obsolescenza programmata

Qualche anno fa avevo un cellulare che funzionava benissimo, comprato dopo averne studiato attentamente le caratteristiche e le recensioni era proprio un ottimo telefono.
Poi un giorno, dopo circa un paio d’anni da un momento all’altro non si è più acceso.
Siccome in famiglia ne avevamo due ho provato a cambiare la batteria e il caricatore ma non funzionava lo stesso.
Allora, visto che dopo poche settimane era il mio compleanno, ho preso la palla al balzo e me ne sono fatta regalare uno nuovo.

Qui però, peccando di vanità , ho scelto un modello che fosse soprattutto carino da vedere, colorato, con il vetro a specchio, molto girly
Poi un giorno, dopo circa un paio d’anni da un momento all’altro non si è più acceso.
Sono andata al centro assistenza, la signorina ha provato a cambiare batteria e si è acceso. Così per la modica cifra di circa 40 euro, ho comprato una batteria nuova, contenta di poter tornare a specchiarmi nel mio bel telefono viola.
Dopo due giorni, quando la batteria si è scaricata, ho messo il telefono in carica, si è spento e non si è più acceso.
Lo riporto al centro assistenza che mi fanno un preventivo, per circa 60 euro avrò il cellulare riparato.
Ovviamente accetto.
Nonostante vendano cellulari che costano meno della mia riparazione (il cell in questione è “solo” cellulare, niente internet, niente app) preferisco aggiustare che dover buttare qualcosa e comprarlo nuovo.

Oggi, dopo un mese e mezzo, vado al centro assistenza a ritirare il mio cellulare, ma la signorina mi dice che non hanno potuto ripararlo per un componente interno irreparabile e non essendo in garanzia (ma và  ???) non potevano sostituirmelo.
Ma come, ma non poteva dirmelo prima di cambiare la batteria ? “ma guardi che noi non sostituiamo mai le batterie senza prima un controllo incrociato” “come no ? l’ho presa qui” “ma l’ha chiesto lei di cambiarla” “Io ?? ma siete voi l’assistenza, voi avete provato con un altra e voi mi avete detto che era la batteria” “…”
ma sono le 13,30, la signorina chiude lo sportello, prende dal cassetto il pacchetto di sigarette e se ne va.

Ora non mi resta che andare a comprare un altro cellulare…

Questo è un bell’esempio di furto legalizzato, ehm di Obsolescenza Programmata, ossia di quella politica volta a definire il ciclo vitale (la durata) di un prodotto in modo da renderne la vita utile limitata a un periodo prefissato. Il prodotto diventa così inservibile dopo un certo tempo, oppure semplicemente “fuori moda”, in modo da giustificare l’entrata nel mercato di un modello nuovo. (cito Wikipedia.it).

E non è il solo esempio.
Il mio Ipod Touch, il mio fido compagno, il dispositivo che non abbandono mai, ha subito la stessa sorte quest’estate. Era un modello vecchio (di tre o quattro anni, non di 20…) magicamente ha iniziato a non funzionare più bene, le applicazioni esistenti ogni tanto non partivano, andavano aggiornate ma la versione nuova non era compatibile con quel modello, stessa cosa se cercavo di metterne di nuove, meno male che quando le cose si sono fatte insopportabili mancavano poche settimane al mio compleanno…

Non sono una che si fa prendere dalle mode o deve avere per forza l’ultimo modello di gadget, come ho già  detto cerco di riparare invece che sostituire, eppure l’obsolescenza programmata ha colpito anche me.
Il vecchio Touch, che comunque per un uso “basic” funziona ancora, è diventato di Leo (lo so, lo so, a 3 anni e ha già  un touch… ma su ci sono solo giochini con le mucche che suonano e Caparezza…), il cell invece cosa farà  ? andrà  a prendere polvere nel box insieme alla collezione di tutti quelli che sono venuti prima di lui.

4 thoughts on “obsolescenza programmata

  1. Come i nostri genitori ci dicono spesso, una volta gli elettrodomestici duravano tanto ora i nostri il giorno dopo la fine della garanzia si autodistruggono!

    Ho scoperto da un mio amico frigorista che una volta le resistenze che inserivano nella serpentina dietro il frigo (o qualcosa del genere) venivano tarate per durare anni, ora fanno apposta per tararle appositamente per il tempo che vogliono i costruttori.

    Siamo, as usual (come diresti tu che sei più english man di me), circondati sempre e dovunque (tranne in rarissimi casi) da gente disonesta, vedi gli elettrodomestici, la sanità , l’energia, gli appalti….e dalla quasi totalità  della politica.

    Ci sono interessi in giro che noi neanche immaginiamo, anche le cose più semplici sono oramai frutto di un marketing iper studiato.

    Le persone, molte e probabilmente troppe, sono inconsapevoli dell’immondizia che ci circonda, l’importante nel nostro piccolo è muoverci in modo consapevole e responsabile e usare il passaparola a tutto spiano!

    Ops, sono uscita dal tema??

    baci

    • no ma che fuori tema e sono proprio d’accordo con te.
      Noi cerchiamo di fare del nostro meglio e di passarlo almeno ai nostri bimbi, io non perdo la speranza nel futuro.

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