sicuro, pulito, economico

Dopo il violento terremoto di venerdì in Giappone e le esplosioni dei reattori nucleari, in Italia c’è ancora qualcuno che sostiene che le centrali nucleari sono da fare.
Se le centrali non sono sicure nemmeno in Giappone, dove sono costruite con tutti i crismi e dove le persone sono “addestrate” a dovere, figuriamoci cosa potrebbe succedere in Italia dove non siamo nemmeno capaci di liberarci della spazzatura.
Probabilmente da noi non si verificheranno terremoti di intensità  simile a questo, ma non dimentichiamo che l’Italia è un paese ad alto rischio sismico.

I nostri politici continuano a minimizzare, a sostenere che in Giappone non c’è un reale rischio.
Il nucleare è sicuro, pulito, economico…

Condivido il pensiero di Mario Tozzi (il mio “geologo preferito” già  dai tempi di Geo&Geo…) espresso sabato sul Fatto Quotidiano
“Le centrali nucleari giapponesi – spiega Tozzi – sono state costruite per sopportare un terremoto di 8,5 gradi della scala Richter. Poi cos\’è successo? E\’ arrivato un sisma di 8,9 e le strutture non hanno retto”. Le centrali italiane saranno costruite per resistere a delle scosse di circa 7,1 gradi, ma, come sostiene Tozzi, “chi ci assicura che un giorno non arriverà  un sisma più potente?”

I terremoti sono uno, o forse l’unico, evento che non è possibile prevedere.
Le probabilità  di un incidente nucleare sono basse, è vero. Ma ne basta 1…

Sempre riprendendo Mario Tozzi in merito all’economicità  dell’energia nucleare
“I vari politici e presunti esperti – argomenta Tozzi – si riempono la bocca dicendo che il kilowattora prodotto dall\’atomo è più economico di quello prodotto dalle altre fonti. Ma non è vero. Noi sapremo quanto costa realmente solo quando avremo reso inattivo il primo chilogrammo di scorie radioattive prodotto dalle centrali. E cioè fra 30mila anni”.
Ma come ho già  detto riferendomi al suolo, se è di tutti non è di nessuno…
I costi dello smaltimento delle scorie nucleari ricadranno sui nostri figli e nipoti, perchè preoccuparcene ora…

Il 12 giugno saremo chiamati a votare e a esprimere il nostro parere sul nucleare.
Speriamo che questi tristi avvenimenti facciano aprire gli occhi a chi la pensa come i nostri politici, senza dover sperare che quella domenica di giugno piova.

— Aggiornamento 05 maggio ’11: Ho dovuto chiudere i commenti a questo post perchè era diventato preda di spam selvaggio. —