L’incontro con Simone Perotti

Il This Moment di questa settimana è stato in ballottaggio fino all’ultimo con un altra foto, poi ho deciso di dedicare a questo “evento” un post a sé stante.
Domenica pomeriggio sono stata alla Biblioteca di Bollate ad assistere all’incontro con Simone Perotti.

Simone Perotti alla Biblioteca di Bollate

Scrittore, giornalista, navigatore, artista… ma soprattutto una delle mie “inspirational people“.
Per chi non lo conoscesse ancora, Perotti era un manager di una grande azienda, finchè una mattina, stanco di perdere tempo intrappolato nel traffico ha detto “Adesso Basta”.
Si è licenziato e ha iniziato a vivere.
E’ vita passare la giornata con persone che non hai scelto, facendo quello che non ti piace (o anche se ti piace, ci sono altre cose che vorresti fare), lavorare 8-9-10 ore al giorno per pagare una casa in cui ci stiamo solo la sera?
E’ vita aspettare di andare in pensione per fare quello che vogliamo fare ? ma quando andremo in pensione avremo ancora la forza di farlo ?L’incontro di domenica aveva come tema:
LAGGIU’ FRA TERRA E MARE
Prima di arare: rompere la terra. E se la terra non va, cambiare pianura. Ma e’ raro che sia cosi’. Non c’è cattivo mare. Solo cattivi marinai.

L’intervista è iniziata parlando di soldi, argomento che Simone non ama per niente. Tutti gli chiedono “ma come fai con i soldi?”, preferirebbe invece che gli si chiedesse se è felice…
Ovviamente i soldi possono essere un problema. Anche lui deve lavorare per vivere, però fa quello che gli piace (scrivere e navigare) e questo gli permette di guadagnare quel tanto che basta. Vive con 800 euro al mese.
E vive bene. L’importante è non buttarli i soldi, altrimenti non basteranno mai.
Non è necessario avere l’ultimo modello di smartphone se devi solo telefonare, non è necessario cambiare macchina dopo 3 anni se può andare avanti altri 20.
Ora che ha tempo non è più costretto a comprare tutto, ma può autoprodursi quello che ha bisogno o aggiustare quello che è rotto. Il risultato non sarà  perfetto ma finchè fa il lavoro che deve fare, allora è stato un lavoro fatto bene.
Non dovremmo nemmeno frequentare le persone che parlano solo di soldi, anzi, secondo Simone dovremmo iniziare ad eliminarle dalla nostra rubrica telefonica, meglio circondarsi di persone che hanno idee…

Poi si è passati a parlare dei sogni. Ognuno di noi DEVE avere un sogno, chi non ha sogni è malato. Dovremmo pensare al nostro sogno almeno una volta al giorno. Pensarci, programmare, studiare, raffinare… Perotti ci ha messo 12 anni per realizzarlo. Ma l’importante è averlo.
Non per forza il sogno deve essere qualcosa di grandissimo o bellissimo. Quella è un’utopia e in quanto tale è irrealizzabile.
(anche lui sognava di fare il terzino sinistro nel Milan, ma c’era già  Maldini…)
Alla domanda “qual è il tuo sogno” pochi rispondono, molti ci girano intorno con frasette di circostanza, forse per prendere tempo, per non far capire che in realtà  un sogno non ce l’hanno…Così come quando gli rispondono che loro non possono permettersi di fare quello che ha fatto lui, perché hanno il mutuo da pagare, la famiglia da mantenere. Certo, lui è da solo, forse è più facile, ma non è impossibile per nessuno.
E quando descrive passo passo quel che ha fatto, dimostrando che si può fare, che non è un utopia, fa quasi paura.
Perchè pensare di mollare tutto, di cambiare vita di punto in bianco, di accettare dei rischi per vivere bene fa paura se pensi che davvero lo puoi fare.

La terza domanda (ed era già  passata più di un’ora) riguardava la solitudine. Ogni persona deve riuscire a stare da sola, se non stai da solo almeno un po’ ogni giorno sei malato.
Stare da soli aiuta a pensare, a focalizzare, a far venire fuori le idee. Ma poi si sa che le idee sono sovversive… e allora dobbiamo per forza stare fra la gente, fare colazione al bar, fare l’happy hour, socializzare. Ma due persone che parlano di cose che hanno sentito dire, magari alla tv, non stanno facendo circolare delle idee. Non è costruttivo. Solo stando soli con noi stessi siamo costretti a pensare davvero.

Come ultima cosa, Simone ha parlato del suo prossimo progetto, Mediterranea. Una spedizione lungo tutte le coste del Mediterraneo, alla ricerca di voci e pensieri, di filosofi, scrittori, ma anche un viaggio scientifico perché in collaborazione con le Università  verrà  analizzata la qualità  delle acque, l’inquinamento da microplastiche e tanto altro.
Un viaggio lungo 5 anni (salperanno a marzo 2014) a vela, che nessuno prima d’ora ha mai compiuto.

Se volete saperne di più su Simone Perotti, c’è il suo bellissimo blog www.simoneperotti.com

Simone Perotti è un grande comunicatore, ma soprattutto una persona che ama quel che fa e lo trasmette con passione.

Due ore sono trascorse velocissime, io ero emozionata come al concerto del mio gruppo preferito e spero proprio di avere la possibilità  di ascoltarlo ancora (la prossima volta però magari gli stringo la mano e lo ringrazio di persona invece che via Facebook…)

Mi ha risposto !!!!!

Rispondi