La Giornata Mondiale dell’Ambiente 2017

Dal 1972, il 5 giugno è la Giornata Mondiale dell’Ambiente (WED, World Environment Day).
Dopo le assurde dichiarazioni del Presidente Trump in cui annuncia l’uscita degli Stati Uniti dall’accordo di Parigi quest’anno più che mai è importante sottolineare i danni che il cambiamento climatico sta provocando e provocherà.

Ogni anno la Giornata dell’Ambiente ha un tema specifico che quest’anno è “Connecting People to Nature” connettere le persone alla natura, per riflettere su quanto noi e la natura siamo intrecciati e su quanto dipendiamo da essa. Dal grande parco naturale al piccolo giardino di casa, la natura è intorno a noi e fa parte della nostra vita.
L’invito del WED è di riflettere su questa connessione, godere della sua bellezza e condividerla con altre persone.
Tutti possono partecipare creando eventi (una gita, una visita guidata al parco, una pulizia di una zona verde) o semplicemente condividendo una foto con l’hashtag #withnature e #WorldEnvironmentDay.
Tutte le info e gli eventi sono sono disponibili sul sito ufficiale http://worldenvironmentday.global/

#withnature

Cosmetici eco-bio a prezzi ragionevoli

I cosmetici sono spesso associati a qualcosa di frivolo e pertanto non sempre facciamo attenzione alla loro qualità.
Guardiamo il colore, il packaging, il prezzo, ma raramente guardiamo quello che contengono.
Eppure li usiamo tutti i giorni su zone del nostro corpo molto delicate come occhi, labbra o ascelle…

I non mi trucco tantissimo, ma ogni giorno uso la crema idratante, il burrocacao, il latte detergente, il deodorante.
Insomma a pensarci bene è proprio il caso di scegliere i prodotti giusti.

La prima cosa che ho imparato è che bisogna sempre leggere sulll’etichetta l’INCI ossia l’elenco degli ingredienti. Non è sempre facile perchè spesso sono indicati con le sigle, ma la cosa importante è che sono in ordine di quantità, per cui meglio fare attenzione ai primi ingredienti indicati.
Alcuni ingredienti vanno proprio evitati, tipo il paraffinum liquidum, che non è altro che petrolio che si deposita sulla pelle, petrolati, parabeni, siliconi e formaldeide. Ovviamente è difficile imparare a memoria tutti i nomi, ma possiamo aiutarci usando il biodizionario  o usando un libro (io ho “Cosa c’è davvero nel tuo carrello” ).

Poi ho imparato che non sempre quando dicono ” prodotto bio” è garanzia di qualità. Può anche contenere un ingrediente di origine biologica, ma se è l’ultimo della lista allora è lì solo per fare scena… meglio scegliere prodotti con ingredienti buoni piuttosto che cercare quello bio a tutti i costi. Piuttosto preferisco che siano certificati ICEA: Istituto Certificazione Etica e Ambientale, sinonimo di impegno verso l’ambiente e gli animali.

E qui viene il difficile, perchè le aziende approffittano delle etichette verdi, vere o presunte e alzano i prezzi.
Per fortuna anche nei supermercati a volte si riescono a trovare ottimi prodotti ad un prezzo molto simile a quelli “normali”.
Ad esempio i cosmetici della linea Viviverde della Coop.
Ho provato parecchi prodotti (creme idratanti, bagnodoccia, shampo, sapone intimo, deodoranti…) e mi sono trovata bene con tutti. Hanno un buon profumo, le creme scorrono, i saponi lavano senza seccare. Tutti i prodotti hanno ingredienti provenienti da coltivazioni biologiche e non sono testati sugli animali. Il packaging è ridotto se non eliminato dove non è strettamente necessario e il prezzo è basso.

La linea Viviverde comprende anche altri prodotti per il corpo come i solari (io però ho provato solo il doposole e anche questo promosso) e tanti altri per la casa come detersivi, fazzoletti, pile, prodotti alimentari e non. In alcuni punti vendita hanno perfino i pannolini lavabili.
La lista completa dei prodotti Viviverde è qui.

Finalmente dei cosmetici eco-bio a prezzi accessibili a tutti !

PS: questo post NON è sponsorizzato dalla Coop, ma sono prodotti che uso regolarmente...


La mia esperienza a Expo 2015

Expo 2015 sta per finire e io non ho ancora detto la mia!
Si, ci sono andata,  come altri 20 milioni di visitatori…
Ammetto che all’inizio ero in dubbio.

Sappiamo tutti le polemiche che l’Expo si è portato dietro,  vuoi quelle “morali” (com’è possibile creare un evento incentrato sul cibo e sulla sostenibilità, spendendo tutti quei soldi.? ) vuoi di tipo ambientale (quanto terreno è stato cementificato, quanto traffico in piu – però andateci coi mezzi, è servito benissimo…).
Ci ho pensato parecchio,  poi ho deciso che ci sarei andata per vari motivi.

Expo 2015

Expo 2015: meglio andarci coi mezzi

Primo per curiosità. Expo 2015 è comunque un grande evento, un’occasione unica per Milano nel bene e nel male, ne parlano tutti e volevo vedere coi miei occhi.
Secondo perché me lo ha chiesto Leo.
Lui ci è andato pochi giorni dopo l’apertura con la scuola materna, guadagnandosi anche un articolo sul Corriere Milano e non vedeva l’ora di tornare con noi per spiegarci quello che aveva visto.

Expo 2015

l’articolo del Corriere Milano

A metà strada fra una fiera del turismo e un grande ristorante, le contraddizioni erano tante: l’Indonesia e l’olio di palma sostenibile (oibò), le auto “a verdure”…. però secondo me abbiamo fatto un po’ tutti l’errore di scambiare il tema con la finalità.

Expo 2015

olio di palma per nutrire il pianeta ?

Expo 2015

l’auto di verdure

Expo 2015

il riso

Expo 2015

UK Pavillion, ascoltando le api in diretta da Nottingham

Expo 2015 parla di cibo e di sostenibilità, ma non era solo questo lo scopo. Era piuttosto far conoscere come i vari paesi trattano questi temi.
Hanno puntato anche sull’ecologia, ad esempio lo sapete che il Padiglione Italia è ricoperto da uno speciale cemento che assorbe lo smog ? ci sono pannelli solari e microalghe che producono ossigeno, orti verticali e padiglioni costruiti con materiale di recupero.

Expo 2015

il sistema a microalghe

Expo 2015

gli orti verticali

Expo 2015

i container del Principato di Monaco

Sul sito ufficiale c’è la presentazione di tutti gli Stati partecipanti e le peculiarità dei vari stand.
A contorno poi ci sono stati una serie di incontri e iniziative legate al cibo e a nutrire il pianeta, io però non ho assistito a nessuna.

Per quanto riguarda la mia esperienza in particolare, ho visitato l’Expo ben 3 volte!
La prima di sera, a ferragosto quando Leo era in vacanza coi nonni. Ci siamo andati per cena, invece della solita pizzeria…

Expo 2015

il padigione più allegro, quello dell’Olanda

Expo 2015

street food in Olanda

Expo 2015

USA: belle le luci ma deludente il contenuto

Ho subito avuto una bella impressione perché non c’era quasi nessuno.
Le code ai padiglioni non superavano i 10 minuti (infatti al padiglione del Giappone non siamo entrati perché un quarto d’ora ci sembrava troppo! E pensare che adesso c’è chi aspetta anche 5 ore…)

Molto bello l’albero della vita illuminato, ma anche i giochi di luce di alcuni padiglioni (tipo Usa, Kuwait e Cina).

Expo 2015

l’albero della vita

Expo 2015

i colori del Kuwait

Expo 2015

Kuwait

Expo 2015

i colori della Cina

Expo 2015

Cina

Expo 2015

Giappone

Di giorno ci sono stata in ottobre e la gente era tantissima. Impossibile visitare qualcosa se non facendo ore di coda.
L’organizzazione dei padiglioni è disastrosa. Sembra che non si aspettassero un tale afflusso di gente. E’ impensabile che nel 2015 si debba fare la coda stando in coda, utilizzando tutto il tempo a disposizione per vedere la schiena di quello davanti.
Considerando il prezzo del biglietto (39 euro a prezzo pieno) mi sembra da denuncia.
La tecnologia ci mette a disposizione diversi sistemi per la gestione delle code, un app sul telefono per esempio, ma basterebbe anche solo prendere il numero come dal salumiere senza dover per forza aspettare fisicamente li.

Invece ho trovato ben organizzato tutto resto. Segnaletica chiara, molti servizi (bar, bagni e zone nursery). Bagni puliti e forniti di carta e e sapone anche durante le giornate con la 250mila persone.

Un discorso a parte lo merita il Childrenpark, al quale abbiamo dedicato una visita serale apposita.

Expo 2015

il Childrenpark

Sviluppato dal team di Reggio Children è un parco formato da diverse aree con giochi e laboratori sulla natura e la sostenibilità e ricco di soluzioni tecnologiche.
Qui si entra solo su prenotazione a gruppi di 25 bambini alla volta, un animatore accompagna i bimbi nei vari spazi e spiega cosa devono fare.

Expo 2015

Childrenpark: le campane degli odori

Expo 2015

Childrenpark: raccogliere acqua per bagnare le piante

Expo 2015

Childrenpark: energia verde

Expo 2015

Childrenpark: la tua immagine si trasforma in albero

Mi ha sorpreso questa attenzione verso i bambini in una manifestazione così caotica (è addirittura possibile prendere a noleggio dei passeggini all’ingresso).
Per i bimbi c’è anche uno spazio della Kinder, ma noi non ci siamo andati.

Ora che Expo 2015 sta per finire spero che vengano mantenute le promesse fatte all’inizio, cioè di trasformare buona parte dei padiglioni in qualcosa di utile ( ad esempio il padiglione del Pricipato di Monaco verrà donato alla Croce Rossa e portato in Burkina Faso, anche quelli della Ferrero verranno riutilizzati per diventare scuole o centro educativo o un luogo per la comunità in una delle Imprese Sociali Ferrero).

Expo 2015 chiude ufficilmente sabato 31 ottobre alle ore 17.00. Tutte le info sono sul sito http://www.expo2015.org/

Meatless Monday, lunedì senza carne

Meatless Monday significa Lunedì senza carne, ossia decidere di non mangiare carne per un giorno alla settimana. E’ un movimento nato negli Stati Uniti nel 2003, ma le cui origini vanno alla Prima Guerra Mondiale quando era importante razionalizzare i cibi più costosi come la carne.

Sappiamo già che consumare troppa carne non fa bene, l’eccesso di proteine animali e di grassi, soprattutto quelli saturi, innalza i livelli di colesterolo nel sangue, aumentando il rischio di obesità, malattie cardiovascolari e anche di contrarre il diabete di tipo 2 e alcune forme di cancro.
Inoltre, a causa dell’eccessivo uso di antibiotici negli allevamenti intensivi, li assumiamo anche noi indirettamente, aumentando la resistenza agli antibiotici, quindi avremo maggiori difficoltà a guarire anche dalle semplici influenze.

Mangiare meno carne fa ovviamente bene agli animali, che negli allevamenti intensivi vivono in condizioni terribili. Stipati da non potersi muovere, gonfiati dai medicinali, senza vedere luce e aria naturali… Chi ama gli animali non può permettere che vivano in tali condizioni.

Ne giova anche l’ambiente. Per produrre carne serve mangime, quindi servono campi dove coltivare il foraggio (quindi deforestazione, abbattimento della biodiversità, uso intensivo di pestici e fertilizzanti ecc..) e acqua, tanta tantissima acqua per irrigarli.
Per non parlare delle acque reflue, piene di tutte queste sostanze…

Per questo ho deciso di aderire al movimento Meatless Monday.

Io ho sempre cercato di mangiare poca carne, non più di due volte a settimana, ma voglio prendere un impegno concreto con questa “promessa”.
Potete farlo anche voi, dando la vostra adesione sul sito ufficiale Meatless Monday.
Un lunedì senza carne per iniziare bene la settimana.
Evitare la carne per un giorno è anche un modo per sperimentare dei cibi nuovi e alternativi. Conosco persone che non hanno mai mangiato una pasta e fagioli, solo perchè non sono abituati e non sanno come cucinarla.
Se poi vi trovate che non sapete cosa cucinare, sul sito ci sono anche tante ricette e molti ricettari da scaricare.

Meatless Monday