Elogio della lentezza

Ieri sera Leo stava andando a lavarsi i denti, dopo 10 minuti era ancora lì con lo spazzolino in mano e non aveva ancora iniziato.
Io mi sono ovviamente spazientita e l’ho incalzato “ma come sei lento, dai sbrigati”.
Poi siamo andati a letto. Lui si è addormentato beatamente subito, io ci avrei messo almeno mezzora.
E ho iniziato a pensare.
Ma lui è davvero lento ? O sono io che sono troppo veloce ?
Quando deve fare una cosa la fa con i suoi tempi, si sofferma davanti allo specchio, guarda fuori dalla finestra, osserva il ragnetto sul soffitto, alle domande non risponde immediatamente, ma dopo qualche attimo (e io che nel frattempo gli ho ripetuto la domanda tre volte).
E’ davvero negativa questa lentezza ? Sono davvero perdite di tempo queste ?
A pensarci bene no.

Sono il suo modo per imparare, per riflettere su quello che deve fare, per mettere ordine nei pensieri e in quello che deve dire.

Che differenza fa se invece di andare a letto alle 21.15 ci andiamo alle 21.20 ? non saranno quei 5 minuti a farlo dormire meno bene.
Quando mangiamo io sono sempre la prima a finire e lui l’ultimo. Ovviamente quello che ha ragione è lui che assapora e gode di quello che sta mangiando.
Cammina piano osservando tutto quello che lo circonda, vede cose che io non vedo nemmeno se ci passo tutti i giorni.

Fare tutto velocemente non è sempre un bene. Può andare bene se ho il treno da prendere o se ho solo mezzora per fare le pulizie, ma ci sono cose che hanno bisogno di tempo altrimenti vengono male. E comunque questa riconcorsa perenne mi mette ansia, ansia che poi trasmetto al resto della famiglia.

Allora rallentiamo, come dice il titolo del blog dopo che con la ripresa della routine casa-lavoro-famiglia mi ero rimessa un po’ a correre. Riprendiamoci questa lentezza, godiamo del momento, assaporiamo quello che abbiamo, osserviamo e impariamo. Copiamo chi già si comporta così e facciamo nostri questi comportamenti positivi.
Io per fortuna ho in casa un buon maestro.

lentezza

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