Organizzare una cena vegetariana

Qualche tempo fa ho invitato degli amici a cena e, visto che non faccio cene tanto spesso, volevo fare qualcosa di carino.
Conosco i gusti degli amici in questione e so che sono molto carnivori ! Con loro facciamo per lo più grigliate o serate hamburger.
Ma questa volta avevo voglia di cambiare e, visto che come sapete, non sono una grande amante della carne, ho deciso di organizzare una cena vegetariana.

All’inizio mi è sembrata una cosa difficilissima… come posso fare per organizzare una cena vegetariana per degli amanti della carne senza farne sentire la mancanza? se ci pensiamo bene però sono tanti i piatti buoni che non hanno la carne o dove può essere facilmente sostituita. Certo se avessi scelto di fare una cena vegana sarebbe stato più complicato (e forse anche più “estremo”, non so se avrebbero gradito una bistecca di lupini…) però cominciamo con un passetto alla volta.

Idee per una cena vegetariana:

Partiamo dagli antipasti che sono fra i più semplici e anche senza usare i salumi c’è molta varietà.
Io ho preparato una pizza e una focaccia e le ho tagliate a quadrettini.
Poi ho fatto degli spiedini di frutta e verdura: un tipo alternando pomodorini ciliegini e bocconcini di mozzarella e un altro con dadini di pera e di emmenthal.
Ho fatto una crema di ceci, frullando una confezione di ceci lessati con un filo d’olio, sale e pepe, da spalmare su fettine di pane tostato o da accompagnare a dei grissini rustici e un couscous con le verdure (come questo, ma senza usare gli avanzi 😉 )

Per il primo piatto volevo qualcosa di gustoso, un po’ diverso dalla solita pasta, e saziante… conoscendo i gusti dei miei ospiti mi è venuto in mente subito cosa fare: un bel piatto di pizzoccheri !
I pizzoccheri sono buonissimi ! Non so se li ho fatto alla “vera valtellinese” ma sono piaciuti.
Prima ho fatto cuocere le erbette, qualche cima di rapa, le verze (poche) e le patate a pezzetti, nel frattempo ho fatto bollire la pasta di grano saraceno. Ho ripassato le verdure in padella con il burro e l’aglio, quando la pasta era pronta l’ho aggiunta alle verdure insieme al formaggio casera tagliato a dadini e ho fatto saltare tutto insieme.
Il burro non era tanto, non mi piacciono i piatti che navigano, ma era sufficiente per legare e rendere un po’ cremoso il tutto.

Siccome i pizzoccheri sono belli sostanziosi e gli antipasti erano tanti, non ho preparato il secondo. Fede ha pensato alle birre, gli amici hanno portato il dolce… la serata è stata piacevole e non si sono accorti di niente !!!

cena vegetariana

gli antipasti

 

E’ Pasqua anche per gli agnelli

Mancano pochi giorni a Pasqua e per alcuni di voi sono già iniziate le ferie, i bimbi sono già a casa da scuola. C’è chi andrà in vacanza, chi resterà a casa. Io auguro a tutti voi di passare questi giorni di festa in tranquillità e con le persone che amate.
Ci saranno anche molti pranzi come vuole la tradizione, con l’agnello in tavola. Una tradizione che risale a centinaia e centinaia di anni fa e che ora è decisamente fuori tempo.
Ogni anno vengono uccisi 3 milioni di agnelli, 800mila solo in occasione della Pasqua.
Cuccioli di un mese di vita vengono strappati dalla madre, legati, appesi, storditi e sgozzati.

Se avete il coraggio guardate questo video, pubblicato dagli attivisti di Essere Animali. E’ quello che succede in un macello italiano a cuccioli di agnello. Qui nel nostro paese…

Fermiamo questa usanza barbara, la tradizione non deve legarci a scelte crudeli solo perché è tradizione.
Non nascondiamoci dietro un non lo sapevo o un ma qui da noi non è così

Scegliamo menù alternativi, in rete ci sono centinaia di suggerimenti per cambiare menù, meglio ancora se lo scegliamo vegetariano o vegano. Un menù vegano non è solo insalata e pomodori. In questa stagione ci sono verdure buonissime come asparagi, carciofi, fave, erbe fresche come gli spinaci e la barba dei frati (o agretti) da abbinare a legumi e cereali per un pasto completo ed equilibrato.

E se lunedì vogliamo fare il picnic con le uova sode, usiamo solo quelle biologiche, si riconoscono dal numero 0 all’inizio del codice stampato (come avevo spiegato QUI).

E' Pasqua anche per gli agnelliPhotocredits: www.enpa.it

stop ai test animali per i cosmetici

Da oggi, 11 marzo 2013 è vietato fare qualsiasi tipo di test su animali per i prodotti cosmetici sugli ingredienti contenuti.
I test sui prodotti finiti erano già  vietati dal 2004.
Per prodotti cosmetici non si intendono solo prodotti per il make up, rossetti, mascara ecc..ma anche creme varie, shampoo, bagnoschiuma, schiume da barba, saponi.
I testi sugli ingredienti non vengono effettuati dalle aziende finali, ma proprio da chi produce l’ingrediente per cui queste aziende dovranno investire tempo e denaro per trovare e utilizzare metodi alternativi. E visto che la legge prevede che se esistono metodi di test non cruenti si è obbligati ad usare quelli, il divieto di testare sugli animali si espanderà  anche agli altri settori in cui è necessario fare test tossicologici.

Ecco che questo che può sembrare un piccolo settore, diventa il settore trainante per fermare definitivamente tutta la sperimentazione sugli animali.

I test che vengono richiesti per un prodotto cosmetico riguardano l’irritazione della pelle e degli occhi, la corrosione della pelle e le interazioni con la luce (se l’ingrediente esposto alla luce può diventare irritante o tossico). Immaginate cosa possono fare per provarlo sugli animali…

L’importante adesso è non sedersi sugli allori ma continuare a farci sentire per estendere il divieto a tutti i paesi del mondo e a tutti i prodotti, compresi quelli farmaceutici.
Nel frattempo io continuo a comprare solo prodotti che non sono testati sugli animali, non è difficile reperirli nemmeno nei supermercati, ad esempio i prodotti Coop, basta leggere l’etichetta oppure cercare su internet quali sono le azienze cruelty-free.

3 2 1 0, facile come cuocere un uovo

Extrafresche
Solo Mangimi Naturali
Grandissime
Allevate a Terra
Di Fattoria

Sono solo alcune delle frasi che leggiamo sulle confezioni delle uova al supermercato.

Spesso sono l’unica discriminante che usiamo per sceglierle, oltre alla data di scadenza, al prezzo e alla notorietà  della marca.
Sono veritiere queste indicazioni ? Sono sufficienti ? Cosa si nasconde in realtà  dietro la deposizione di un uovo ?

In Italia ci sono 50 milioni di galline ovaiole e circa l’80% di queste vive in gabbia in batteria.

Le galline non ovaiole, i maschi inutili all’industria, vengono uccisi appena nati.
Circa 30 milioni di pulcini l’anno vengono TRITURATI VIVI e smaltiti come rifiuto o trasformati in farine di carne.
Le galline che invece hanno la fortuna di sopravvivere, vivranno la loro vita in uno spazio grande quando un foglio A4.

In batteria, le galline stanno in gabbie grandi come un quadrato di 23,5 cm di lato, fino a 6 piani di gabbie impilate una sull’altra.
Non possono aprire le ali, non possono muoversi. Da una parte arriva il cibo, dall’altra escono le feci, che cadono sulle gabbie sottostanti e le uova.
Luce e ventilazione forzata per aumentare la produttività .
Vivono tutta la vita in una scatola da scarpe. In un metro quadrato ne vivono fino a 25.

Senza fare niente di quello che fa una gallina.

Queste costrizioni portano loro gravi problemi di salute, dalla fragilità  delle ossa, alle unghie che crescono e si attorcigliano sui posatoi impedendo ulteriori movimenti.
E poi impazziscono, letteralmente.
Diventano violente, per conquistarsi un centimetro in più arrivano anche a episodi di cannibalismo, tanto che spesso gli allevatori tagliano loro il becco.

Possiamo sopportare tutto questo ? è una violenza davvero necessaria ?
Non occorre essere vegetariani per rifiutare simili torture. Perché anche una gallina ha il diritto di vivere una vita dignitosa. Ogni essere vivente ce l’ha.

Le alternative ci sono ed è anche molto facile scegliere.

Su ogni uovo è impresso un codice alfanumerico.
La prima cifra è un numero, da 0 a 3.
3 indica che le galline sono allevate in gabbie in batteria.
2: galline sono allevate a terra, ma all’interno di capannoni con luce forzata. Anche 12 galline per mq, non si possono muovere e respirano mai aria fresca.

1: le galline sono allevate a terra, quando sono al chiuso sono sempre 12 per mq, ma hanno accesso quotidianamente a un’area all’aperto di 2.5 mq ciascuna.
Finalmente vedono la luce del sole e possono appoggiare le zampe sulla terra vera.
0: stessi spazi, ma allevamento secondo i criteri biologici per quanto riguarda l’alimentazione.
I numeri successivi identificano la provenienza geografica e l’allevamento.
Nel 1999 l’Unione Europea ha emanato una disposizione che vieta l’allevamento in gabbie così piccole.

Questo non significa purtroppo che le sofferenze per le galline sono finite. Avranno a disposizione uno spazio pari a un quadrato di 45cm di lato, 9 galline anzichè 12 in un mq, un posatoio di almeno 15cm e un nido per deporre, ma saranno ancora permessi la luce forzata e la mutilazione del becco ad esempio.

In Italia, visto che siamo sempre veloci a recepire le direttive europee, il provvedimento è andato in vigore il 1 gennaio 2012 e oggi l’UE ha aperto una procedura d’infrazione. Perchè non sono bastati 13 anni per adeguarci. Gli allevatori si lamentano, piangono miseria e minacciano di trasferirsi all’estero.

Noi invece possiamo cambiare le regole acquistando solo uova con codice 0 o al massimo 1.
Perchè il mercato siamo noi.

Pensateci la prossima volta che aprite il frigo.

Tutte le info le potete trovare su Galline Libere e sul sito della Lav, compresi degli interessanti quanto agghiaccianti video.