Hygge e Lagom gli stili di vita nordici che ci piacciono tanto

Quel modo di stare in casa al calduccio con un buon te speziato a leggere un libro sul divano sotto una coperta morbida mentre fuori piove.

Io la chiamerei qualcosa tipo Coccolosità, ma ha un nome ben preciso: HYGGE (che si pronuncia ugghe, come spiegato molto bene in questo breve video)
Il vocabolo è di origine danese ed è intraducibile con una sola parola, perché descrive quella sensazione di piacere, comodità, intimità… non per niente la Danimarca è da anni in cima alla classifica dei paesi più felici al mondo.

In Italia conosciamo l’Hygge solo da un paio d’anni, grazie a libri come questo dove ogni capitolo ci racconta cosa è “hyggelig”:
la luce calda delle candele, il profumo della torta in forno, un paio di calzettoni caldi… sono le piccole cose che ci fanno felici e ci danno il piacere di stare in un posto accogliente da soli o con le persone con cui stiamo bene.
E la stagione più hygge dell’anno, l’autunno, è alle porte per regalarci pomeriggi di relax mangiando castagne arrosto !

Domenica mattina, con calma. Anche questo è #hygge

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Ma c’è un’altra parola nordica che sta arrivando in Italia, questa volta dalla Svezia, è LAGOM (che si pronuncia qualcosa tipo Logum) e significa all’incirca “quanto basta”.

Secondo la filosofia Lagom, per vivere bene non abbiamo bisogno di troppo, ma nemmeno di troppo poco. Un giusto mezzo, anzi IL giusto.
Quel giusto che ci permette di vivere agilmente senza essere sopraffatti ma nemmeno senza restrizioni.
Un inno alla semplificazione, all’ordine (ma non troppo rigoroso), al declutter, il liberarsi delle cose inutili, al buon cibo di qualità da gustare nelle giuste dosi.

Mentre l’Hygge si concerntra di più sul momento, sentirsi bene qui e ora, il Lagom è un concetto più ampio che prende in considerazione tutte le nostre azioni, è uno stile di vita.
Uno stile di vita che ci porta anche ad essere lievi verso la Terra, senza sprecare, senza inquinare, riciclo e riuso sono decisamente Lagom.

Per saperne di più sul mondo Lagom, da qualche giorno è uscito il libro-guida (e no, non è il catalogo Ikea in distribuzione proprio in questi giorni), questo.

Non l’ho ancora letto ma lo prenderò presto, perché il Lagom è molto Tartaruga-style !!!

Il materiale per il ritorno a scuola

Ci siamo quasi. Fra pochi giorni inizia la scuola.
Sento già nell’aria l’ansia mista ad aspettative, gioia di vedere i compagni e paura per quello che sarà l’anno nuovo.
Fra questo mix di emozioni c’è anche la voglia di comprare i materiali nuovi, le penne lunghe appuntite, i quaderni che profumano di carta, lo zaino nuovo…

Ogni scuola chiede ai genitori di comprare dei materiali diversi in base al metodo di insegnamento e alle materie, ma ci sono alcune cose che vanno prese indipendentemente dalle classi.

La cosa più imoprtante per me è che tutto sia di buona qualità. La scelta è ampia e troviamo cancelleria di tutte le fasce di prezzo.
Talvolta, poichè che le cose da prendere sono tante, si tende a scegliere gli articoli di basso prezzo, pensando anche che i bambini, soprattutto i più piccoli, perdono tante cose e ne dovremo acquistare diverse durante l’anno.

Però ho visto, per esperienza personale, che purtroppo al basso prezzo corrisponde anche bassa qualità e che le cose di bassa qualità durano meno. Le matite si rompono subito alla prima caduta, la colla incolla poco e i fogli si staccano, le matite colorate non lasciano una bella traccia e bisogna calcare troppo.
Così, esasperati dalle continue lamentele e dai lavori fatti meno bene, cambiamo tutto e prendiamo le cose di marca.
Uno spreco di tempo, denaro e risorse.

La scuola è un momento importate e fondamentale per i nostri bambini, il loro lavoro e il loro impegno dipendono anche dall’uso di materiali di qualità, che non fanno perdere tempo, che lasciano il foglio ben pulito.
Che li lascino liberi di imparare senza aggiungere difficoltà a quelle che per forza dovranno incontrare.

Leo quest’anno inizia la terza elementare. Ecco cosa ho imparato io in questi anni.

LO ZAINO: la scelta dello zaino è fondamentale. Deve sostenere il peso dei quaderni senza gravare sulla schiena. Ci sono zaini con rotelle tipo trolley e zaini di tipo tradizionale. Io ho scelto quest’ultimo perché gli zaini trolley sono generalmente più pesanti anche da vuoti e quando si portano sulla schiena sono un po’ più scomodi. Se non avete lunghi tragitti da fare a piedi, meglio uno zaino senza rotelle almeno per la scuola primaria, dove i bambini sono ancora piccoli e non è il caso di aggiungere peso sulla loro schiena.
Spallacci imbottiti, schienale rinforzato e chiusure facili ma resistenti.
Lo zaino deve durare, possibilmente per tutti i 5 anni anni. Meglio evitare quelli con i personaggi: anche se al momento piacciono tantissimo, il prossimo anno potrebbero non piacere più (e poi lo immaginate in quinta con lo zaino dei superpigiamini ???)

L’ASTUCCIO: adesso si usano tantissimo gli astucci con 3 zip, che si aprono come un libro che contengono matite, penne, pastelli e pennarelli. Anche qui vale lo stesso discorso fatto per lo zaino. Un astuccio di bassa qualità avrà le zip che si inceppano e gli elastici interni che si rompono. Controllate anche le matite colorate e i pennarelli inclusi, se sono scadenti ci toccherà cambiarli dopo poco.

I QUADERNI: righe e quadretti, con e senza margine, 4 millimetri, 5 millimetri. Sbagliare è un attimo.
Ogni tipologia ha un codice, che generalmente corrisponde a una determinata classe (righe di prima o righe di quinta ?).
Ecco uno schemino chiaro, preso dal blog di BUFFETTI  da tenere sempre con se quando si fanno gli acquisti:

Rigatura dei quaderni

A righe:
A: con margine per 1° e 2° elementare
B: con margine per 3° elementare
C: con margine per 4°-5° elementare e medie
1R: senza margine per medie e superiori

A quadretti:
10mm: quadretti da 1cm, senza margine per 1° elementare
10F: quadretti da 1cm, con margine per 1° elementare
Q: quadretti da 5mm con margine, per scuole elementari
5MM: quadretti da 5mm senza margine
4F: quadretti da 4mm con margine, dalla 3° elementare
4mm: quadretti da 4mm senza margine, per scuole medie e superiori

Un altro fattore da tenere in considerazione è la grammatura della carta. Più è alta, più il foglio è resistente agli strappi e ai buchi fatti con le cancellature. 100 grammi è una carta spessa, che resiste bene alle cancellature e non si arriccia negli angoli evitando la formazione di “orecchie”. Di contro sono più pesanti da portare. Due anni fa avevo scelto dei quaderni di bassa grammatura pensando di caricare meno lo zaino, ma alla fine le pagine erano troppo sottili e davano l’impressione di un lavoro sempre poco pulito e ordinato.
Anche le copertine dei quaderni vanno scelte un po’ più spesse. Si piegano meno facilmente, soprattutto quando prima di uscire buttano tutto alla rinfusa nello zaino e proteggono meglio le pagine interne.

LE PENNE: dalla seconda elementare si inizia ad usare le penne, ma solo quelle cancellabili. Io ho fatto fatica a trovarne di decenti. La maggior parte scrivono male, un po’ a tratti e non si cancellano del tutto ma lasciano la traccia. Bisogna rischiare e trovare quelle che fanno per voi. Io per ora trovo che le migliori siano le Pilot Frixon, che oltretutto hanno il refill sostituibile, per cui quando finiscono non c’è bisogno di buttare tutto (e l’ambiente ringrazia)

LE MATITE COLORATE: che in realtà si chiamano pastelli, ma io se dico pastelli penso a quelli a cera, per cui le chiamo matite colorate…
Il punto debole delle matite colorate è la mina. Se è troppo sottile e morbida, scrivono bene e lasciano un bel tratto pieno di colore, ma alla prima caduta si spezza e quando si tempera, la punta cade. Ci sono matite con il corpo di legno più spesso, proteggono meglio la mina, ma ci vuole il temperino giusto perché con quelli classici a due buchi, nei buchi piccoli non passa e in quelli larghi balla.
Io ne ho provate un po’ di tutte le marche e alla fine mio figlio ha stabilito che i suoi preferiti sono i Giotto Laccato che hanno un buon compromesso fra tratto pieno e resistenza della mina.

MATITE E GOMME: le matite più adatte alla scuola primaria sono le HB o 2HB, dove H sta per Hard/duro e B per Black/nero. Le HB sono a metà della scala, non troppo morbide (che sporcherebbero troppo il foglio e per i bambini si consumano troppo velocemente) ma nemmeno troppo dure dove il tratto è poco visibile e bisogna calcare molto.
Per le gomme, oramai non si usano più le gomme a due colori rosse e blu, ma si usano quelle bianche, come le classiche Mars Plastic. Non prendetele troppo piccole (come avevo fatto io per risparmiare…) perché i bambini più piccoli fanno fatica a tenerle in mano in modo corretto e non riescono a cancellare bene.

Tutto questo e il resto, dai fogli da disegno ai raccoglitori ad anelli, viene chiesto ad inizio anno dalle maestre per cui aspettate sempre il loro elenco prima di comprare cose che poi non vi serviranno.

E con lo zaino nuovo, godetevi il primo giorno di scuola !

Leo il primo giorno di scuola primaria. Non era emozionato… di più !

 

E’ nata una stella

Quando è nato Leo uno dei primi regali che ho ricevuto è stato un ciondolo a forma di stella che ho indossato quel giorno e non ho più tolto. Lui è sempre stato “la mia stellina”… quando sono particolarmente affettuosa lo chiamo così !!
Poi con il passare del tempo, Leo si è appassionato alle stelle e all’astronomia.
Non so quanti libri abbiamo sul sistema solare, ha chiesto per Natale il telescopio e ha scelto lo spazio come tema per la sua festa di compleanno.

Alla nostra collezione di stelle sembra completa e invece… manca ancora avere UNA STELLA TUTTA PER LUI.

A questo ci ha pensato Etoilez-moi  che mi ha offerto la possibilità di regalare una stella a una persona speciale.

La procedura è molto semplice, si va sul sito http://etoilez-moi.com/it/, si sceglie quale pacchetto acquistare (ci sono diverse tipologie, da quella base che arriva via mail, quelle di coppia con due stelle, fino a quelle con un ciondolino a forma di stella) e si decide
* il nome da dare alla stella
* la costellazione in cui si trova la stella
* la data del battesimo della stella, ossia della registrazione nel registro internazionale.

Dopo solo due giorni mi è arrivato un pacchetto con il certificato del battesimo della stella con il nome e la data del battesimo, la mappa del cielo per trovare la stella nella costellazione scelta, una spiegazione del significato della costellazione e una poesia dedicata.
Il nome scelto viene registrato nell’International Celestial Repertory che dal 1980 si occupa di catalogare i nomi delle stelle.

Arrivato il pacco, l’ho fatto aprire a Leo.
Quando ha visto che c’era una stella che si chiamava Leonardo09, come il suo nome e il suo anno di nascita, che era inserita nella costellazione dei gemelli, quella del suo segno zodiacale e che la data del certificato era la data del suo compleanno, era felicissimo.
Ha iniziato a fare domande sulle stelle e sulle costellazioni ed era veramente emozionato di avere una stella dedicata a lui.
E questo è stato il regalo più bello per me.

Questo post è in collaborazione con Etoilez-moi #ad #sponsored

La festa di compleanno a tema spaziale

Ogni anno Leo mi mette alla prova chiedendomi di organizzare la festa di compleanno a tema.
Una volta è stato Shrek, un’altra Avengers, Star Wars, poi antico Egitto (vi dico solo: torta a forma di piramide fatta da me – eccola – Era meglio quella  a scudo di Capitan America – eccola. Entrambe però abbastanza piccole).

Ogni volta ho costruito addobbi e costumi in casa, utilizzando quello che avevo a disposizione perché mi piace fare le cose a mano, perché c’è meno spreco e più personalizzazione.

Quest’anno il tema scelto è stato lo spazio, l’astronomia e i viaggi stellari.
Come sempre sono partita in quarta cercando su Pinterest foto di torte a forma di shuttle, biscotti lunari e addobbi da vera stazione orbitante. Poi come al solito il tempo è poco e quindi ho ridimensionato le mie pretese…

Ho deciso di ridurre al massimo le cose usa e getta usando piatti posate e bicchieri in plastica lavabili e riutilizzabili (nello specifico la serie Kalas di Ikea)
Per non confondere i bicchieri, normalmente ci si scrive sopra il nome con il pennarello indelebile, ma su questi era impossibile, visto che andranno riutilizzati per cui ho creato delle cannucce personalizzate.
Ho stampato delle figurine a tema spaziale (astronavi, pianeti, mostriciattoli extraterresti), le ho incollate su dei fogli più pesanti (fogli di riciclo come le copertine delle riviste o il cartoncino delle scatole delle merendine) e poi le ho applicate sulle cannuccie con lo scotch.
Bastava ricordare la combinazione colore del bicchiere, colore della cannuccia e personaggio…

I disegni li ho scaricati da questo sito.

Stesso procedimento per le bandierine di addobbo. Ho preso delle immagini free, dopo averle stampate e incollate sul cartoncino, le ho appese con un cordoncino sopra il tavolo della torta.

Il “pezzo forte” degli addobbi era il photobooth, ossia il cartonato a forma di razzo per farsi le foto.
Ho usato uno scatolone di una sedia Ikea, ho disegnato il razzo, tagliato il buco per la faccia e aggiunto con lo scotch dei pezzi di cartone sul retro per fare il piedistallo. Le fiamme del motore sono lingue di carta crespa arancione.

Solo la torta non l’ho fatta io, visto che fra bambini e genitori eravamo quasi una trentina, avevo paura di non riuscire a fare una torta grande abbastanza e azzeccarne la cottura.
Ho chiesto al pasticcere di personalizzarla con un’immagine del sistema solare. Peccato che buona parte della foto sia stata coperta dalla targhetta con scritto: buon compleanno Leo. Meno male che non ha messo il nome per esteso !!