le pulizie, amore o odio ?

Quando abitavo da sola nel mini-monolocale potevo soddisfare la mia mania ossessivo-compulsiva di ordine.
Non lasciavo niente in giro, anche perché con la casa così piccola bastava un solo calzino dimenticato sulla sedia per a farla sembrare ancora più piccola.
Negli armadi riponevo le cose secondo una complicata matrice colore/tipologia/uso/quantomipiace….

Oltre a queste idee malate avevo una sana abitudine.
Due volte l’anno, precisamente il ponte del 1 maggio e quello del 1 novembre (date perfette, che cadono esattamente ogni 6 mesi e sono in concomitanza con l’accensione/spegnimento dei caloriferi…) pulivo casa dappertutto.
E quando dico dappertutto vuol proprio dire dappertutto… Sopra i mobili, dentro i mobili, dietro i mobili, le tapparelle. Tutto. Armata di scope, piumini, spruzzini e musica a palla, facevo una stanza al giorno, tutto il giorno senza mai fermarmi !
Alla fine dei 4 giorni ero esausta ma felice. Mi sembrava anche di respirare meglio (che poi voglio dire, a parte la polvere normale di una casa in città  cosa poteva esserci?)

Sono riuscita a mantenere la tradizione anche quando è venuto Fede a vivere con me, lo confinavo in sala e al momento di fare la sala lo spedivo fuori!
Poi mentre aspettavo Leo ho dovuto smettere, avevo paura a salire sulla scala, non volevo e non riuscivo a fare troppi sforzi. L’unica cosa che son riuscita a fare è stato svuotare gli armadi per fare spazio a pannolini lavabili, body e bavette. Ho buttato almeno tre quarti dei miei vestiti (ho portato ai bidoni della Caritas circa 10 sacchi di scarpe, vestiti, cappotti, ma anche borse, coperte ecc…)
Ero contenta di questo nuovo ordine, ma mi sentivo di non aver pulito abbastanza.
Nel frattempo io continuavo a pulire in modo normale, non è che non facevo più niente sia chiaro… Io però volevo “il dappertutto”!

Così come regalo per la nascita, avevo chiesto ai nonni una due giorni di pulizie a fondo! Era tutto organizzato per il week end prima del mio termine, ma Leo ha deciso di arrivare con due settimane anticipo e così anche quella sessione di pulizia saltò.
Poi quando c’è un bimbo piccolo le cose cambiano, l’ordine non è più una priorità  assoluta e si impara a scendere a compromessi…
Nella casa nuova non ho più ripreso quell’ abitudine, sia perché la casa è più grande e per pulirla a fondo ci vorrebbero troppi giorni di fila, sia perché Leo non me lo lascerebbe mai fare, è già  difficile fare il quotidiano.

Così ho cambiato strategia, faccio un pochino tutti i giorni, un giorno passo l’aspirapolvere, uno pulisco il bagno ecc… Max un quarto d’ora alla volta, poi al sabato o alla domenica faccio il resto grosso.
Vi assicuro che la casa è pulita lo stesso. Magari rimane qualche ditata sui vetri, il cristallo della doccia non è limpido, ma alla fine chissenefrega! Deve essere pulita non splendente. Preferisco giocare con Leo che tirare a lucido i vetri delle porte che comunque dopo 5 minuti saranno di nuovo coperti di ditate piccoline!
Anche grazie all’aiuto di Fede che solo non pretende di vivere in uno specchio, ma mi da anche una mano ad esempio preparando lavastoviglie e lavatrice, ce la caviamo benissimo.

Tranne in momenti come questi.

Quando Leo è a casa tutto il giorno la sua stanza diventa un macello, ma essendo circoscritto si riesce a rimediare facilmente.
Quando Leo è a casa una settimana, come adesso che è ammalato, il macello si propaga lentamente a tutte le altre stanze.
Se poi si aggiunge anche il papà  malato, che, come tutti gli uomini con 37.1 di febbre è steso e non riesce a fare più niente…
Se poi si aggiunge che si è ammalata anche la sottoscritta ecco che non solo il blog non viene aggiornato con un post vero da secoli, ma vi lascio immaginare il resto…

In questi momenti devo fare taaaanto esercizio zen per non impazzire guardando la pila di piatti da lavare, dei vestiti in giro in camera da letto, delle macchinine sparse sotto il divano…
In questi momenti vorrei arricciare il naso come Samantha di Vita da Strega o schioccare le dita come Mary Poppins oppure…qualcuno potrebbe regalarmi un bel robot che fa tutto da solo!

Questo post non è sponsorizzato, però Signor LG, se volesse mandarmi un bel Hom-Bot Square ne sarei molto felice, anzi mi aiuterebbe per le pulizie in settimana, regalandomi anche il tempo per un bagno caldo per me!

Per chi pensa che sono impazzita e non sa di cosa sto parlando, potete leggere gli altri contributi su Blogmamma o seguire su Twitter l’hahstag #angoliocurve.

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