre facile perchè spesso sono indicati con le sigle, ma la cosa importante è che sono in ordine di quantità, per cui meglio fare attenzione ai primi ingredienti indicati.
Alcuni ingredienti vanno proprio evitati, tipo il paraffinum liquidum, che non è altro che petrolio che si deposita sulla pelle, petrolati, parabeni, siliconi e formaldeide. Ovviamente è difficile imparare a memoria tutti i nomi, ma possiamo aiutarci usando il biodizionario  o usando un libro (io ho “Cosa c’è davvero nel tuo carrello” ).

Poi ho imparato che non sempre quando dicono ” prodotto bio” è garanzia di qualità. Può anche contenere un ingrediente di origine biologica, ma se è l’ultimo della lista allora è lì solo per fare scena… meglio scegliere prodotti con ingredienti buoni piuttosto che cercare quello bio a tutti i costi. Piuttosto preferisco che siano certificati ICEA: Istituto Certificazione Etica e Ambientale, sinonimo di impegno verso l’ambiente e gli animali.

E qui viene il difficile, perchè le aziende approffittano delle etichette verdi, vere o presunte e alzano i prezzi.
Per fortuna anche nei supermercati a volte si riescono a trovare ottimi prodotti ad un prezzo molto simile a quelli “normali”.
Ad esempio i cosmetici della linea Viviverde della Coop.
Ho provato parecchi prodotti (creme idratanti, bagnodoccia, shampo, sapone intimo, deodoranti…) e mi sono trovata bene con tutti. Hanno un buon profumo, le creme scorrono, i saponi lavano senza seccare. Tutti i prodotti hanno ingredienti provenienti da coltivazioni biologiche e non sono testati sugli animali. Il packaging è ridotto se non eliminato dove non è strettamente necessario e il prezzo è basso.

La linea Viviverde comprende anche altri prodotti per il corpo come i solari (io però ho provato solo il doposole e anche questo promosso) e tanti altri per la casa come detersivi, fazzoletti, pile, prodotti alimentari e non. In alcuni punti vendita hanno perfino i pannolini lavabili.
La lista completa dei prodotti Viviverde è qui.

Finalmente dei cosmetici eco-bio a prezzi accessibili a tutti !

PS: questo post NON è sponsorizzato dalla Coop, ma sono prodotti che uso regolarmente...