Jamie Oliver il mio chef inglese preferito

Amo l’Inghilterra, ne amo l’accento, lo stile, il verde dei prati e anche il grigio del cielo quando piove. E amo anche il suo cuoco più famoso, Jamie Oliver.
Si, proprio un cuoco INGLESE. Perchè non è vero che in inghilterra si mangia male, basta saper scegliere ed evitare di voler mangiare gli spaghetti pensando che siano come quelli di mamma. Ma se proprio proprio volete gli spaghetti allora andate da Jamie, che cucina italiano benissimo ! (uno dei suoi ristoranti si chiama infatti Jamie’s Italian…).

Ma non è che mi piace per questo…
Jamie da anni combatte una lotta contro il cibo spazzatura (junk food=junk kids) per aiutare i bambini a mangiare sano.
Collabora con le scuole, ha fondato il Ministry of Food e il Food Revolution Day per diffondere l’idea che il cibo deve essere sano, fresco e nutriente.
In particolare sta lottando per ridurre il consumo di zuccheri fra i giorvani. Ad esempio è riuscito ad ottenere che a partire dal 2018 le bibite gassate vengano tassate e i soldi raccolti (si parla di circa mezzo miliardo di sterline) vengano investiti nelle scuole per attività sportive. Grazie a questa tassa, non solo si presume che si ridurrà il consumo delle bibite dolcificate che sono la prima causa di obesità nei ragazzi, ma anche che le aziende investano per cambiare la formula delle bibite.

Mi piace il suo modo di pensare alla ristorazione. Pur essendo uno chef famoso non cerca di essere protagonista a tutti i costi con piatti elaborati e poco riproducibili, ma propone menu semplici e gustosi, che possano essere cucinati anche dalla famiglie normali, proprio per insegnare che non è necessario essere degli chef stellati per cucinare bene e sano e soprattutto che la mangiare cose salutari non è più costoso, basta scegliere pochi ingredienti giusti, freschi e di stagione.
In più nei suoi ristoranti Fifteen, ogni anno forma dei nuovi cuochi assumendo giovani disoccupati, in particolar modo ragazzi che non sono riusciti a finire le scuole.

Oltre che chef Jamie è oramai una celebrity televisiva. Anche qui in Italia ogni tanto qualche canale passa i suoi show e io cerco di registrarmeli tutti. Le sue ricette sono facili, con ingredienti freschi e di stagione. Cucina usando tantissimo le mani e per lui ogni cosa è mmm delicious ! Da questi show sono stati tratti anche alcuni libri, come “la mia cucina naturale” o “Le mie ricette da 15 minuti”.

Se volete saperne di più sulle sue campagne e sulle sue ricette, date un’occhiata al suo sito http://www.jamieoliver.com/

E poi… non è proprio carino ???

jamieoliver

L’incontro con Simone Perotti

Il This Moment di questa settimana è stato in ballottaggio fino all’ultimo con un altra foto, poi ho deciso di dedicare a questo “evento” un post a sé stante.
Domenica pomeriggio sono stata alla Biblioteca di Bollate ad assistere all’incontro con Simone Perotti.

Simone Perotti alla Biblioteca di Bollate

Scrittore, giornalista, navigatore, artista… ma soprattutto una delle mie “inspirational people“.
Per chi non lo conoscesse ancora, Perotti era un manager di una grande azienda, finchè una mattina, stanco di perdere tempo intrappolato nel traffico ha detto “Adesso Basta”.
Si è licenziato e ha iniziato a vivere.
E’ vita passare la giornata con persone che non hai scelto, facendo quello che non ti piace (o anche se ti piace, ci sono altre cose che vorresti fare), lavorare 8-9-10 ore al giorno per pagare una casa in cui ci stiamo solo la sera?
E’ vita aspettare di andare in pensione per fare quello che vogliamo fare ? ma quando andremo in pensione avremo ancora la forza di farlo ?L’incontro di domenica aveva come tema:
LAGGIU’ FRA TERRA E MARE
Prima di arare: rompere la terra. E se la terra non va, cambiare pianura. Ma e’ raro che sia cosi’. Non c’è cattivo mare. Solo cattivi marinai.

L’intervista è iniziata parlando di soldi, argomento che Simone non ama per niente. Tutti gli chiedono “ma come fai con i soldi?”, preferirebbe invece che gli si chiedesse se è felice…
Ovviamente i soldi possono essere un problema. Anche lui deve lavorare per vivere, però fa quello che gli piace (scrivere e navigare) e questo gli permette di guadagnare quel tanto che basta. Vive con 800 euro al mese.
E vive bene. L’importante è non buttarli i soldi, altrimenti non basteranno mai.
Non è necessario avere l’ultimo modello di smartphone se devi solo telefonare, non è necessario cambiare macchina dopo 3 anni se può andare avanti altri 20.
Ora che ha tempo non è più costretto a comprare tutto, ma può autoprodursi quello che ha bisogno o aggiustare quello che è rotto. Il risultato non sarà  perfetto ma finchè fa il lavoro che deve fare, allora è stato un lavoro fatto bene.
Non dovremmo nemmeno frequentare le persone che parlano solo di soldi, anzi, secondo Simone dovremmo iniziare ad eliminarle dalla nostra rubrica telefonica, meglio circondarsi di persone che hanno idee…

Poi si è passati a parlare dei sogni. Ognuno di noi DEVE avere un sogno, chi non ha sogni è malato. Dovremmo pensare al nostro sogno almeno una volta al giorno. Pensarci, programmare, studiare, raffinare… Perotti ci ha messo 12 anni per realizzarlo. Ma l’importante è averlo.
Non per forza il sogno deve essere qualcosa di grandissimo o bellissimo. Quella è un’utopia e in quanto tale è irrealizzabile.
(anche lui sognava di fare il terzino sinistro nel Milan, ma c’era già  Maldini…)
Alla domanda “qual è il tuo sogno” pochi rispondono, molti ci girano intorno con frasette di circostanza, forse per prendere tempo, per non far capire che in realtà  un sogno non ce l’hanno…Così come quando gli rispondono che loro non possono permettersi di fare quello che ha fatto lui, perché hanno il mutuo da pagare, la famiglia da mantenere. Certo, lui è da solo, forse è più facile, ma non è impossibile per nessuno.
E quando descrive passo passo quel che ha fatto, dimostrando che si può fare, che non è un utopia, fa quasi paura.
Perchè pensare di mollare tutto, di cambiare vita di punto in bianco, di accettare dei rischi per vivere bene fa paura se pensi che davvero lo puoi fare.

La terza domanda (ed era già  passata più di un’ora) riguardava la solitudine. Ogni persona deve riuscire a stare da sola, se non stai da solo almeno un po’ ogni giorno sei malato.
Stare da soli aiuta a pensare, a focalizzare, a far venire fuori le idee. Ma poi si sa che le idee sono sovversive… e allora dobbiamo per forza stare fra la gente, fare colazione al bar, fare l’happy hour, socializzare. Ma due persone che parlano di cose che hanno sentito dire, magari alla tv, non stanno facendo circolare delle idee. Non è costruttivo. Solo stando soli con noi stessi siamo costretti a pensare davvero.

Come ultima cosa, Simone ha parlato del suo prossimo progetto, Mediterranea. Una spedizione lungo tutte le coste del Mediterraneo, alla ricerca di voci e pensieri, di filosofi, scrittori, ma anche un viaggio scientifico perché in collaborazione con le Università  verrà  analizzata la qualità  delle acque, l’inquinamento da microplastiche e tanto altro.
Un viaggio lungo 5 anni (salperanno a marzo 2014) a vela, che nessuno prima d’ora ha mai compiuto.

Se volete saperne di più su Simone Perotti, c’è il suo bellissimo blog www.simoneperotti.com

Simone Perotti è un grande comunicatore, ma soprattutto una persona che ama quel che fa e lo trasmette con passione.

Due ore sono trascorse velocissime, io ero emozionata come al concerto del mio gruppo preferito e spero proprio di avere la possibilità  di ascoltarlo ancora (la prossima volta però magari gli stringo la mano e lo ringrazio di persona invece che via Facebook…)

Mi ha risposto !!!!!

Lester Brown a Milano – dibattito sulla scarsità  di cibo

Venerdì scorso sono stata al Castello Sforzesco ad ascoltare una delle menti più illuminate degli ultimi anni.
Economista, 25 lauree ad honorem, scrittore di libri tradotti in 40 lingue.
Ambientalista fra i più influenti della storia contemporanea,  fondatore del Worldwatch Institute e del Earth Policy Institute.
Lester Brown era a Milano per presentare il suo ultimo libro “Full Planet, Empty Plates”, tradotto impietosamente “9 miliardi di posti a tavola”.
Insieme a lui erano presenti Lucia De Cesaris assessore all\’Urbanistica, Pierfrancesco Maran, assessore all’Ambiente, Gianfranco Bologna, direttore scientifico di WWF Italia e Lorenza Gallotti, direttore del settimanale online E-gazette. Era purtroppo presente anche un’interprete che ha completamente stravolto ogni risposta fornita da Brown…

Il Dottor Brown ha sottolineato come la scarsità  di cibo e di acqua sia diventata uno dei più grossi problemi del nostro Pianeta.
Purtroppo milioni di persone non possono permettersi ulteriori sacrifici e spesso non riescono a pianificare i pasti per tutta la settimana, questo potrà  causare una notevole instabilità  politica oltre che un disastro ambientale.

Il cibo è il nuovo petrolio, la terra è il nuovo oro, dice. Dovremo costruire città  sostenibili e ridurre il consumo di suolo. Solo così potremo evitare il collasso della società  e dell’ambiente.

Il lavoro più famoso di Lester Brown è “Piano B” del 2003, che poi si è evoluto negli anni in versioni successive fino al “Piano B 4.0” del 2009.
Sono tutti interamente (e legalmente) disponibili on line (qui il link al 4.0 in italiano) che vi consiglio caldamente di leggere, perché c’è sempre un piano B e possiamo fare qualcosa anche noi.

PS: la foto è terribile, la luce poca, ho scattato con l’Ipod Touch, niente flash… la prossima volta mi porto la Nikon. Promesso.

Personaggio Ambiente 2011

The winner is… Domenico Finiguerra.
Il premio è stato consegnato il 30 gennaio a Roma, Domenico ha vinto con il 17% delle preferenze (e fra questi ci sono anche io che ho votato per lui sul sito www.personaggioambiente.it).

Finiguerra è Sindaco di un piccolo paese a sud di Milano, Cassinetta di Lugagnano. Eletto per la prima volta nel 2002, nel 2007 viene confermato con oltre il 60% di voti.
La sua forza sono le idee e l’amore per la terra che amministra. E la gente lo capisce.
Il punto focale del suo programma è azzerare il consumo di territorio. Cassinetta è piccola, ma è contornata dal Parco Agricolo Sud Milano e dal Parco del Ticino.
Sarebbe facile estendersi mangiando il terreno circostante. Invece Domenico firma il primo Piano Regolatore a crescita zero.
Si salvaguarda quel che si ha, si ristruttura, si sistema, ma non ci si espande.
In questo modo il Comune rinuncia agli oneri di urbanizzazione, che sono una delle entrate principali per i Comuni.
Per sopperire a questa mancanza Finiguerra chiede aiuto ai suoi concittadini, alza l’ici sulle seconde case e sulle attività  produttive, ma agevola anche l’accensione di mutui per investimenti locali.
Facile direte, fare il bello con i soldi degli altri… No, perchè Finiguerra rinucia ad esempio ai privilegi delle auto blu. In Comune hanno solo una Panda e la usa chi ne ha bisogno. Aumenta la rete di piste ciclabili, installa i pannelli solari sui tetti dell’asilo, sostituisce i lumini del cimitero con i led. Piccole mosse che portano a grandi risparmi. Inoltre si inventa i Matrimoni a mezzanotte nella villa settecentesca del paese.

Io ho cominciato a sentir parlare di Finiguerra più di due anni fa, sono andata a sentirlo in un paio di conferenze in cui spiegava cos’è il movimento Stop al Consumo di Territorio, cosa sono i Comuni Virtuosi (di cui Cassinetta fa parte) e recentemente si è anche impegnato per la difesa dell’acqua pubblica, ha aderito all’appello di Abbiamo un Sogno.
Pian piano la fama di Finiguerra e di Cassinetta è aumentata, apparizioni in tv, da Report a Che Tempo che Fa, al TG di Rai1, l’altra sera Striscia la Notizia, fino alla vittoria del Premio Personaggio Ambiente 2011.

Io lo avevo già  nominato nel blog quasi un anno fa, in questo post.

Sono molto contenta per questa sua vittoria. E’ la prova che la gente perbene esiste, che c’è ancora chi fa politica per passione e non per interesse.
Finiguerra arriverà  quest’anno alla fine del suo mandato come sindaco di Cassinetta e si è candidato come sindaco ad Abbiategrasso, secondo me sarà  un’altra vittoria.

Se volete continuare a seguire il percorso di Domenico Finiguerra, ecco il suo sito personale.

foto: Facebook, pagina pubblica di Domenico Finiguerra