Organizzando l’organizzazione

Mi è scattato il pallino per l’organizzazione degli spazi (quello dell’organizzazione di-tutto-il-resto non è mai passato…).
Da quando abitiamo un questa casa, cioè da due anni, ho la sensazione che il trasloco non sia mai finito. Nel box ci sono ancora un sacco di scatoloni, nella cantina mancano le mensole,  anche se lo spazio è molto di più di quando abitavo nel monolocale, magicamente le cose sembrano moltiplicate di conseguenza. Come un blob che riempie ogni interstizio libero.

Regolarmente decido di fare una giornata di decluttering e di organizzazione, inizio, ma poi siccome son perfettina (o forse è la DOC che bussa ogni tanto) ci metto molto di più di quello che vorrei e così alla fine ripiazzo tutto alla rinfusa… con grande frustrazione.

E’ un pallino che mi scatta ciclicamente, infatti in cantina sono piena di contenitori trasparenti dell’ikea da mettere nei cassetti… ma sono in cantina, impilati e pieni di carte, sacchetti e tutto quello che non so dove mettere.

Lo stesso blog è nato anche sulla scia del mio entusiasmo per il minimalismo, lo spazio libero, l’organizzazione.
Poi si sa, se una buona abitudine non la mantieni, si torna presto alla situazione di partenza.
Per cui ho deciso che è ora di fare qualcosa.
Si dice che ci vogliono 3 settimane per far consolidare un’abitudine.
Metodi ce ne sono a centinaia, che chi segue Flylady, chi scrive tutto su agende coloratissime, chi tiene tutto a mente ma riesce a fare tutto lo stesso.
Io ho un file .xls con le cose che devo fare in settimana, i menu, le lezioni della palestra, gli appuntamenti fissi con l’ortolano o con il blog e una casella dedicata alle pulizie di casa.
Al venerdì era programmato un “passare la scopa elettrica”, cosa che però faccio saltuariamente e a richiesta (passo invece la scopa tradizionale tutti i giorni). Ora ho sostituito quella casellina con un “decluttering”.
Mezzora (questo è il tempo che ho a disposizione per le faccende di casa giornaliere, torno dall’ufficio alle 17, gioco con Leo fino alle 18, poi mezzora di faccende e alle 18.30 inizio a cucinare…).

E’ poco ? Forse, ma è anche meglio di niente. Un passettino alla volta sistemerò tutti “gli angoli della vergogna” di casa.
Ovviamente vi terrò aggiornati 🙂

sopravvissuti

Questa settimana è stata piena di impegni, che si sono riflessi sugli scarsi aggiornamenti del blog…

Abbiamo addobbato l’albero in casa, l’albero in giardino, l’albero del parco
Abbiamo assistito a delle fioriture straordinarie grazie a questi giorni di caldo eccezionale

Abbiamo sostenuto il primo blocco totale del traffico durante un giorno lavorativo.
Abbiamo cercato di conciliare il consumismo del Natale, le nostre convinzioni sull’ambiente e i regali per Leo.

Ma soprattutto siamo sopravvisuti alla prima festa dei regalini in casa nostra !!
La festa dei regalini è una tradizione che io e i miei amici portiamo avanti dal primo anno di università , quando ci siamo conosciuti.
La regola è fare un regalino che sia il più economico possibile, all’inizio era millelire, poi un euro, oppure un paio di euro se il regalo vale per la coppia.
Negli anni l’entusiasmo non è diminuito e ora che ci sono tanti bimbi (hanno tutti ALMENO due figli…)è ancora più bella.

I regalini sono cose piccole anche per i bimbi, piccoli giochini, librini… per i grandi si spazia dalle candeline, saponi, sciarpette… I più volenterosi qualcosa fatto a mano (è il regalo che io preferisco fare, dai vasetti di vetro decorati, ai tappi “decupati” per diventare addobbi, ecc..), ma anche oggetti dove il ricavato della vendita va a enti benefici (dai calendari del Parco del Molgora , ai manufatti per Emergency ecc…).

Quest’anno noi ci siamo allargati !
Invece dei soliti regalini abbiamo fatto dei regaloni… riciclati.
Ecco, se dico regali riciclati vi vengono in mente statuette di Capodimonte e acqua di cologna della vecchia zia…
No, niente di tutto ciò. Abbiamo regalato delle cose, nuove, che ci sono state regalate negli ultimi Natali, ma che a noi non abbiamo mai usato.
Non che a noi non piacevano, ma che a noi non servivano.
Qualche esempio ? Un bellissimo servizio di piatti grigio, molto moderno. Ma per 1 persona. Che facciamo ? aspettiamo che Leo vada a vivere da solo per usarlo ? delle tazze da te, ricamate, con cucchiaino, ma ne ho già  abbastanza, dei libri, delle borracce di alluminio (io ho la mia Sigg)
Insomma un modo per ridare vita a oggetti che da tempo stavano in uno scaffale a prendere polvere.

Chi l’ha detto che a Natale bisogna per forza comprare comprare comprare ?

o la borsa o la vita – aggiornamento

Questa mattina mentre andavo a prendere il tram mi sono resa conto che avevo due borse veramente troppo pesanti.
Ma è necessario portarsi in giro ogni giorno questa zavorra ? Be, alla fine mi porto solo lo stretto necessario, ho pensato…
Poi arrivata in ufficio ho svuotato le borse, questo il contenuto:


BORSA DELLA PALESTRA:
asciugamano piccolo
asciugamano grande
pantaloni, maglietta, intimo per l’allenamento
ciabatte doccia, bagnoshampoo
Borsa per il pranzo con:
tupperware con primo
tupperware con cereali
yogurt
due frutti
tovaglietta e tovagliolo
cucchiaio e forchetta

BORSETTA (proprio etta non è…):
bottiglietta d’acqua
occhiali da sole
handbag organizer con: portafogli, agenda, occhiali da vista (non riporto cosa contiente il portafogli ma vi lascio immaginare)
pacchetto fazzoletti carta
3 depliant di manifestazioni varie
porta cd con cd da rippare
cuffie e cavo per l’ipod (che è a casa)
due cellulari
schede palestra per allenamento, alimentazione ecc…
un libro
un plico di fogli A4 stampati su un lato per eventuali appunti
chiavi casa
chiavi macchina
chiavi box
telecomando antifurto
chiavi ufficio + chiavetta caffè + chiavetta usb + token
la busta con i ticket restaurant e scontrini con resti vari
portamonete (con anche due bottoni di una giacca)
tessera atm
tessera palestra
badge aziendale
burrocacao
cartacce varie
una tessera di una palestra scaduta 3 anni fa
una pochette con il necessario per le “emergenze”:
alcune salviette umidificate
una boccetta di olio profumato
una boccetta di olio essenziale contro il mal di testa
una boccetta di borotalco
un accendino
una bustina contro la diarrea (??!)
due penne
crema per le mani
una bustina con le tessere fidaty dei supermercati

Giusto lo stretto necessario…
Quindi la mission per questa settimana sarà  fare un sano decluttering della borsa del lavoro.

Venerdì prossimo il confronto.

venerdì 21 ottobre
E come promesso ecco l’aggiornamento…

La borsa pappa/palestra è rimasta uguale, non potevo eliminare niente. Però ora uso una borsa di tela più leggera e comoda.
Quella dell’ufficio invece è stata decisamente ridimensionata:

cellulare casa e ufficio
tessere palestra/autobus/badge aziendale
ipod/cavo/cuffie
chiavi casa/macchina/box
telecomando antifurto
chiavi ufficio e annessi usb e caffè
ticket restaurant
handbag organizer con:
portafogli
portamonete
agenda
occhiali da vista
fazzoletto di stoffa
crema mani
burrocacao
olio contro emicrania
borraccia lei
libro

Lo so che ve lo state chiedendo… ma quella bellissima borsa dove l’hai presa ?? Su Etsy, naturalmente, come l’agenda.
http://www.etsy.com/shop/MariForssell il negozio della borsa
http://www.etsy.com/shop/NaturesCubbyhole per l’agenda.

Fatte a mano, materiali riciclati, le adoro.

Notate anche la spillina dei Genitori Antismog !!

fra scatole e scatoloni

La maggior parte degli oggetti che riempie i nostri armadi non viene usata da anni, così ce ne dimentichiamo e quando arriva l’unico momento che potremmo usarla non la troviamo, non funziona, è troppo sbatti andarla a recuperare chissà  dove.
E ne facciamo a meno.
Allora perchè continuare a tenerle ?
Da un paio di giorni ho iniziato a preparare gli scatoloni per il trasloco.
Aspettavo questo momento da un po’ per poter iniziare a liberarmi di tutte quelle cose inutili che ho in casa.
Ho eliminato molte cose, sia chiaro. I vestiti in buone condizioni li ho portati in un oratorio che so che dona vestiti ai senzatetto, ho “reciclato” diversi regali di Natale che non mi piacevano, ho buttato (differenziando dove possibile) una marea di cianfrusaglie.
Ma me ne rimangono ancora tante.
E ora che le ho in mano mi accorgo che è molto difficile lasciarle andare.
Sono sempre stata decisamente conservativa, famosa è la mia felpa comprata in terza elementare che tuttora uso, (ovviamente è la mia preferita), ma avevo borse piene di bigliettini e cartine dei vari viaggi…
I “ricordi” di viaggio sono riuscita a buttarli, perchè i ricordi veri non sono quei foglietti. Tengo le foto, al massimo un bigliettino particolarmente siginificativo che diventa un segnalibro.
Il mio problema sono le cose materiali. Vuoi perchè magari sono regali e mi sembra di fare un torto a chi me le ha regalate (soprattutto i miei genitori o Fede), vuoi perchè comunque buttare cose che sono ancora funzionanti mi scoccia.
Ho messo in vendita un sacco di cose (vendita a prezzi simbolici, diciamo che regalo) ma oramai puoi trovare praticamente di tutto a prezzi bassissimi (soprattutto nei negozietti cinesi) che le cose usate non se le prende nessuno.
Poi penso “e se nella casa nuova questa cosa potesse servirmi ?” e così per ora impacchetto e trasloco tutto. Poi con calma, vedrò cosa mi serve e cosa no.
Magari organizzerò la prima Yard Sale del Milanese.