Il cambio dell’armadio

L’autunno è arrivato, le temperature si stanno pian pianino abbassando ed è arrivato il fatidico momento del cambio dell’armadio !
Per qualcuno è un momento di gioia: con la nuova stagione c’è la scusa per fare un po’ di shopping, per qualcun’altro invece è fonte di stress.
Per me è il momento giusto per fare un po’ di ordine e di pulizia. Vediamo insieme come lo faccio.
Io tengo le cose della stagione in corso nella metà in basso dell’armadio, appese o piegate sui ripiani, mentre l’altra stagione è chiusa in un paio di grosse scatole nella parte alta.

Per prima cosa preparo due sacchi, in uno metterò le cose da buttare perchè troppo vecchie o rovinate, nell’altro invece le cose che posso dare a qualcuno.

Poi svuoto completamente l’armadio. Metto tutti i vestiti sul letto, le scatole le appoggio per terra (meglio se su un tappeto per non sporcarle) e poi pulisco bene i ripiani e le ante.
Poi comincio a togliere dalle scatole gli indumenti – in questo caso invernali – che vado a sistemare nei ripiani o appesi a seconda del tipo e della lunghezza.
Raggruppo tutto secondo la regola dei simili.
Io appendo i vestiti, i pantaloni e le gonne. Mentre maglie, maglioni e camicie stanno piegati sui ripiani.
Cerco di ordinare le cose appese per lunghezza, i vestiti più lunghi verso un lato e le cose più corte al centro, così da poter avere dello spazio anche sotto nel caso avessi bisogno.
Sui ripiani invece vado in ordine di pesantezza, parto dalle magliette a maniche lunghe, poi le camicie, sotto i maglioncini più leggeri e nei ripiani inferiori i maglioni di lana più grossi e ingombranti, che sono anche quelli che uso di meno visto che a Milano non fa mai troppo freddo.

Man mano che riempio l’armadio metto da parte quello che non mi sta più di taglia (tanto non torno al fisico dei 20 anni…) o che non mi piace più ma è ancora buono e li infilo nel sacco delle cose da dare via. Quello che è troppo usurato, rovinato, fuori moda invece va nel sacco delle cose da buttare. Io elimino solo le cose della stagione che sta per arrivare, in questo caso l’inverno, per due motivi: uno perchè mi concentro su quello che voglio indossare adesso e non su quello che mi potrà piacere ancora fra 6 mesi e secondo perchè se devo donarlo a qualcuno, devo dare cose che servono in questo periodo. E ricordiamo che se un capo non viene indossato per un paio di stagioni, vuol dire che non lo metteremo più, eliminiamolo senza pensieri.

Cerco sempre di lasciare dello spazio libero sia sui ripiani sia sull’asta appendiabiti, mi piace poter muovere i vestiti quando li prendo e li ripongo e se sono troppo schiacciati si rovinano.

Gli accessori come cappelli, sciarpe o guanti li tengo in una scatola con la finestra trasparente per poter vedere il contenuto e aprire quella giusta al momento giusto.
Calze e intimo invece sono nei cassetti.

    Quindi riassumendo:

  • svuotare
  • pulire
  • riempire per categorie
  • riempire per dimensione/pesantezza
  • eliminare quello che non ci va/non piace/è rovinato
  • lasciare dello spazio libero
  • le cose piccole nelle scatole

Le scarpe le metto in una scarpiera a parte, non sopporto quelle foto in cui si vedono le scarpe negli armadi insieme ai vestiti !
Anche le borse le tengo in un’altra parte (vicino alle scarpe), tengo però nell’armadio quelle di pelle, infilate in buste di stoffa, meglio se con qualcosa dentro (o una dentro l’altra o ci metto qualche sciarpina) per tenerle in forma.

E i capi dell’altra stagione ?
Quelli vanno tutti nelle scatole che ho appena liberato ben piegati. Ovviamente devono essere puliti, se qualcosa è ancora a lavare lo ripongo appena è pronto. Anche per le scatole seguo la regola dei simili: gonne, vestiti, pantaloni da una parte, magliette e golfini, intimo e pigiami dall’altra. Ogni scatola poi viene etichettata così se mi servisse qualcosa so subito dove trovarlo.
Nelle scatole metto dei sacchettini con della lavanda, chiodi di garofano o alloro per tenere lontane le tarme.

Come nelle diete, la parte difficile è il mantenimento. Ma se le cose sono organizzate bene, se ogni cosa ha un posto e c’è un posto per ogni cosa, sarà semplice tenerlo in ordine ed efficiente fino alla prossima stagione.

PS: se hai bisogno d’aiuto con il cambio dell’armadio, chiamami.
http://www.latartaruga-fio.com/sono-anche-professional-organizer/

Hygge e Lagom gli stili di vita nordici che ci piacciono tanto

Quel modo di stare in casa al calduccio con un buon te speziato a leggere un libro sul divano sotto una coperta morbida mentre fuori piove.

Io la chiamerei qualcosa tipo Coccolosità, ma ha un nome ben preciso: HYGGE (che si pronuncia ugghe, come spiegato molto bene in questo breve video)
Il vocabolo è di origine danese ed è intraducibile con una sola parola, perché descrive quella sensazione di piacere, comodità, intimità… non per niente la Danimarca è da anni in cima alla classifica dei paesi più felici al mondo.

In Italia conosciamo l’Hygge solo da un paio d’anni, grazie a libri come questo dove ogni capitolo ci racconta cosa è “hyggelig”:
la luce calda delle candele, il profumo della torta in forno, un paio di calzettoni caldi… sono le piccole cose che ci fanno felici e ci danno il piacere di stare in un posto accogliente da soli o con le persone con cui stiamo bene.
E la stagione più hygge dell’anno, l’autunno, è alle porte per regalarci pomeriggi di relax mangiando castagne arrosto !

Domenica mattina, con calma. Anche questo è #hygge

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Ma c’è un’altra parola nordica che sta arrivando in Italia, questa volta dalla Svezia, è LAGOM (che si pronuncia qualcosa tipo Logum) e significa all’incirca “quanto basta”.

Secondo la filosofia Lagom, per vivere bene non abbiamo bisogno di troppo, ma nemmeno di troppo poco. Un giusto mezzo, anzi IL giusto.
Quel giusto che ci permette di vivere agilmente senza essere sopraffatti ma nemmeno senza restrizioni.
Un inno alla semplificazione, all’ordine (ma non troppo rigoroso), al declutter, il liberarsi delle cose inutili, al buon cibo di qualità da gustare nelle giuste dosi.

Mentre l’Hygge si concerntra di più sul momento, sentirsi bene qui e ora, il Lagom è un concetto più ampio che prende in considerazione tutte le nostre azioni, è uno stile di vita.
Uno stile di vita che ci porta anche ad essere lievi verso la Terra, senza sprecare, senza inquinare, riciclo e riuso sono decisamente Lagom.

Per saperne di più sul mondo Lagom, da qualche giorno è uscito il libro-guida (e no, non è il catalogo Ikea in distribuzione proprio in questi giorni), questo.

Non l’ho ancora letto ma lo prenderò presto, perché il Lagom è molto Tartaruga-style !!!

Il materiale per il ritorno a scuola

Ci siamo quasi. Fra pochi giorni inizia la scuola.
Sento già nell’aria l’ansia mista ad aspettative, gioia di vedere i compagni e paura per quello che sarà l’anno nuovo.
Fra questo mix di emozioni c’è anche la voglia di comprare i materiali nuovi, le penne lunghe appuntite, i quaderni che profumano di carta, lo zaino nuovo…

Ogni scuola chiede ai genitori di comprare dei materiali diversi in base al metodo di insegnamento e alle materie, ma ci sono alcune cose che vanno prese indipendentemente dalle classi.

La cosa più imoprtante per me è che tutto sia di buona qualità. La scelta è ampia e troviamo cancelleria di tutte le fasce di prezzo.
Talvolta, poichè che le cose da prendere sono tante, si tende a scegliere gli articoli di basso prezzo, pensando anche che i bambini, soprattutto i più piccoli, perdono tante cose e ne dovremo acquistare diverse durante l’anno.

Però ho visto, per esperienza personale, che purtroppo al basso prezzo corrisponde anche bassa qualità e che le cose di bassa qualità durano meno. Le matite si rompono subito alla prima caduta, la colla incolla poco e i fogli si staccano, le matite colorate non lasciano una bella traccia e bisogna calcare troppo.
Così, esasperati dalle continue lamentele e dai lavori fatti meno bene, cambiamo tutto e prendiamo le cose di marca.
Uno spreco di tempo, denaro e risorse.

La scuola è un momento importate e fondamentale per i nostri bambini, il loro lavoro e il loro impegno dipendono anche dall’uso di materiali di qualità, che non fanno perdere tempo, che lasciano il foglio ben pulito.
Che li lascino liberi di imparare senza aggiungere difficoltà a quelle che per forza dovranno incontrare.

Leo quest’anno inizia la terza elementare. Ecco cosa ho imparato io in questi anni.

LO ZAINO: la scelta dello zaino è fondamentale. Deve sostenere il peso dei quaderni senza gravare sulla schiena. Ci sono zaini con rotelle tipo trolley e zaini di tipo tradizionale. Io ho scelto quest’ultimo perché gli zaini trolley sono generalmente più pesanti anche da vuoti e quando si portano sulla schiena sono un po’ più scomodi. Se non avete lunghi tragitti da fare a piedi, meglio uno zaino senza rotelle almeno per la scuola primaria, dove i bambini sono ancora piccoli e non è il caso di aggiungere peso sulla loro schiena.
Spallacci imbottiti, schienale rinforzato e chiusure facili ma resistenti.
Lo zaino deve durare, possibilmente per tutti i 5 anni anni. Meglio evitare quelli con i personaggi: anche se al momento piacciono tantissimo, il prossimo anno potrebbero non piacere più (e poi lo immaginate in quinta con lo zaino dei superpigiamini ???)

L’ASTUCCIO: adesso si usano tantissimo gli astucci con 3 zip, che si aprono come un libro che contengono matite, penne, pastelli e pennarelli. Anche qui vale lo stesso discorso fatto per lo zaino. Un astuccio di bassa qualità avrà le zip che si inceppano e gli elastici interni che si rompono. Controllate anche le matite colorate e i pennarelli inclusi, se sono scadenti ci toccherà cambiarli dopo poco.

I QUADERNI: righe e quadretti, con e senza margine, 4 millimetri, 5 millimetri. Sbagliare è un attimo.
Ogni tipologia ha un codice, che generalmente corrisponde a una determinata classe (righe di prima o righe di quinta ?).
Ecco uno schemino chiaro, preso dal blog di BUFFETTI  da tenere sempre con se quando si fanno gli acquisti:

Rigatura dei quaderni

A righe:
A: con margine per 1° e 2° elementare
B: con margine per 3° elementare
C: con margine per 4°-5° elementare e medie
1R: senza margine per medie e superiori

A quadretti:
10mm: quadretti da 1cm, senza margine per 1° elementare
10F: quadretti da 1cm, con margine per 1° elementare
Q: quadretti da 5mm con margine, per scuole elementari
5MM: quadretti da 5mm senza margine
4F: quadretti da 4mm con margine, dalla 3° elementare
4mm: quadretti da 4mm senza margine, per scuole medie e superiori

Un altro fattore da tenere in considerazione è la grammatura della carta. Più è alta, più il foglio è resistente agli strappi e ai buchi fatti con le cancellature. 100 grammi è una carta spessa, che resiste bene alle cancellature e non si arriccia negli angoli evitando la formazione di “orecchie”. Di contro sono più pesanti da portare. Due anni fa avevo scelto dei quaderni di bassa grammatura pensando di caricare meno lo zaino, ma alla fine le pagine erano troppo sottili e davano l’impressione di un lavoro sempre poco pulito e ordinato.
Anche le copertine dei quaderni vanno scelte un po’ più spesse. Si piegano meno facilmente, soprattutto quando prima di uscire buttano tutto alla rinfusa nello zaino e proteggono meglio le pagine interne.

LE PENNE: dalla seconda elementare si inizia ad usare le penne, ma solo quelle cancellabili. Io ho fatto fatica a trovarne di decenti. La maggior parte scrivono male, un po’ a tratti e non si cancellano del tutto ma lasciano la traccia. Bisogna rischiare e trovare quelle che fanno per voi. Io per ora trovo che le migliori siano le Pilot Frixon, che oltretutto hanno il refill sostituibile, per cui quando finiscono non c’è bisogno di buttare tutto (e l’ambiente ringrazia)

LE MATITE COLORATE: che in realtà si chiamano pastelli, ma io se dico pastelli penso a quelli a cera, per cui le chiamo matite colorate…
Il punto debole delle matite colorate è la mina. Se è troppo sottile e morbida, scrivono bene e lasciano un bel tratto pieno di colore, ma alla prima caduta si spezza e quando si tempera, la punta cade. Ci sono matite con il corpo di legno più spesso, proteggono meglio la mina, ma ci vuole il temperino giusto perché con quelli classici a due buchi, nei buchi piccoli non passa e in quelli larghi balla.
Io ne ho provate un po’ di tutte le marche e alla fine mio figlio ha stabilito che i suoi preferiti sono i Giotto Laccato che hanno un buon compromesso fra tratto pieno e resistenza della mina.

MATITE E GOMME: le matite più adatte alla scuola primaria sono le HB o 2HB, dove H sta per Hard/duro e B per Black/nero. Le HB sono a metà della scala, non troppo morbide (che sporcherebbero troppo il foglio e per i bambini si consumano troppo velocemente) ma nemmeno troppo dure dove il tratto è poco visibile e bisogna calcare molto.
Per le gomme, oramai non si usano più le gomme a due colori rosse e blu, ma si usano quelle bianche, come le classiche Mars Plastic. Non prendetele troppo piccole (come avevo fatto io per risparmiare…) perché i bambini più piccoli fanno fatica a tenerle in mano in modo corretto e non riescono a cancellare bene.

Tutto questo e il resto, dai fogli da disegno ai raccoglitori ad anelli, viene chiesto ad inizio anno dalle maestre per cui aspettate sempre il loro elenco prima di comprare cose che poi non vi serviranno.

E con lo zaino nuovo, godetevi il primo giorno di scuola !

Leo il primo giorno di scuola primaria. Non era emozionato… di più !

 

La lista per le cose da portare in vacanza

L’effetto Zeigarnik è quella cosa per cui siamo portati a ricordare meglio le azioni incomplete rispetto a quelle finite.
Il nostro cervello, sapendo che quella determinata cosa non è stata completata, continua a ritornarci su. Per questo le ricordiamo meglio.
Ma questo continuo pensare a quello che dobbiamo fare, spesso ci infastidisce e ci distrae dagli altri compiti su cui stiamo lavorando.

La stessa cosa si applica alle valigie. Quando dobbiamo preparare i bagagli sappiamo – a grandi linee – cosa dobbiamo metterci dentro, ma se non lo scriviamo nero su bianco, il nostro cervello continua a ripensarci e noi abbiamo quella sgradevole senzazione di aver dimenticato qualcosa.
Per questo preparare una lista con le cose da portare via è importante. Evita che i nostri pensieri vengano continuamente distratti da quello che vogliamo prendere e ci permette di valutare se abbiamo preso tutto, soprattutto se abbiamo preso TROPPO.

Io, che faccio liste per tutti, mi organizzo creando delle liste suddivise per argomento, così da avere sapere con più facilità se ho incluso tutto quello che mi serve.

La mia lista personale è suddivisa in 5 sezioni:
ABBIGLIAMENTO – ACCESSORI – BEAUTY – TECNOLOGIA – VARIE

Il contenuto varia ovviamente in base alla meta e al periodo di vacanza, in particolar modo per la sezione abbigliamento (le quantità variano in base alla lunghezza del soggiorno) però c’è sempre una base comune che non cambia.

Nella categoria Abbigliamento metto esattemente quali vestiti mi voglio portare, facendo attenzione a non portare troppa roba e soprattutto a trovare vestiti che possono essere abbinati fra loro in vari modi, così da moltiplicare le possibilità di cambio.
Negli Accessori ci sono gli occhiali da sole, il cappellino per il sole e l’ombrello per la pioggia, il fularino per l’aria condizionata ecc…
Beauty sono le cose per lavarsi, truccarsi e anche la piccola farmacia (non mancano mai farmaci generici come aspirina, pastiglie per il mal di testa, un paio di cerotti, la propoli contro il mal di gola). I liquidi vari li travaso in contenitori più piccoli, tanto so che in 2 settimane non userei 500ml di shampoo, risparmio spazio e peso.
La sezione Tecnologia è quella per cellulare, macchina fotografica, ma anche i vari caricabatterie, power bank, adattatori vari (se andate all’estero controllate sempre quali prese si usano e prendete un adattatore, su wikipedia c’è l’elenco di tutte le spine del mondo https://it.wikipedia.org/wiki/Standard_elettrici_nel_mondo).
Poi nelle varie, tutto il resto. Dagli snack per il viaggio, i libri, i giornali, i miei mai-più-senza (io ad esempio porto sempre in vacanza un rotolino di scotch…)

Ovviamente le liste vanno scritte su un bel foglio colorato, per cui ecco un bel template estivo da scaricare.
Cliccate sulla foto per aprirla e salvarla.

Buone vacanze organizzate !

Lista delle cose da portare in vacanza