World Water Day 2011

Perchè l’acqua è un diritto umano universale e fondamentale.
http://www.un.org/News/Press/docs/2010/ga10967.doc.htm

International World Water Day is held annually on 22 March as a means of focusing attention on the importance of freshwater and advocating for the sustainable management of freshwater resources.
An international day to celebrate freshwater was recommended at the 1992 United Nations Conference on Environment and Development (UNCED).
The United Nations General Assembly responded by designating 22 March 1993 as the first World Water Day.
Each year, World Water Day highlights a specific aspect of freshwater.

http://www.unwater.org/worldwaterday/index.html

The 2011 theme
This year, UN-Water chose the theme Water and Urbanization under the slogan Water for Cities: Responding to the Urban Challenge.
The objective of WWD 2011 is to focus international attention on the impact of rapid urban population growth, industrialization and uncertainties caused by
climate change, conflicts and natural disasters on urban water systems.
It will encourage action by governments, organizations, communities, and individuals around the world to actively engage in addressing urban water management challenges.
UN-HABITAT is coordinating the organization of this year\’s event on behalf of UN-Water.
http://www.unwater.org/worldwaterday/download/wwd2011_fullprogramme.pdf

Riporto alcuni stralci del dossier acqua 2011 pubblicato dal Cipsi.
Tanti numeri per andare dritti al problema.

http://www.cipsi.it/public-cipsi/acqua/Dossier_Acqua_2011.doc

Il 12% della popolazione mondiale usa l\’85% del bene più prezioso del pianeta. Se uno statunitense usa al giorno 425 litri di acqua, un italiano 237 e un francese 150, in Madagascar non supera i 10 litri la disponibilità  media giornaliera pro capite di questa risorsa.
Un bambino nato in un paese industrializzato consuma acqua da 30 a 50 volte più di un bambino di un paese in via di sviluppo.

Sono 1,6 miliardi le persone nel mondo che non hanno accesso all’acqua potabile; 2,6 miliardi quelle che non hanno accesso ai servizi igienico-sanitari di
base; 2,4 miliardi di persone – più di un terzo della popolazione mondiale – non hanno a disposizione impianti fognari adeguati, 5 milioni muoiono ogni anno
per malattie legate all’acqua, di cui 1,8 milioni sono bambini (4.900 al giorno, in 8 mesi tutti i bambini d’Italia).

Nel nostro paese, quotidianamente, si perdono dalle condutture 104 litri d\’acqua per abitante, pari al 27% di quella prelevata; ogni italiano consuma in media 237 litri di acqua al giorno: 39% per bagno e doccia, 20% per sanitari, 12% per bucato, 10% per stoviglie, 6% per cucina, 6% per giardino e lavaggi auto, 1% per bere e 6% per altri usi.

Eppure, 1/3 dei cittadini non ha un accesso regolare e sufficiente alla risorsa idrica: 8 milioni non hanno l’acqua potabile e 18 milioni la bevono non depurata. E mentre circa il 15% della popolazione totale ogni estate è sotto la soglia minima del fabbisogno idrico e il 36% del territorio siciliano è
desertificato, 95 milioni di litri di acqua vengono usati ogni anno per l’innevamento artificiale.

Tuttavia l’instabilità  normativa che riguarda il settore dei servizi pubblici locali ed in particolare l’acqua, rende difficile l’avvio delle opere ed il reperimento delle risorse finanziarie. La privatizzazione della gestione dell’acqua prevista dal Decreto Ronchi non ha fatto che peggiorare la situazione.
A dimostrarlo sono le stesse cifre del rapporto Blue Book, che ha confrontato per il 2009 le tariffe tra gestioni private e in house. Le prime sono aumentate del 12% rispetto alle previsioni. Nel secondo caso il dato è rimasto praticamente costante (solo l’1% in più).

La privatizzazione dell’acqua **
infatti, non influisce tanto sulla qualità  del servizio, quanto sull’aumento delle tariffe. Le stime per il futuro parlano di un 35% in più, a fronte di un servizio che rimarrà  pressoché identico. Quanti privati saranno, infatti, disposti, a investire miliardi di euro per il completamento e la manutenzione delle infrastrutture del servizio idrico?

In Italia, tuttavia, l’oro blu è già  per certi versi una merce, che alimenta un business da più di 5 miliardi e mezzo di euro all\’anno: quello delle acque
minerali. **
Nel mondo si consumano 120 miliardi di litri di acqua imbottigliata, con un mercato che vale circa 80 miliardi di dollari.
L’Europa Occidentale consuma 1/3 del totale, pur avendo solo il 6% della popolazione mondiale, e produce circa 38 miliardi di litri (33,7 acque minerali e 4,1 di acque di sorgente).

Nel mercato mondiale, l’Italia si colloca al terzo posto per consumi pro capite, con 205, 6 litri (dopo Emirati Arabi e Messico) e 240 bottiglie per famiglia l\’anno. Ma il made in Italy la fa da padrone anche nella produzione mondiale di minerale, con 325 marche e 192 fonti di approvvigionamento. Un’industria
importante che dà  lavoro a 7.000 addetti e imbottiglia 12 miliardi di litri, di cui oltre 1 miliardo esportato, pari al 10% della produzione.

Per trasportare l\’acqua minerale prodotta ogni anno servono infatti 1.000.000 di Tir, che contribuiscono in modo significativo all’effetto serra: 350.000
sono le tonnellate di pet da smaltire per le bottiglie consumate, 665.000 le tonnellate di petrolio prodotte e 910.000 quelle di CO2 emesse nell’atmosfera.
Per non parlare dell\’assurdo peregrinare di bottiglie da Nord a Sud del paese. Capita, infatti, che in Sicilia bevano l’acqua minerale del Trentino o della Lombardia.

Se l’impatto ambientale è notevole, quello economico non scherza. L’acqua del rubinetto, infatti, costa in media circa 0,001 euro a litro, a fronte dei circa 26 centesimi di euro della minerale. Si spendono cioè, per quest’ultima, dalle 500 alle 1000 volte in più.
Nonostante ciò, gli italiani continuano a bere dalla bottiglia, spesso preferendola al rubinetto. In alcune regioni si arriva addirittura a usare solo acqua
imbottigliata. Poco, infatti, si sa a proposito di quella che arriva nelle nostre case, prelevata per la stragrande maggioranza (85%) dalle falde
sotterranee. Si tratta dunque, di quella più sicura, rispetto al 70-88% prelevato nel resto d’Europa dai fiumi e dai laghi.

Lombardia. Le case dell’acqua **
Liscia, gassata o effervescente? Comunque la si preferisca, a Milano e provincia non c’è bisogno di comprarla in bottiglia. Qui, se le bollicine sgorgano da
una fontana non siete in Paradiso, ma in una “Casa dell’acqua. Il progetto è promosso da Amiacque, la società  pubblica titolare del servizio idrico per la provincia milanese. Si tratta di piccole strutture che erogano l’acqua dell’acquedotto, con la possibilità  di averla sia naturale che gassata, a temperatura ambiente o refrigerata.
Con la “Casa dell’acqua”, oltre a salvaguardare l’ambiente, i cittadini usufruiscono di un servizio pubblico in più, per giunta gratuito, che comporta un
notevole risparmio sull’acquisto delle acque minerali in bottiglia (tra i 250 e i 300 euro a famiglia all’anno). Considerando una media di 6 bottiglie da 1,5
litri, l’impianto può servire 400 cittadini al giorno. I litri erogati in un anno da una Casa dell’Acqua sono pari a quelli contenuti in 876.000 bottiglie di
plastica da 1,5 litri.

Con una sola casa si è evitato di produrre e smaltire 27 tonnellate di PET, con un risparmio di 54 tonnellate di petrolio e 432 mc di acqua all’anno.
L’esperimento delle fontane con le bollicine è piaciuto ai cittadini, e si sta diffondendo in molti comuni della provincia di Milano e fuori. La Lombardia,
d’altra parte, si è da sempre battuta per l’acqua pubblica. 144 comuni hanno, infatti, ottenuto l’ammissibilità  del Referendum per l’abrogazione della legge
regionale sull’acqua (la n.18/2006). L’azione referendaria ha portato alla nuova legge regionale (n. 1/2009) che ha abrogato la precedente (n.18/2006) nella
quale vigeva l’obbligo di messa a gara, quindi di privatizzazione, dei servizi idrici.

Quanta acqua consumiamo con le nostre azioni quotidiane?

Per fare un bagno in vasca si consumano mediamente fra i 120 e i 160 litri di acqua.
Per fare una doccia di 5 minuti se ne consumano dai 75 ai 90 litri.
Per una doccia di 3 minuti: dai 35 ai 50 litri.
Ogni volta che tiriamo lo sciacquone: 16 litri
Ogni volta che ci laviamo le mani: 1,4 litri
Per lavarsi i denti lasciando scorrere l’acqua: 30 litri
Per lavarsi i denti senza lasciar scorrere l’acqua: 2 litri
Per bere e cucinare: circa 6 litri al giorno a persona
Per lavare i piatti a mano: 20 litri
Per un carico di lavastoviglie: 40 litri
Per un carico di lavatrice: 80 – 120 litri
Per lavare l\’auto (utilizzando un tubo di gomma): 800 litri
Per il condizionamento di un palazzo di 8 piani: 3.000.000 litri al giorno.
Un rubinetto che gocciola: 5 litri al giorno

Quantità  di acqua necessaria all’agricoltura e all’industria
-10 litri per produrre 1 litro di benzina
-30 litri per produrre 1 litro di birra
-100 litri per produrre 1 kg di carta
-1500 litri per produrre 1 kg di grano
-4500 litri per produrre 1 kg di riso
-100.000 litri per produrre 1 kg di alluminio

Consumi pro capite d’acqua per solo uso domestico:
-Europa e Nord America: da 30 a 600 litri
-Asia e Sud America: da 10 a 50 litri
-Africa: da 10 a 40 litri

I consumi di acqua potabile in Italia
200 mc all’anno- Consumo di una famiglia media
10% – Consumo per usi alimentari nelle abitazioni rispetto ai consumi totali
90%- Del totale i comuni in cui si consumano tra i 100 e i 250 litri al giorno per abitante

Chi ne consuma di più (litri al giorno per abitante)
Salerno 264
Massa 253
Pescara 251
Novara 245
Torino 243

Chi ne consuma di meno (litri al giorno per abitante)
Agrigento 100
Caltanissetta 103
Nuoro 119
Arezzo 120
Bergamo 128

Costo acqua potabile (Prezzo medio in euro per metro cubo)
8 miliardi di euro- Valore complessivo del mercato
2009- 1,19 euro
2010- 1,32 euro
2020- 1,51 euro

** a proposito di Acqua Pubblica ricordo che il 12 giugno saremo chiamati a votare i referendum per fermare la privatizzazione dell’acqua
http://www.referendumacqua.it/

** a proposito di acqua in bottiglia
http://storyofstuff.org/bottledwater/

** a proposito delle Case dell’Acqua oggi a Milano se ne inaugura una in Piazza Oberdan
http://www.provincia.milano.it/news/dettaglio_news.html?id=18683&%3Btit=Giornata+Mondiale+dell&%2339%3BAcqua+2011

Personalmente ho sempre bevuto acqua del rubinetto. Da quando è nato Leo uso una caraffa filtrante soprattutto per eliminare un po’ il calcare.
Perchè l’acqua del rubinetto E’ BUONISSIMA.

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