Il venerdì del decluttering

Avere troppe cose intorno mi da fastidio.
Vedere le sedie piene di vestiti, i casetti della cucina straboccanti di cucchiaini di plastica, il mobiletto all’entrata pieno di posta spazzatura mi da una sensazione di ansia, penso in continuazione che devo mettere a posto e non mi rilasso.

In più avere troppe cose è dannoso per l’ambiente. Quando hai troppe cose, spesso ti dimentichi di averle e così le ricompri ! In più attirano la polvere, e vai con i prodotti per la pulizia, per non parlare di quando diventano rifiuti e riempiono le discariche.
Quindi eliminiamo tutto quello che non serve e razionalizziamo gli spazi. Tutto deve avere un suo posto, bello ordinato, così le cose sono più facili da trovare, da usare, da pulire e in più una casa ordinata è, PER ME, più bella.

Già l’anno scorso avevo parlato del mio processo di riorganizzazione in questo post
quando avevo deciso di dedicare il venerdì al decluttering, ossia all’eliminazione di tutto ciò che è superfluo, inutile e inutilizzato.

Il buon proposito è stato seguito un po’ si e un po’ no, ma ora, che il pallino dell’organizzazione sta diventando sempre più grande, ho deciso di strutturare un po’ meglio questi venerdì e di non lasciarli lì a casaccio. Mi sono iscritta ad un bel gruppo Facebook che parla proprio di questo, perchè l’unione fa la forza e in più dovere (o volere, perchè un po’ di narcisismo c’è sempre) rendere conto ad altri di quanto siamo stati bravi stimola molto.

Come fare a sistemare questi “buchi neri” ?
Le cose vanno divise in tre categorie, quelle da buttare, quelle da tenere e quelle da regalare o vendere.
Le cose da buttare le separo in base al materiale per poterle reciclare (carta, plastica, vetro o indifferenziato nel sacco nero).
Quelle che posso rimettere in circolo vanno in uno scatolone, poi con calma le fotografo e decido se metterle in vendita su ebay, se posso regalarle a qualcuno o se barattarle. E qui si apre una piccola parentesi, sono iscritta anche ad un altro gruppo Facebook dedicato al baratto… non è proprio da decluttering, perché il baratto è uno scambio perciò quando cedo qualcosa ne ricevo dell’altra in cambio. L’importante è riuscire a scambiare con cose che servono veramente e che poi effettivamente utilizzo.
Quelle da tenere devono essere poche, devono piacermi, devo averle usate di recente (perché se una cosa non la usi da tanto, probabilmente non la userai più) e devono essere intere (le cose rotte si buttano, soprattutto se ne ho due o tre o più uguali…)

Ho già pronta una bella lista (ma dai, chi l’avrebbe mai detto) di posti da sistemare. I cassettoni della cucina, la cantina, la cesta degli hobby. I posti sono i più disparati e sparsi per tutta casa.
Oggi è venerdì, anche se il mio weekly planner è ancora in vacanza…

Ce la farò questa volta ?

Mettiamo in ordine la cameretta

In questi giorni sto cercando di dare una sistematina alla stanza di Leo.
Nella sua cameretta è libero di fare più o meno quel che vuole (nei limiti del buon senso ovviamente…) però ad esempio se vuole attaccare degli stickers sul muro lo può fare.
Cosa che invece non può fare nelle altre stanze.

Cerco di insegnargli che quando si finisce un gioco bisogna ritirare prima di cominciarne un altro e che se si sporca si pulisce. E ogni tanto ci riesco.
Ma ogni giorno mi porta a casa da scuola un disegno e vuole che sia appeso, raccoglie sassi e foglie al parco, vuole che tutti i suoi peluches siano sempre bene in vista…
Insomma è un macello !
Così abbiamo parlato e abbiamo deciso che è ora di fare un po’ di ordine.
Per prima cosa gli ho sostituito il paracolpi che aveva intorno al letto con qualcosa di più adatto ad un bimbo “grande”.
Quando abbiamo cambiato casa e ha iniziato a dormire nel letto normale ho visto che girandosi molto, spesso andava a sbattere contro il muro.
Inoltre il muro è un muro esterno, per cui è sempre freddo e un po’ umidino, così gli avevo messo il paracolpi di spugna (da lui chiamato PATAPONCHI) che aveva nel lettino con le sbarre.

il pataponchi intorno al letto

Ora però non mi piaceva più, oltretutto si riempiva di polvere ed era difficile da lavare.
Così ho pensato di sostituirlo con i tappetoni puzzle, quelli che usava quando era piccolo per stare sul pavimento.
Ne avevo tantissimi così ho potuto foderare bene la porzione di muro intorno al letto e con le lettere ho scritto Leonardo.
Purtroppo non stanno su da soli, così ho messo dietro ad ogni quadrato dello scotch di carta (un nobel a chi l’ha inventato).
Il risultato è molto carino non vi pare ?

nuova vita al tappeto puzzle

Un’altra cosa che non mi piaceva è che alcuni giochi piuttosto ingombranti erano sul pavimento. Così facevo sempre fatica a pulire, per togliere la polvere dovevo prima spostare tutto.
Allora ho riesumato dal box il comodino che avevo nella casa piccola (l’unica cosa che mi son portata via, più per ricordo che per necessità , ma alla fine è servito…).

eccolo il comodino, ovviamente pieno di roba...

Gli ho cambiato i pomelli mettendoli simili a quelli dell’armadio e ora posso mettere i giochi sopra al comodino (che è basso e largo) e in più abbiamo 4 cassetti da riempire di macchinine e animaletti.

i cassetti ora sono ordinati

La missione di questa sera è sistemare tutto quello che c’è sopra il comodino e ripulire la discarica abusiva che si è creata intorno alla cassettiera blu. Poi metterò le foto aggiornate.

inguardabile...

Aggiornamento:

ora va meglio

la discarica abusiva che si era creata sopra la cassettiera è stata smantellata e sono state sistemate le cose sopra al comodino. Molte di queste cose sono semplicemente andate a finire in uno scatolone in taverna, poi dovrò occuparmi anche di questa…

Organizzando l’organizzazione

Mi è scattato il pallino per l’organizzazione degli spazi (quello dell’organizzazione di-tutto-il-resto non è mai passato…).
Da quando abitiamo un questa casa, cioè da due anni, ho la sensazione che il trasloco non sia mai finito. Nel box ci sono ancora un sacco di scatoloni, nella cantina mancano le mensole,  anche se lo spazio è molto di più di quando abitavo nel monolocale, magicamente le cose sembrano moltiplicate di conseguenza. Come un blob che riempie ogni interstizio libero.

Regolarmente decido di fare una giornata di decluttering e di organizzazione, inizio, ma poi siccome son perfettina (o forse è la DOC che bussa ogni tanto) ci metto molto di più di quello che vorrei e così alla fine ripiazzo tutto alla rinfusa… con grande frustrazione.

E’ un pallino che mi scatta ciclicamente, infatti in cantina sono piena di contenitori trasparenti dell’ikea da mettere nei cassetti… ma sono in cantina, impilati e pieni di carte, sacchetti e tutto quello che non so dove mettere.

Lo stesso blog è nato anche sulla scia del mio entusiasmo per il minimalismo, lo spazio libero, l’organizzazione.
Poi si sa, se una buona abitudine non la mantieni, si torna presto alla situazione di partenza.
Per cui ho deciso che è ora di fare qualcosa.
Si dice che ci vogliono 3 settimane per far consolidare un’abitudine.
Metodi ce ne sono a centinaia, che chi segue Flylady, chi scrive tutto su agende coloratissime, chi tiene tutto a mente ma riesce a fare tutto lo stesso.
Io ho un file .xls con le cose che devo fare in settimana, i menu, le lezioni della palestra, gli appuntamenti fissi con l’ortolano o con il blog e una casella dedicata alle pulizie di casa.
Al venerdì era programmato un “passare la scopa elettrica”, cosa che però faccio saltuariamente e a richiesta (passo invece la scopa tradizionale tutti i giorni). Ora ho sostituito quella casellina con un “decluttering”.
Mezzora (questo è il tempo che ho a disposizione per le faccende di casa giornaliere, torno dall’ufficio alle 17, gioco con Leo fino alle 18, poi mezzora di faccende e alle 18.30 inizio a cucinare…).

E’ poco ? Forse, ma è anche meglio di niente. Un passettino alla volta sistemerò tutti “gli angoli della vergogna” di casa.
Ovviamente vi terrò aggiornati 🙂

shopping e moda

Erano più di due anni che non lo facevo e non ne sentivo la mancanza, l’ho fatto solo perchè ne avevo bisogno. Dovevo proprio…
Ma cosa ? lo shopping, no…

Quando aspettavo Leo ho iniziato a liberare l’armadio per far spazio alle innumerevoli cose che un bimbo avrebbe portato. Ho portato alla Caritas almeno una decina di sacchi di vestiti e scarpe e quindi non potevo comprare cose per me (avevo solo due pantaloni premaman e una salopette, il resto erano vestitini che avevo già ).
Poi, con l’avvicinarsi del trasloco rimandavo ogni acquisto non strettamente necessario per non portarmi dietro cose in più.
Ora però avevo proprio bisogno di cose nuove, quelle che ho sono proprio arrivate a fine corsa.

E così mi son fatta coraggio e sono andata alla ricerca.
Ho trovato con facilità  una bella felpa, poi dovevo cercare un paio di pantaloni.
Non pensavo fosse così difficile.
O sono strettissimi (skin li chiamano, a me fanno solo l’effetto di un salame con lo spago) oppure hanno la vita bassissima e con la mia pancetta mi stan proprio male (ma non son tornati di moda quelli a vita alta ? io non ne ho visto neanche uno).
Cercavo dei pantaloni normali, per persone normali. Ma se hai più di 27 anni, sei alta meno di 1.70 e pesi più di 47 chili, allora è praticamente impossibile.
Alla fine ci ho rinunciato, vado avanti con quel che ho. Anzi, forse così riuscirò a perdere quei chiletti che mi porto dietro e potrò rientrare in quei due jeans che non ho regalato, nella speranza di poterli indossare nuovamente dopo la gravidanza (illusa…)
Ho cercato un sostituto ai pantaloni, una gonna o un vestito. Altra impresa impossibile, son tutti troppo corti, troppo storti, troppo leggeri, troppo e basta.
Dopo due ore ho preso il meno peggio che ho trovato, ma che fatica.

In questi anni non mi sono certo vestita con un sacco della spazza. Nonostante l’aumento della taglia e lo svuotamento dei cassetti, di cose ne avevo fin troppe. Ogni tanto ero tentata di comprarmi qualcosa di nuovo, soprattutto scarpe e borse, anche se non ne avessi bisogno.
Però cercavo di resistere e dopo alcuni giorni o mi dimenticavo oppure ripensando a quel che volevo comprare mi accorgevo che non mi interessava più.

Troppo spesso acquistiamo solo perchè siamo abituati a farlo. Siamo bombardati dalle immagini e dagli slogan che se non compriamo quel capo siamo “out”.
Siamo invasi da negozi troppo cheap che ci invogliano a comprare continuamente.
Sarà  che io non ho più 18 anni e non mi interessa cambiare look ad ogni cambio di stagione, ma proprio non ci riesco a comprare in queste catene. Non voglio fare la spocchiosa, chi mi conosce sa che non sono una a cui piacciono i vestiti firmati o di marca, non credo valga la pena spendere mezzo stipendio per un paio di jeans, ma questi capi a basso prezzo son proprio brutti…
Dopo un lavaggio diventano tutti storti, stingono, cuciture e bottoni non durano niente.
E’ inutile, la qualità  si paga.
Chi ne fa le spese sono i lavoratori costretti a lavorare sottopagati per ore, maneggiando sostanze tossiche, coloranti, appretti, antimuffe e intrugli vari che poi si riversano sulla nostra pelle e nell’ambiente (se per produrre un paio di scarpe non si fanno problemi a sfruttare un bambino, figuriamoci se si fan problemi a riversare schifezze in mare…).
Sull’argomento, vi consiglio il libro “I vestiti che fanno male”, edito da Terre di Mezzo.
Inoltre un capo che costa poco dura poco e diventa un rifiuto inutile. Di certo non posso portare alla Caritas canottierine a pailletes e di stracci per i vetri ne ho fin troppi. Meglio comprare poche cose, ma che siano basilari in modo da poterle mettere con tutto, che non siano troppo dipendenti dalla moda del momento e soprattutto che duri abbastanza.

Quindi prima di comprare qualcosa ci penso su almeno due volte. La prima per capire se ne ho veramente bisogno, la seconda per vedere se quel che sto prendendo ha un impatto negativo sull’ambiente o su chi l’ha prodotto.