ti traccio, anzi no

Che l’Italia sia un paese strano lo sappiamo bene.
Sappiamo anche che la nostra burocrazia è lunga e complicata, che siamo tecnologicamente avanzati come una vecchia zia e che le nostre istituzioni mettono il rispetto per l’ambiente nel gradino più basso delle priorità  e lasciano che la gestione dei rifiuti sia in mano ad organizzazioni poco pulite con i risultati che conosciamo bene.

Nel 2009 però, un lampo di genio ha attraversato il Ministero dell’Ambiente che ha dato vita a un sistema informatizzato di tracciabilità  dei rifiuti, il SISTRI.
Il sistema è rivolto a tutti i produttori di rifiuti pericolosi e ai produttori di rifiuti non pericolosi ma con più di 10 dipendenti, alla Regione Campania, ai trasportatori e agli smaltitori.
Ogni iscritto al Sistri viene tracciato da un sistema centralizzato gestito dai Carabinieri, in collaborazione con l’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) e l’Albo Nazionale dei Gestori Ambientali, tramite il Ministero dell’Ambiente.
Bastano una chiavetta USB su cui sono presenti i certificati delle persone iscritte e su cui andranno caricati i dati dei rifiuti, una “scatola nera” da installare sui veicoli coinvolti nel trasporto e un sistema di telecamere installate nelle discariche.
Tutto questo permette di eliminare i vecchi registri di carico/scarico cartacei e soprattutto di sanzionare quanti non si attendono alle regole, permettendo di controllare il traffico dei rifiuti speciali, che sono all’incirca l’80% del totale dei rifiuti prodotti.
Un sistema semplice, poco costoso per lo Stato ma efficace.

Praticamente perfetto… forse troppo…
E infatti il Sistri, che doveva entrare in vigore nell’agosto 2010 subisce una serie di rivii, soprattutto a causa dei ritardi nelle distribuzioni e nelle installazioni delle black box. A ciò si aggiunge nel dicembre 2010 il “quarto correttivo all\’applicazione della direttiva europea in materia di rifiuti”. Una disposizione che prevede, fra le altre cose, che le sanzioni inizino con il Sistri stesso.
In pratica, finchè il Sisti non sarà  in vigore, sarà  possibile fare qualsiasi porcata, tanto non verrà  sanzionata !!!

Bene, pochi giorni fa, il caos del sistema Sistri è finito. Come ? nel modo più drastico… Il Sistri è definitivamente cancellato.
La domanda sorge spontanea… se la manovra economica deve servire a bilanciare i conti pubblici, come può un sistema dove le aziende si iscrivono, pagano (e in moltissime l’hanno già  fatto) e vengono sanzionate se non si attendono alle regole, essere dispendioso per lo Stato ?
Ce lo spiega il Ministro per la Semplificazione Calderoli (lasciamo perdere i commenti sul Ministro e sul Ministero), il Sistri non piace alle imprese.
L’ha detto così senza pudore, con l’ingenuità  di un bambino. Solo che lui è un Ministro pagato coi nostri soldi per gestire la Nostra Cosa Pubblica.
Il Ministro dell’ambiente Stefania Prestigiacomo ha definito la cancellazione del Sistri un regalo alle ecomafie. Ma durante la votazione della manovra economica a cosa stava pensando ? stava giocando con l’ipad come molti suoi onorevoli colleghi ?

Nel frattempo il correttivo è ancora in vigore, cosa succederà  ora non lo sappiamo.
Quel che è certo è che ancora una volta il nostro paese ha perso l’occasione di riscattarsi un po’, di fare qualcosa di veramente intelligente e avanzato, ha favorito traffici illeciti, ecomafie e disastri ambientali.
Ma tanto cosa vuoi che sia, è solo l’ambiente e il futuro dei nostri figli.

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