#bikethenobel: candidiamo al Nobel per la Pace la bicicletta

E’ ecologica, economica, democratica, multilingue, multirazziale, adatta a tutte le età, amante della decrescita e soprattutto non si fanno guerre in suo nome.
E’ la bicicletta !
Quelli di Caterpillar, la bellissima trasmissione di Rai Radio Due hanno deciso di proporla come candidata al Nobel per la Pace.

La proposta di candidatura verrà portata a Oslo da Paola Giannotti, la prima donna italiana a fare il giro del mondo in bicicletta.
Domani 16 gennaio, partirà dagli studi RAI in Corso Sempione e in 13 tappe raggiungerà la capitale norvegese per portare le firme a sostegno della candidatura.

Anche noi possiamo sostenerla, firmando la petizione, invitando altri amici a fare lo stesso e diffondendo la notizia con l’hashtag #bikethenobel.
Sul sito di Caterpillar ci sono tutte le informazioni.

Io ovviamente ho firmato, secondo me è la candidata ideale al Nobel per la Pace. E se domani mattina volete fare un bel giro a Milano, potrete assistere alla partenza e magari accompagnarla per qualche tratto.

#bikethenobel: il Nobel per la Pace alla bicicletta

Guerriglieri di quartiere

La primavera è proprio una bella stagione.
I giardini e i balconi sono un’esplosione di fiori, di colori e di profumi.

Però nelle nostre città ci sono tante zone dimenticate, tanti piccoli pezzettini di terra che rimangono incolti.
Perchè allora non fare un bell’attacco di guerrilla gardening e trasformarli in qualcosa di bello ?

Il guerrilla gardening, o guerriglia verde, è un modo per rendere più belli e piacevoli gli angoli abbandonati delle nostre città.
Solitamente viene fatto in maniera segreta, altre volte invece gli attacchi sono gestiti e coordinati da comunità locali.

Come si può fare un attacco verde ?
Tanti anni fa nell’era pre-leoliniana ci abbiamo provato anche noi…
Vivevamo ancora nel minimonolocale e proprio sotto casa nostra c’era uno spiazzo davanti a dei negozi con due grandi fioriere che nessuno curava.
Niente irrigazione, niente fiori, c’erano solo dei rami spinosi ed erano diventate degli enormi posacenere…

ecco com'era il vaso prima dell'attacco

ecco com’era il vaso prima dell’attacco

Allora abbiamo recuperato delle piantine che avevamo in giro, soprattutto delle succulente, che riescono a sopravvivere anche con poca acqua e si propagano velocemente, volevamo che colonizzassero tutto lo spazio così da dissuadere la gente da usarle come cestini e in poco tempo sarebbero nati anche dei piccoli fiorellini gialli.
Non abbiamo preso delle piante fiorite, perché con poca terra e nessuno che e avrebbe bagnate (a parte noi due ogni tanto) sarebbero morte in pochi giorni.

le piantine che abbiamo scelto erano piante resistenti

le piantine che abbiamo scelto erano piante resistenti

il vaso sta per essere riempito di nuove piantine

il vaso sta per essere riempito di nuove piantine

Abbiamo messo i guanti e prima abbiamo ripulito le fioriere, poi abbiamo trapiantato le piantine.
Lo abbiamo fatto circa alle undici di sera e non c’era in giro nessuno… però per precauzione ci siamo messi la felpa col cappuccio, così non ci poteva riconoscere nessuno !!! in realtà sembravamo due Gnomi !

Gnometti !

Gnometti !

Alla fine eravamo soddisfatti del nostro lavoro e non vedevamo l’ora che le piantine crescessero un po’.
Purtroppo nel giro di pochi giorni si sono fregati tutte le nostre piantine e le fioriere sono tornate ad essere tristi e spoglie…

Poi abbiamo cambiato casa.

incontri ravvicinati nel bosco

Ad ottobre ci piace moltissimo andare in campagna dai nonni a cercare le castagne. In realtà  è più una scusa per fare una passeggiata e ammirare i colori autunnali, le foglie cadute e i funghetti. Se poi si trovano anche le castagne, meglio.

funghi

funghetti

i colori autunnali

le foglie cadute

La settimana scorsa ci siamo armati di stivali di gomma, guanti per prendere in mano i ricci, Leo aveva anche il bastone per farsi strada nella giungla e il suo grembiule (coordinato coi guanti ovviamente…) con un bel tascone davanti per il prezioso bottino, io un bel cestino di paglia (che fa tanto Dorothy del Mago di Oz).

la divisa del perfetto fungaiolo

Abbiamo raccolto un po’ di castagne,

il bottino

ma poche tanto se non le cucini subito poi arrivano certi vermoni. E io puntualmente mi dimentico di pulirle e surgelarle.

Lungo la strada abbiamo incontrato tanti tipi di funghi, saranno buoni ?

quanti funghi

questi di sicuro no…

mmm meglio lasciarlo lì

poi cammina cammina siamo arrivati nei pressi di un parco faunistico. Ci passiamo sempre perché c’è una zona dove cervi e daini vivono in un ampio spazio recintato verso l’esterno, ma liberi di muoversi e spesso si avvicinano alla recinzione e noi possiamo ammirarli nel loro splendore.

Solo che questa volta non eravamo soli ad ammirarli…
ci troviamo davanti un esemplare di daino maschio ! grande e grosso e con due cornone lunghe così…

un incontro inaspettato

La prima cosa che abbiamo pensato è che ci fosse un buco nella rete e che fosse scappato. Così abbiamo cercato il numero di telefono del parco e li abbiamo chiamati.
L’esemplare maschio è selvatico, non vive nel parco, ma proprio nel bosco. Si avvicina al recinto attirato dalle femmine, ma non è pericoloso, l’importante è non bloccarlo in un punto dove non si possa muovere, non deve sentirsi bloccato.

chiamiamo il parco

Effettivamente, a parte il primo impatto che ci ha fatto un po’ paura, poi se ne stava per i fatti suoi. Quando ci vedeva andare nella sua direzione, si spostava da un’altra parte. Così, tenendoci a distanza e senza dare troppo nell’occhio lo abbiamo osservato bene, non capita tutti i giorni di incontrare un daino !

ci guarda da lontano

Quando si va a fare una passeggiata nel bosco si trova sempre qualcosa di bello.

PS: perdonate le foto un po’ tremolanti… ma temevo che se lo fissavo con il cell si sentisse osservato

Il Parco dei Mostri di Bomarzo

Proseguiamo il giro in Umbria, il Villaggio del Sole è a pochissimi minuti dal Parco dei Mostri di Bomarzo, detto anche “Il Sacro Bosco”.
Erano anni che desideravo visitare questo posto un po’ magico, finalmente ci sono riuscita.

Il Parco dei Mostri è stato costruito nel 1552 per volere del Principe Orsini in seguito alla scomparsa della moglie a cui è dedicato.
Alla morte del Principe, gli eredi lasciarono andare in decadenza il parco finchè 400 anni dopo, nel 1954, la famiglia Bettini lo recuperò.

Il parco si trova all’interno di un bosco e disseminate fra gli alberi ci sono statue di pietra raffiguranti personaggi mitologici e un po’ paurosi.
Ad ogni passo una statua, una scoperta, talvolta sono piccole, talvolta sono enormi. Impossibile non rimanere affascinati da questo mondo magico.

La fontana di Pegaso

Nettuno e il piccolo delfino

Ci accolgono le Sfingi con una frase che dice più o meno che chi non apprezza questo parco non potrà  apprezzare nemmeno le Sette Meraviglie del mondo.

La prima sfinge

Poi si passa accanto alla Tartaruga,

La Tartaruga

alla Balena, ma anche a Ercole che squarta Caco,

Ercole che squarta Caco

a un Drago,

Il Drago mentre lotta con un cane, un lupo e un leone

un Elefante,

L'elefante

fino ad arrivare all’Orco

L'Orco, entrarci fa un po' paura...

Ogni pensiero vola...

e alla casa pendente.

La Casa pendente

La casa pendente è incredibile, perché i muri e il pavimento non sono messi a 90° fra loro, ma sono storti, così quando entri perdi totalmente il senso dell’orientamento e l’equilibrio.
La testa di gira da matti, ti sembra di cadere e se guardi una persona la vedi storta. Cioè tu sei in piedi dritto, ma il cervello che cerca di allineare la figura alle pareti ti fa vedere i muri dritti ma la persona pendere da un lato, camminare pendente.

Non riesco a stare in piedi...

Poi fai la foto e la macchina, che non è furba come il cervello, fotografa quel che vede, una persona in piedi su un pavimento in discesa.
INCREDIBILE.

Io li vedevo i muri dritti e loro storti...

Alla fine del percorso, in una zona ad di fuori del bosco si trova il Tempio, costruito 20 anni dopo, come ricordo per la seconda moglie del Principe.

Il Tempio

pigne e ghiande

Chi ha bimbi è possibile acquistare nello shop alla fine del percorso, il libro “Il Vampirino di Bomarzo”, se però riuscite a procurarvelo prima è meglio così potete anche divertirvi a riconoscere le statue.
Io l’avevo preso in biblioteca, ho provato a leggerlo a Leo, ma è ancora troppo piccolo per sapere cosa sono i vampiri e si è un po’ spaventato…
Meglio aspettare qualche anno ancora.

La visita dura in tutto più o meno un paio d’ore se andate con calma. Costa 10 euro gli adulti e 8 i bambini.
Le informazioni sono sul sito ufficiale ma vi consiglio anche un altro sito non ufficiale dove potete scaricare due e-book con la spiegazione dettagliata e ben fatta di ogni mostro.

L'uscita