Il documentario di Marie Kondo

In questi giorni non si fa altro che parlare del documentario di Marie Kondo “Facciamo Ordine” in programma su Netflix.

Per chi non lo sapesse Marie Kondo è una giovane donna giapponese, diventata famosa grazie al libro “Il magico potere del riordino” in cui presenta il suo Metodo Konmari per avere una casa sempre in ordine (puoi leggere la recensione che feci a questo link: http://www.latartaruga-fio.com/2015/03/il-magico-potere-del-riordino/).

In ogni puntata del documentario, Marie si presenta in casa di una famiglia bisognosa di aiuto e presenta il Metodo. I protagonisti applicano le regole, ringraziano, buttano, piegano e alla fine vissero tutti felici e contenti.

Come per il libro, il documentario di Marie Kondo porta con sé opinioni contrastanti. Chi la vede come un guru che ti cambia la vita, chi come una pazzerella che ringrazia i calzini prima di buttarli.

Io trovo che come sempre la verità sta nel mezzo.

Il metodo ha dei punti a favore, ad esempio ragiona per gruppi di cose e non per stanze. Prima sistemo tutti i vestiti, poi tutti i libri o gli utensili da cucina, indipendentemente da dove si trovino. L’importante è radunare tutto in un solo punto per capire quanto effettivamente si possiede e poi passare ogni oggetto uno per uno e decidere se tenerlo o buttarlo.

Per decidere se tenere o buttare, quando prendiamo in mano l’oggetto dobbiamo sentire se ci fa battere il cuore (ossia sentire la spark joy, come il titolo del suo secondo libro). Se il nostro corpo rimane insensibile, allora si può buttare.
Prima di buttare però è necessario ringraziarlo per quello che ha fatto per noi.

Ecco, se queste pratiche ti possono sembrare un po’ estreme, è bene tenere a mente che Marie Kondo proviene da una cultura profondamente diversa dalla nostra. In Giappone è normale ringraziare la casa che ci protegge e ci ospita. Noi troppo spesso diamo per scontato le cose e dovremmo soffermarci di più su quello che abbiamo, per non perdere di vista il vero valore.

In conclusione posso dire che se il documentario di Marie Kondo è una bella operazione commerciale per tenere vive le vendite dei suoi libri, se la qualità della serie non è sempre all’altezza di altri documentari presenti su Netflix (io avevo parlato del documentario sul Minimalismo) è comunque una buona occasione per parlare di ordine e di organizzazione.

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