La storia di Blanka, bellissimo levriero spagnolo

Oggi ospito un post scritto con il cuore dalla mia cara amica Oxsana.

Lei, mamma, moglie, lavoratrice e casalinga ha deciso di adottare un levriero spagnolo.
Questa è la loro storia, se volete dare una mano all’Associazione con la quale collabora, in calce trovate tutte le info.

La storia di Blanka

Nessuno ci dava più di due settimane insieme.
Pieni, forti, orgogliosi ma sfortunatamente sensibili ed empatici come i bambini in pre-adolescenza…
Ormai il biondo si avvicinava alla critica età di cinque anni e portava a casa dal supermercato la borsa di spesa super pesantissima. Insomma, nei pensieri familiari c ‘era tutt’altro che prendere il cane.

Si, così per scherzare ogni tanto il maritino buttava là che per entrare definitivamente nei club di “sfigati” (dopo le umilianti esperienze di spingere il passeggio in pubblico) mancava il labrador color miele (fantastiche, meravigliose creature) e il mulino a vento nel cortile milanese.

Ma a me, cresciuta fortunatamente con splendidi esemplari quadrupedi mancava tanto la presenza pelosa.
Volevo gli husky, shar-pei, terranova e il cucciolo tontolone dell’ annuncio “AAA Cercasi padrone” del sito di annunci di Perugia…

Finchè il naso mio naso, curioso viaggiatore, instancabile osservatore di orizzonti proibiti, un bel giorno primaverile si imbattè su un macabro articolo che parlava di un cagnolone maltrattato bisognoso di salvataggio immediato.
Chiamai i volontari per sapere se potessi essere utile in qualche modo, senza pensare come avremmo potuto procedere avendo la casa di 40 mq con tre persone dentro.
Ma ero inutile. La situazione si era già risolta.

Magicamente la voce dall’ altra parte mi consigliò di sbirciare qualcosa sui LEVRIERI, così giusto per informazione…
E ho sbirciato.
Rimanendo di stucco, allibita e incredula. Com’ è possibile nel 2014 l’esistenza di una situazione vergognosa del genere? Che oltre tutto si sviluppa in un paese europeo a pochi passi dall’Italia?

In Spagna é ancora molto popolare la caccia alla lepre con i galgos, i levrieri spagnoli.
Alle galghe-fattrici (le femmine di 2-3 anni considerate vecchie e quindi lente per la caccia), tenute a mala pena in vita, fanno fare una cucciolata dietro l’ altra per poi uccidere (con metodi medievali) i cuccioli deboli e addestrare alla caccia (di solito si tratta di una al massimo due stagioni) i cuccioli idonei a partire dagli otto mesi di vita.

Normalmente i cani sono tenuti in bunker da film dell’ orrore senza luce, cibo molto scarso spesso gettato direttamente a terra e poca acqua. Una volta finita la stagione i cani diventano le bocche in più da sfamare e quindi “roba inutile”, usa e getta.
I galgueri hanno una credenza arretrata: più soffre un galgo prima di morire più sarà forte la successiva cucciolata. E come vuole un’altra (scandalosa) tradizione antica: il levriero viene impiccato su un albero usando i fili molto fini. Se l’amico a quattro zampe ha disonorato il padrone con la caccia insufficiente nella sua impiccagione si usa il metodo “pianista”: le zampe posteriore toccano la terra e cercandosi di salvarsi il cane cambia la zampetta in un’agonia che dura ore!
E tutto questo succede OGGI in Spagna dove non esistono le leggi che proteggano gli animali.

I galgos vengono buttati nei pozzi, bruciati o seppelliti ancora vivi, legati e abbandonati nei campi e boschi magari con i legamenti tagliati (vedi la storia di Charles sul sito dell’Associazione Bryan’s Levrieri Rescue) così che non riescano a seguire il “padrone” e tornare a casa. In Italia e nel mondo esistono innumerevoli associazioni che recuperano i levrieri per dargli in adozioni alle famiglie idonei.

Tre settimane dopo sono risultata abbastanza idonea per essere la mamma adottiva (noi adottanti usiamo con tanto amore la parola mamma per i fortunati padroni dei cani “nasoni “) della mia splendida Blanka.
Ceduta dal suo galghero dopo la stagione di caccia era incredibilmente magra, spaventata e molto malfidente: così l’ho vista per la prima volta sulle foto.
Ma una volta vista dal vivo non ci potevo credere quanto era bella, elegante, intangibile come una minuscola farfalla bianca.

blanka - galgo - levriero spagnolo

Appena arrivata a casa nostra aveva paura solo a muovere gli occhi e per farla mangiare dovevamo uscire tutti dalla stanza e spegnere le luci. Ma Blankita aveva riservato un bel po’ di meravigliose sorprese per noi. Come un esotico fiore dei petali chiusi la mia bambina apriva un petalo al giorno, adattandosi, aprendosi e fidandosi di più e di più col passare del tempo. Quante tiepide lacrime di gioia cadevano  incontrollate mentre la vedevamo correre, giocare e addirittura abbaiare con altri cani per le prime volte nella vita sua. Oramai siamo rimasti incantati.

Una volta mi sono imbattuta in questa frase, scritta con tanto amore per noi adottanti e per voi – probabili adottanti futuri, da Mauro Orelio. Tutto é la verità assoluta, senza buttar via una virgola!
“Con un levriero rischi di perderti nei suoi occhi, e arrivare tardi al lavoro per esserti ri-addormentato con lui tra le braccia o di sorridere come un ebete davanti al portone di casa al pensiero delle feste che ti farà al tuo ritorno. O di dimenticare di comprare il caffè per il quale eri uscito perché hai riempito il carrello di biscottini e stuzzichini per chi ti sta aspettando dietro la porta. Con un levriero saresti considerato “strano” dai tuoi colleghi che dopo il lavoro si fermano al bar e tu (l’unico) rifiuti con un: devo proprio scappare. Potresti iniziare a rifiutare di uscire la sera con gli amici, perché ti rendi conto che tutto ciò di cui hai bisogno è lì, disteso sul tuo divano, che ti scruta con fierezza e dolcezza. Ti fa imparare ad essere più vero, a dare il giusto valore alle cose:  impari a “spogliarti” del superfluo. Potresti non veder l’ora di essere a casa per accarezzare quella splendida creatura e a dire parole senza senso, e quei suoni insulsi sono talmente straripanti d’amore che il tuo cuore rischia di saltarti dal petto e non sai perché… Rischi sempre di commuoverti dalla tenerezza nel osservare quella splendida creatura che dorme dolcemente sul tuo divano con le zampine in alto con la consapevolezza che altre 1000 splendide creature sono state meno fortunate… E finalmente arrivi a chiederti come hai fatto a vivere fino ad ora senza un levriero!”

Come possiamo aiutare i levrieri spagnoli ?

Oggi la nostra bionda pelosa cerca con tutte le forze di aiutare i suoi fratelli meno fortunati rimasti là, in quell’ inferno iberico.
Serate musicali di beneficenza, adozioni a distanza, traduzioni del sito fanno parte della nostra collaborazione con la storica Associazione Bryan’s Levrieri Rescue.

Attraverso lAssociazione Bryan’s Levrieri Rescue è possibile:

  • Adottare un cane a distanza: con un contributo mensile libero, che generalmente parte dai 15-20 euro. Ci si prende cura di loro come se fossero nella nostra casa.
  • Prendere un cane in affidamento (o foster): in attesa che venga trovata loro una famiglia definitiva è possibile accogliere a casa un galgo per evitare che vadano in canile.
  • Acquistare articoli creati appositamente per loro: tramite il negozio Bryan Shop

PayPal: salvalevriero@yandex.com
IBAN IT09 J076 0103 2000 0100 9950 732

Facebook: Bryan’s SalvaLevriero Rescue
*email: salvalevriero@yandex.com
*tel.: 39/3314903562 Gallia
*tel.: 39/3404521999 Oxsana

blanka - galgo - levriero spagnolo

Rispondi