Il planner per l’attività fisica da scaricare

Lo dico sempre: per me settembre è il nuovo gennaio.
E’ il mese dell’inizio delle attività dopo la lunga pausa estiva, del lavoro, la scuola, la routine.
Finalmente la routine…

Ed è anche il mese in cui faccio i conti con la pigrizia delle vacanze. Faccio la prova costume a posteriori, quanti chili ho messo su grazie alle colazioni lente, ai ristorantini in riva al mare o ai pizzoccheri al rifugio ?

Settembre è il mese in cui ricomincio “seriamente” a fare attività fisica e a mangiare in modo sano e controllato.

Un tempo mi iscrivevo in palestra. Devo dire che non sono una di quelle che si iscrivono e poi non vanno, io ci sono sempre andata con regolarità, magari anche solo per 45 minuti ma ci andavo. Adesso però anche quei 45 minuti faccio fatica a trovarli. Prima andavo anche durante la pausa pranzo del lavoro, ma adesso che ho solo 30 minuti non ce la faccio proprio e al pomeriggio dovrei lasciare Leo dai nonni e già lo tengono tante altre volte…
In più ho iniziato a correre e correre sul tapis roulant è ancora più noioso che correre in strada e se voglio fare un po’ di ginnastica posso tranquillamente farla in casa, bastano un tappetino, qualche attrezzo semplice e grazie a youtube si trovano tantissimi video di home fitness.
Facile, economico ed ecologico !

Ci vuole però costanza e impegno e per me ci vuole anche qualcosa che mi aiuti a capire cosa sto facendo e come sto andando.
Per questo devo sempre segnare le mie attività e i miei pasti, così posso confrontarli, vedere se sto migliorando o se invece devo aggiustare qualcosina.

Invece di usare un normale quadernino, ho creato una pagina che riassumesse tutto quello che ho bisogno di inserire:
i pasti, l’acqua (fondamentale soprattutto quando si suda), il tipo di allenamento, se è andato bene e come mi sento a fine giornata.

Ovviamente non me lo tengo tutto per me, ma voglio condividerlo con voi. Basta fare click su questo link: fitness planner da scaricare

Organizzare una vacanza in bicicletta

Avete mai pensato di fare una vacanza in bicicletta ?
Non spaventatevi, non è così terribile come sembra, se ci sono riuscita io che sto dalla parte opposta dello sport…

Alcuni anni prima che nascesse Leo, una coppia di amici patiti delle due ruote mi han proposto di fare il giro dell’Olanda in bici. All’inizio ero molto titubante, ma l’idea mi allettava, così ho deciso di provarci.
Sicuramente il fatto di non avere figli è stato un vantaggio, ma studiando tappe corte è fattibile anche con bambini (certo non piccolissimi, a meno di organizzarsi con trasportini ecc..).
Se invece preferite qualcosa di più soft esistono anche delle agenzie viaggi che organizzano vacanze in bici: loro vi danno la bici, vi prenotano dove dormire, vi portano i bagagli e voi dovete solo godervi le pedalate (ad esempio Girolibero, che io però non ho mai usato).
Quello che ho fatto io invece è stato interamente “fai-da-te”.

vacanza in bicicletta

Si parte

 Come abbiamo organizzato la nostra vacanza in bicicletta:

Noi eravamo in 4, io, il mio compagno e questa coppia di amici.Prima della partenza ci siamo trovati per organizzare e decidere a grandi linee le tappe. L’idea era di non superare i 50km al giorno, così abbiamo segnato su una mappa il tragitto che intendevamo fare.
Partendo da Amsterdam, girando in senso antiorario, facendo appunto una tappa da 50km al giorno, per circa 2 settimane.

E’ necessario essere allenati ?
Ni. Non è necessario essere dei ciclisti da 100 km al giorno, ma neanche essere così fuori forma da avere il fiatone dopo 5 minuti.
Io ho iniziato un paio di mesi prima a fare un po’ di allenamento, sia in casa con la cyclette sia con qualche uscita al parco, ma niente di che…

E’ faticoso ?
Ni. Le prime tappe che abbiamo fatto erano le più lunghe del giro, anche fino a 80km, quindi siamo partiti un po’ “forte” e vi giuro, i primi due giorni mi faceva male TUTTO, i muscoli, le ossa, tutto. Mi faceva male anche l’acqua della doccia che mi scorreva sul corpo.
Poi è passato e non ho più avuto nessun fastidio, anzi mi sono sempre sentita benissimo e piena di energia.
Anche se 30 o 50 km al giorno vi possono sembrare tantissimi (se non siete già dei ciclisti), ricordate che è una vacanza, non una gara. Si va a passo lento, ci si ferma ad ammirare il paesaggio, si fa merenda, si fanno le foto, si chiacchera. L’Olanda poi è la meta ideale per chi non è allenatissimo, è tutto pianeggiante, davvero non ci si sforza molto.

vacanza in bicicletta

Non è una gara, le pause sono parecchie

La bici:
L’abbiamo affittata in uno degli innumerevoli rent-a-bike di Amsterdam. Era una bici da città, simile a una graziellona, pesantissima e con la sella durissima. Però era in ottime condizioni e non abbiamo mai avuto problemi. Non aveva in dotazione le borse laterali che abbiamo acquistato per pochi euro in un negozio di accessori li vicino.

vacanza in bicicletta

Ecco le biciclette completamente equipaggiate

Il bagaglio:
Il bagaglio deve essere essenziale, anzi essenzialissimo visto che dobbiamo portarcelo in giro contando solo sulla forza delle nostre gambe.
Il mio pesava 3,5kg. Mai ho raggiunto tali vette di leggerezza !
Meglio portare poco e lavare, piuttosto che caricarsi di cose sporche. Anche l’abbigliamento “bello” non è necessario, alla sera si è così stanchi che non si ha proprio voglia di andare in giro…
Un piccolissimo beauty con solo l’essenziale, meglio ancora se si può condividere qualcosa.
Per il viaggio in aereo le cose sono state messe in uno zainetto che poi abbiamo usato durante il giro come borsa supplementare (tipo per i panini).
Ricordatevi di portare un paio di sacchetti di plastica della spesa. Le borse laterali sono poco impermeabili, per cui avevo riposto tutto nei sacchetti (per fortuna, visto il tempo che abbiamo incontrato).

L’abbigliamento:
L’abbigliamento tecnico è fondamentale. Io ho acquistato due paia di pantaloncini con il rinforzo sul cavallo, apposta per la bicicletta (e meno male visto la durezza della sella).
Poi un paio di magliette tecniche, ossia traspiranti e che si asciugano velocemente, un paio di scarpe da ginnastica di nylon, leggere e che si asciugano presto (le scarpe realmente impermeabili non esistono a meno di prenderle pesanti o tipo trekking ma decisamente poco pratiche con la bici).
Un paio di cambi intimi, un paio di ciabatte infradito sottili, una felpa, un paio di jeans per la sera, un fularino, poi caschetto, guantini e occhiali da sole.
Ed era tutto.

Vitto e alloggio:
Noi non avevamo prenotato niente… avevamo solo dato un’occhiata a quali cittadine avevano un ostello. L’idea era di dormire un po’ in ostello un po’ in B&B per alternare “economicità” a comodità.
Partiti da Amsterdam, la prima tappa doveva essere dopo una trentina di km ma l’ostello era pieno, così siamo andati alla città successiva, ma era pieno, così siamo finiti in un B&B in mezzo alla campagna, BELLISSIMO !
Per fortuna ogni paese, anche il più piccolo ha un Ufficio del Turismo, dove è possibile richiedere la disponibilità dei posti letto. Con i ciclisti poi hanno un occhio di riguardo… quando chiamavamo dicendo che eravamo in bici, ci trovavano sempre un posto dove dormire.
I pranzi erano sempre leggeri, un’insalata o dei semplici panini anche perchè le colazioni erano “nordiche” e sostanziose. Mentre per le cene o cucinavamo in ostello o uscivamo a cena. Ma questo dipende dai gusti, dal budget e dalle abitudini.

Ci sono stati inconvenienti ?
Ovviamente si. Come in tutte le vacanze. Primo fra tutti il tempo. In 15 giorni abbiamo incontrato solo due mezze giornate di sole, per il resto ha sempre piovuto. Ma non ci siamo fatti scoraggiare (anche perchè una volta partiti non puoi tornare indietro…) Ecco l’importanza delle cose che asciugano presto !

vaanza in bicicletta

Il cielo era più o meno sempre così

Abbiamo forato solo una volta e, visto la nostra scarsa capacità di riparazione, una simpatica coppia di anziani che ci aveva visti in difficoltà ci ha invitati nel loro giardino. Mentre il marito ci riparava la gomma bucata la moglie ci preparava la merenda. Prima di andarcene ha voluto anche fare una foto con noi. Probabilmente erano anni che non succedeva qualcosa di così eclatante nel loro paesino.

vacanza in bicicletta

Una coppia davvero gentile

Nessun problema invece per le strade. Le piste ciclabili sono quasi tutte in sede protetta, ben segnalate e in ottime condizioni.

vacanza in bicicletta

Le piste ciclabili erano così…

vacanza in bicicletta

O così quelle lungo le strade trafficate

E’ stata una vacanza bellissima che ancora oggi ricordo come una delle più belle che abbia mai fatto.
Guardare la cartina dell’Olanda e pensare “l’ho girata tutta interamente contando solo sulla forza delle mie gambe” è stata una grandissima soddisfazione.
Quasi quasi fra qualche anno la ripeto…

vacanza in bicicletta

Prima di affrontare i 32 km della grande diga con pioggia, vento e freddo.

vacanza in bicicletta

E la soddisfazione di averla attraversata. Ora non resta che pedalare fino al B&B…

vacanza in bicicletta

Finalmente un po’ di sole

vacanza in bicicletta

 

 

 

 

 

 

Il metodo Konmari applicato ai bagagli

Due settimane fa vi ho parlato del libro “Il magico potere del riordino” e del suo metodo Konmari per piegare le cose e occupare meno spazio.
Al momento nei miei cassetti le cose sono ancora piegate secondo il metodo classico, quando farò il cambio degli armadi vedrò di sistemare le cose in altro modo.

Per Pasqua abbiamo deciso di approfittare dei giorni di festa per ricaricare un po’ le pile e passare qualche giorno al mare.
I viaggi in macchina però non sono mai stati fra i nostri preferiti, soprattutto al pensiero del ritorno, quando tutti si ritrovano in coda in autostrada…
Così, visto che la nostra destinazione, un paesino all’inizio della Costa Azzurra è ben servito dal treno, abbiamo deciso per lasciare la macchina nel box.

Eravamo tutti molto contenti di andare in vacanza in treno, non è molto più scomodo (da Milano Centrale a Ventimiglia e poi un paio di fermate di un treno locale), la spesa è la stessa del viaggio in macchina, si inquina molto meno, ci si gode il paesaggio, si legge senza nausea, si mangia, si passeggia… insomma una situazione win-win per tutti.

L’unico “problema” (anche se non lo chiamerei proprio così) è quello dei bagagli. Mentre in macchina puoi piazzarci tutto quello che ti pare – più o meno – andando in treno no.
Così ho dovuto sfoderare tutte le mie armi per viaggiare leggeri.

Siamo in tre, stiamo via tre giorni, andiamo in appartamento quindi c’è già tutto. Ci servono solo i vestiti, qualche gioco di Leo e un beauty con lo stretto indispensabile.
Un bagaglio più una borsa a mano e stop. Ce la faremo ?

Sfida accettata.
Quale occasione migliore per testare il metodo Konmmari ?

Ho sistemato tutti i vestiti sul letto. Un cambio intero per tutti (dall’intimo alle scarpe), il piumino per me e Leo che siamo più freddolosi, due ombrelli pieghevoli, le ciabatte, il beauty case e anche una borsetta leggera da usare al posto della borsa a mano. Inoltre non potevo farmi scappare l’occasione di fare una corsa lungo la promenade, ora che ho iniziato, per cui anche pantaloni e maglietta tecnica.

la valigia e il contenuto sul letto

A vedere il letto e la valigia di fianco ho pensato: non ce la farò mai… ma poi ho iniziato a piegare le cose con il metodo Konmari e effettivamente funziona !!!
Ho piegato tutto dell’altezza della valigia e sistemato in verticale. I vestiti ci sono stati tutti ed è anche avanzato un po’ di spazio per fare entrare il beauty. Sulla parte laterale ho sistemato le ciabatte e le cose più piccole come i calzini per riempire i buchi. Le uniche cose che non ho piegato sono stati una felpa e un paio di jeans di Fede che avrebbero occupato troppo spazio (e che mi ha dato quando avevo già infilato tutto…) e li ho sistemati in maniera tradizionale sopra il resto.

la valigia riempita secondo il metodo Konmari

Piumini, ombrelli e borsetta nelle tasche esterne. Giochi di Leo, borracce con l’acqua, giornali e le altre cose da usare durante il viaggio erano in un’altra borsa e basta.

Grazie al metodo Konmari, sfida vinta.

il mare

In bici a scuola

Girare in bicicletta per Milano non è sempre facile, soprattutto durante le ore di punta, soprattutto per dei bambini.
Ma perché un bambino che vuole andare a scuola in bicicletta non ci deve andare solo perché ci sono troppe macchine ?
La strada è di tutti.

Così a settembre, una mamma milanese che non voleva arrendersi e prendere la macchina per fare poco più di una fermata di metropolitana, ma non voleva nemmeno rischiare per percorrere viale Monza al mattino, chiese aiuto ai ragazzi della Critical Mass e decisero di fare insieme un piccolo tratto di Viale Monza, alle 8 del mattino, per far capire agli automobilisti che la strada è anche delle biciclette.

Andare in bici a scuola è bello, mette allegria, i bambini stanno insieme agli amici, si vive la città. Ma è soprattutto un diritto. Purtroppo intorno alle scuole ci sono sempre assembramenti di auto in doppia e tripla fila (grazie anche a quei genitori che se potessero entrerebbero con la macchina in classe…) e non è sempre facile raggiungerle pedalando, se non con una buona dose di coraggio.
Ma l’unione fa la forza e tutti insieme “si-può-fare” !!

E così, grazie anche al veloce passaparola di Facebook, altre scuole hanno aderito all’iniziativa e la semplice richiesta di aiuto è diventata una vera “Massa Marmocchi”. Il passaparola non si è fermato a Milano, ma si stanno facendo sentire anche in altre città e domani, venerdì 31 gennaio ci sarà la seconda giornata nazionale del Bike To School (la prima era stata a fine novembre).

Alle 8 del mattino, centinaia di genitori e bambini delle elementari faranno insieme l’ultimo tratto di strada che porta alla loro scuola, ogni zona avrà la sua Massa Marmocchi. L’iniziativa è rivolta alle scuole elementari, perché in genere i ragazzi delle medie vanno a scuola già da soli…

Se volete partecipare, potete fare riferimento al gruppo Facebook https://www.facebook.com/inbiciascuola e al sito In Bici a Scuola.

i-love-massa-marmocchi

Photo credit: www.mazzei.milano.it