una boccata d’aria fresca

Immaginate di trovarvi ad un incrocio trafficato, chiudete gli occhi ed inspirate.
Immaginate poi di entrare in una stanza ordinata, piena di luce, con un bel mazzo di fiori sul tavolo, inspirate.

Sicuramente la seconda immagine vi risulta più piacevole, magari riuscite anche a sentirne il profumo.
Paradossalmente l’incrocio potrebbe essere più salutare della stanza ordinata, se all’incrocio passano solo auto elettriche o a metano e nella stanza è acceso un profumatore per ambienti…

I profumatori per ambienti o air freshners sono largamente usati in molte case. Accattivanti nei nomi e nel design, spesso sottoforma di rilassanti candele, sono invece un concentrato di veleni.
Altroconsumo ha fatto una ricerca sui principali deodoranti e ha rilevato parecchie sostanze tossiche.
Ma com’è possibile che un oggetto di largo consumo contenga formaldeide, benzene e altri composti chimici pericolosi ?
Semplicemente perchè non esiste una regolamentazione precisa. Non sono detergenti, non sono cosmetici, i produttori non sono obbligati a scrivere la composizione in etichetta e non sono obbligati a fare test sull’aria.
Gli unici test che fanno sono sulla pelle, in caso di contatto diretto.

Lo studio di Altroconsumo ha misurato le sostanze presenti nell’aria due ore dopo l’utilizzo di un deodorante o l’accensione di una candela.
Le sostanze ritrovate sono parecchio inquietanti oltre che inquinanti.
Numerosi COV, composti organici volatili, alcuni “solo” irritanti per occhi, naso e gola (etanolo, acetaldeide), alcuni allergenici anche a basse concentrazioni (limonene per esempio, la cui presenza deve essere specificata in etichetta sui cosmetici), perfino un perturbature endocrino capace di interagire col sistema riproduttivo, il dietilftalato.
Quest’ultimo può entrare nella composizione di questi prodotti in quanto è utilizzato per denaturare l’alcol etilico (che è più tassato di quello denaturato).
E’ stata riscontrata anche la presenza di formaldeide e benzene, i cui effetti cancerogeni sono provati.

Le autorità  sanitarie statunitensi indicano in 200 µg/m3 (microgrammi per metro cubo) la concentrazione massima di COV in un ambiente chiuso, Altroconsumo ha rilevato concentrazioni superiori fino a 1000 µg/m3.

Ulteriori dettagli sul test li potete trovare qui compresi i marchi analizzati e peggiori 5 di ogni categoria (spray, gel, candele).
Inutile sottolineare quanto queste sostanze siano pericolose soprattutto se ci si trova in presenza di soggetti allergici o sensibili come donne in gravidanza o bambini.

Questi risultati sono stati confermati anche da uno studio effettuato dal WWF, durante la campagna De-Tox, SVELENATI.
Sono stati analizzati dei campioni di sangue di 13 famiglie e si è visto che le concentrazioni maggiori di prodotti chimici erano nel sangue dei bambini e delle loro mamme, di meno nelle nonne (nonostate siano state esposte ai composti per più tempo).

Come sottolineato nello studio, anche se alcuni componenti sono stati rilevati in basse concentrazioni, non significa che non siano pericolosi.
Alcune sostanze sono particolarmente pericolose sui feti ad esempio, oppure possono dare effetti anche a molti anni di distanza, oltre che accumularsi nell’organismo.
Il rapporto è scaricabile sul sito del WWF, qui.
Il Ministero della Salute ha confermato la presenza di sostanze pericolose e ha dichiarato che è in corso la preparazione di una bozza di decreto per regolamentare la vendita e l’etichettatura dei deodoranti.
A livello europeo è entrato in vigore il REACH (Registration, Evaluation and Authorisation of CHemicals) che dovrebbe regolamentare la registrazione, la valutazione, l’autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche.
Ma le direttive sono meno stringenti di quelle relative a cosmetici e detergenti e molti composti tossici possono entrare nei deodoranti per via indiretta (come il gia citato dietilftalato o altre sostanze che possono svilupparsi al contatto con la plastica dei contenitori ad esempio).

Bocciatura totale anche per i bastoncini d’incenso, qui e qui.
Ai composti chimici tossici si aggiungono le particelle fini e l’anidride carbonica dovute alla combustione del bastoncino.
Nel frattempo cosa possiamo fare ?
Come sempre, utilizzare profumi naturali.
Un vaso di fiori, ma anche oli essenziali 100% naturali, bucce di agrumi secchi o arance ricoperte di chiodi di garofano, bicarbonato e caffè per assorbire i cattivi odori di zone piccole (tipo il ripostiglio o una scarpiera),
Oppure, agire alla fonte… spalancare completamente e frequentemente le finestre permette di cambiare completamente l’aria alle stanze.

Perchè come diceva il mio professore di tedesco (RIP, prof) “Meglio morire di freddo che di puzza”.

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