Mentre eravamo in riviera adriatica abbiamo fatto un giro a Rimini.
Abbiamo preso il treno, fatto una passeggiata lungo il porto e il molo, guardato i pescherecci rientrare con il loro stuolo di gabbiani al seguito,




abbiamo pranzato e poi siamo andati a vedere il delfinario.
Forse avrete sentito che nelle scorse settimane il delfinario è stato chiuso e i delfini trasferiti all’acquario di Genova.
La voce girava già in luglio, quando siamo andati noi. A dire il vero girano da un bel po’… e ammetto che hanno ragione.
Il delfinario, aperto nel 1968, ospitava 4 delfini della specie Tursiops truncatus, Mamma Alfa, Sole, Luna e il piccolo Lapo nato nel 2007.
I delfini, sotto la guida di 4 addestratrici, saltavano, ballavano, schizzavano il pubblico, giocavano con la palla e riportano oggetti.
Lo spettacolo è carino, soprattutto per i bambini.
La parte più bella è quando l’addestratrice entra in vasca con loro. Nuota, li accarezza, si fa trasportare. E il suo sorriso diceva tutto. Diceva dell’amore per questi animali così intelligenti, della fiducia reciproca totale, dell’essere sullo stesso piano.
Devo ammettere che mi ha emozionato parecchio.




Tornando ai motivi delle chiusura, effettivamente la struttura è molto piccola, non ci sono ripari per il sole, non ci sono vasche aggiuntive in caso di bisogno di isolamento (ad esempio una gravidanza). Per quanto riguarda l’adeguata pulizia delle acque o i trattamenti veterinari non posso giudicare ovviamente.
In molti sperano nella riapertura, molti altri invece si auspicano la chiusura anche delle altre strutture in Italia.
Io ritengo che questo delfinario è effettivamente piccolo e indaguato per 4 animali, va rivisto e ricostruito.
Va anche detto però che gli animali nati e vissuti in cattività non saprebbero vivere liberi nel loro ambiente naturale. Lasciarli liberi li condannerebbe a una morte certa e in breve tempo.
Il dubbio etico mi rimane. E’ giusto che per soddisfare la nostra curiosità si portino via degli animali dal loro ambiente naturale ?
Una struttura ben studiata, che garantisca condizioni di vita più possibili simili a quelli dell’ambiente di origine, che curi e preservi anche l’equilibrio psichico e non solo quello fisico, che garantisca una vita rispettosa e rispettata, può considerarsi un buon compromesso ?
Alcune strutture hanno al loro interno anche dei laboratori scientifici che ci permettono non solo di studiare gli animali “in sé”, ma anche di studiare il modo per salvarli quando sono in pericolo ad esempio.
Gli zoo come li intendavamo una volta non esistono più per fortuna, anche i circhi con gli animali stanno perdendo pubblico a favore di quelli senza.
Queste sono situazioni in cui è palese che gli animali non vivono in modo adeguato.
Per altre il confine è più sottile. Penso ad esempio agli acquari, anche quelli belli e grandi, ai safari park o a tutti quei parchi in cui gli animali vivono semi liberi in grandi zone (recintate), ma dove comunque dipendono totalmente dall’uomo, di certo non si procacciano il cibo da soli.
E comunque è giusto scendere a dei compromessi ?
Voi cosa ne pensate ?

PS: le foto durante lo spettacolo dei delfini sono di qualità inferiore perché fatte col cell, durante i salti si schizza molta acqua… Molta… Cliccandoci sopra si aprono un po’ più grandi.