Vivere lentamente

Oggi è stata una giornata pienissima (pubblico un post alle dieci di sera…)

Porta Leo a scuola, torna indietro a prendere l’ombrello perché piove, corri a prendere il treno. Ufficio, poi di corsa ad una presentazione aziendale. Torna in ufficio, poi treno, prendi Leo, andiamo a tennis. Casa, doccia, cena. Poi io esco per andare a Pilates (e godermi la mia ora tutta per me)…
Non è sempre così, ma quasi.

Ironia della sorte, oggi è la Giornata della Lentezza !
E me lo sono ​ricordato a metà pomeriggio, quando avevo già fatto troppe cose di corsa.

Le nostre giornate sono sempre più piene.
È bello, a me piace fare tante cose diverse e sentirmi attiva. Ma.

Ma forse potrei semplicemente farle con un po’ più di calma, senza affannarmi e senza ansia. Anzi, con calma e un pizzico di organizzazione le cose si fanno meglio.

Oggi è la Giornata della Lentezza, giunta all’undicesimo anno. Una giornata per riprenderci i nostri ritmi, per godere del tempo, della famiglia, della natura.
Da oggi partono una serie di iniziative coordinate dall’Associazione L’Arte di Vivere con Lentezza che ci accompagneranno per tutto il mese.

Un elenco lo potete trovare in questo articolo di Repubblica.

 

Quanta acqua usiamo ogni giorno ?

L’altro giorno stavo facendo le pulizie in bagno e mentre spolveravo il sotto lavello il tubo che collega lo scarico al muro mi è rimasto in mano ! Si è spezzato lasciando libero il buco dello scarico del lavandino. In pratica, quando aprivo l’acqua finiva tutta sul mobiletto sottostante.
Ho cercato di cambiare io il tubo, ma si è rivelato troppo difficile per me così ho chiamato l’idraulico. Che però, come racconta la leggenda, si fa sempre un po’ desiderare e ovviamente non è arrivato subito.
Per cui ho dovuto attrezzarmi per un paio di giorni per tamponare il problema.
Come ?
Mettendo una bacinella sotto al lavello !

Mi sono così resa conto di quanta acqua usiamo normalmente.
Siamo una famiglia abbastanza virtuosa da questo punto di vista perché siamo sempre stati abituati, anche Leo, a chiudere il rubinetto quando non si usa l’acqua. Si chiude mentre ci si spazzola i denti, si chiude mentre Fede si fa la barba, si chiude anche mentre ci si insapona le mani se sono così sporche da richiedere un’insaponatura lunga (e dopo un pomeriggio al parchetto vi assicuro che lo sono…)

Eppure, nonostante non lasciamo mai scorrere l’acqua a vuoto, il catino si riempiva davvero spesso.

Al mattino, solo per il lavaggio mani-faccia-denti di tre persone andava via almeno un catino e mezzo. Durante in giorno era da svuotare almeno un paio di volte. Non ho misurato quanti litri d’acqua contiene, ma credo una decina. E’ una bacinella di dimensioni medie, tipo questa.

Per cui, solo per i normali lavaggi di mani e denti, in una giornata noi usiamo circa 10 litri di acqua a testa. 300 litri litri di acqua a testa l’anno solo per il lavandino !
Non immaginavo di consumare così tanto. Pensavo che con un litro mi potevo lavare i denti…
Pare che una doccia si consumino circa 15 litri di acqua al minuto, che significano 75 litri in 5 minuti. E 5 minuti, soprattutto per noi donne che mettiamo shampoo-balsamo-cremine varie non è poi una doccia così lunga.
Io cerco sempre di chiudere l’acqua mentre mi insapono (e poi il sapone se ne va e allora che mi insapono a fare ?).
Gli “esperti” consigliano di cantare sotto la doccia, non solo perché è divertente ma anche perché se la doccia dura di più della canzone allora è troppo lunga ! Quindi se volete anche voi calcolare quanta acqua usate quotidianamente basta smontare il sifone del bagno e piazzarci sotto una bacinella 🙂

Ovviamente l’acqua del catino poi veniva riutilizzata svuotandola nel wc, al posto dello sciacquone.
E si, più volte mi sono dimenticata di guardare se la bacinella fosse piena… così oltre a usarla per lo sciacquone l’ho usata anche per pulire il pavimento !!!

Musica e pomodori per produrre di più

Ci sono giorni in ufficio in cui ho un sacco di cose da fare e zero voglia di farla. Magari sono cose un po’ noiose e ripetitive, allora continuo a procrastinare. Ogni scusa è buona per fare qualcos’altro.
Per evitare di perdermi sui social io ho la mia tecnica e funziona sempre.

Per prima cosa, musica nelle orecchie. Con la mia musica preferita tutto diventa più allegro e divertente. Se uso musica che conosco bene, allora mi diventa un piacevole sottofondo da canticchiare senza ascoltarla veramente così non mi distrae, ma anzi mi aiuta a rimanere concentrata.

Poi faccio partire il pomodoro.

La tecnica del pomodoro prende il nome da un normalissimo timer, di quelli che tutti abbiamo in cucina a forma di pomodoro (io in realtà ce l’ho a forma di cipolla, ma ci siamo capiti !).
Bisogna impostarlo su 25 minuti e durante questi 25 minuti svolgere il nostro compito senza fermarsi e senza distrazioni. Quando il timer suona si prendono 5 minuti di pausa in cui si può fare quello che si vuole e poi si ricomincia. Dopo 4 pomodori si fa una pausa lunga, anche di 20 o 30 minuti o quanto ci basta per rilassare la mente ed essere pronti per ricominciare.

25 minuti di lavoro
5 minuti di pausa

25 minuti di lavoro
5 minuti di pausa

25 minuti di lavoro
5 minuti di pausa

25 minuti di lavoro
pausa lunga di 20-30 minuti

Ovviamente la Tecnica del Pomodoro non me la sono inventata io, ma è stato un certo Francesco Cirillo circa 30 anni fa: pomodoro-technique

In ufficio, non avendo un timer a diposizione si può usare una sveglia o l’orologio del pc, ma esistono anche delle estensioni per il browser che non solo tengono traccia del tempo, ma che bloccano tutte le pagine che possono distrarci.
Io ad esempio uso questa per Chrome: STRICT-WORKFLOW
in cui è possibile configurare sia la durata del lavoro e delle pause, sia i siti che vogliamo bloccare (o tenere aperti perchè ci servono per il lavoro).

Sapere che il lavoro ha una durata precisa e che al termine ci sarà una pausa, aiuta il nostro cervello a rimanere concentrato. E’ una tecnica utilissima per chi ha la tendenza un po’ a perdersi nelle cose e può essere usata non solo in ufficio ma anche in casa quando dobbiamo fare qualcosa che non ci piace particolarmente, possiamo usarla con i bambini che spesso quando devono fare un compito, dopo tre minuti ne hanno già iniziati altri 10.

Quindi, chiudi Facebook e fai partire il pomodoro.

la tecnica del pomodoro

M’illumino di meno 2017

E’ possibile vivere senza energia elettrica ?
Nel 2017 no, ma è possibile imparare a non sprecare e a risparmiare un po’ di più.

Domani, giovedì 24 febbraio, è la giornata di M’illumino di meno, la simpatica (e intelligente) iniziativa di Caterpillar per sensibilizzarci sullo spreco energetico che chiede, come nelle 12 edizioni precedenti, di spegnere le luci dalle 18.00 alle 20.00.
L’iniziativa diventa ogni anno sempre più diffusa. Partecipano musei, comuni, scuole e palazzi tanto che gli organizzatori stanno cercando di trasformare questo appuntamento nella “Giornata Nazionale del Risparmio Energetico e degli Stili di Vita Sostenibili.”

Ma quest’anno, oltre alle luci, Caterpillar propone di CONDIVIDERE e CONDIVIVERE qualcosa, che sia del tempo insieme, la rete wifi o una ricetta buona.

Si possono condividere le incombenze, facciamo che oggi te lo porto fuori il cane
Si possono condividere i genitori e i bambini facendo i compiti insieme
Si può condividere qualsiasi cosa. Si può condividere un po’ di tempo. In silenzio. Si può anche parlare e ascoltarsi.

In ogni condivisione c’è un risparmio di energia.
Ogni condivisione genera energia.
Condividere fa bene

Tutte le informazioni e i moduli per partecipare se siete una scuola o un azienda sono sul sito di Caterpillar:
http://caterpillar.blog.rai.it/milluminodimeno/
Fatemi vedere le vostre azioni sostenibili!
Gli hashtag dell’iniziativa sono #MilluminoDiMeno e #condiVivo

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