La Tartaruga casalinga

Da poco più di un anno sono diventata zia di una bellissima bambina bionda. Un’emozione grandissima !
Per il suo primo compleanno ho voluto farle un regalo un po’ speciale, che fosse solo per lei e le ho cucito un libro tattile in feltro e stoffa.

Io come sapete sono abbastanza negata nel cucito, sono poco precisa e non ho tecnica ma questa volta mi sono messa d’impegno !

Ho comprato dei quadrati di feltro da 20cm, spessi solo 1mm di vari colori

feltro

Questi quadri sono la base delle pagine, ma anche la materia prima per i disegni.
Ho disegnato su un foglio le varie “scenette” ispirandomi ai momenti della giornata (il bagnetto, i vestiti, la gita in campagna, la nanna…) e poi ho ritagliato le forme di carta. Ho usato queste sagome per ritagliare i pezzi di stoffa che poi ho cucito alle pagine.

Per i dettagli ho usato qualche campanello, della carta scrocchiante, un po’ di imbottitura. Tutti i pezzi sono cuciti, non ho usato mai la colla per evitare che si staccassero facilmente.
Ho poi cucito le due facce delle pagine fra loro con la macchina da cucire e poi ho assemblato il tutto con una potente cucitura che ho coperto con un nastrino colorato.

Siccome è ancora piccola non ho messo scene “mobili”, tipo allacciature o pezzi da attaccare e staccare col feltro, ma solo pagine statiche, magari l’anno prossimo…

Ecco il video della mia creazione:

La Tartaruga ecomamma, La Tartaruga in viaggio

Questa volta al Mammacheblog Creativo ci sarò anch’io! E non vedo l’ora che sia sabato.
Lo scorso anno non ero riuscita ad andarci ma quest’anno non potevo perdermelo.

Il Mammacheblg Creativo è il fratello del Mammacheblog classico, quello che si tiene in maggio.

Questo, come dice il nome, è dedicato alla creatività e al crafting, per cui ci saranno MomTalk (le conferenze nella sala principale) e MomClass (i laboratori) a tema. Inoltre è l’occasione buona per incontrare altre blogger, molte delle quali mi danno ispirazione con i loro lavori per i miei “esperimenti” di crafting.

Io ho scelto di partecipare al laboratorio di riciclo creativo che è quello che sento più vicino, anche se mi spiace non poter partecipare a quello di Gaia Segattini perchè i posti sono già esauriti (ma Gaia preparati che dovrai autografarmi il tuo libro !!!).

Devo dire la verità, avrei voluto partecipare a tutti perchè sono tutti interessanti, ma per alcuni di questi non ho nemmeno le basi… (tipo quello di maglia o di uncinetto).
Per chi è veramente brava sarà possibile anche esporre una propria opera creativa e partecipare al Premio Creatività.

Tutta questa meraviglia si svolgerà sabato 29 novembre alla Fonderia Napoleonica Eugenia in via Thaon de Revel, a partire dalle 9.00 del mattino con una colazione insieme alla scrittrice Susanna Tamaro.

L’organizzazione è a cura di FattoreMamma, che è sempre garanzia di qualità !

Le info dettagliate e il programma completo lo trovate sul sito dedicato Mammacheblog Creativo.

Ci vediamo là sabato mattina.

MammaCheBlog Creativo 2014

La Tartaruga ecomamma

Mi rendo conto adesso, a quasi 3 anni dall’apertura del blog, di non aver mai parlato di pannolini lavabili.
Ho accennato varie volte al fatto che li usiamo, ma non ho mai detto la mia in merito…
So che in rete ci sono tantissime guide, con questo post vorrei solo darvi una panoramica generale e portarvi la mia esperienza sperando possa essere di aiuto a qualcuno.

Il consiglio principale che vorrei dare è che non esiste il pannolino perfetto. Ognuno ha le sue richieste in fatto di spazio, di tempo, di possibilià economiche quindi i pannolini che sceglierete saranno quelli che meglio si adattano alle vostre esigenze.
Quindi prima di comprare un set di 50 pannolini, comprate i kit di prova di modelli diversi così da capire come funzionino.
Su internet esiste un vasto mercato di pannolini lavabili. Nuovi e usati, biologici, in cotone, bambù, micropile… c’è veramente da perdersi.
Non voglio dilungarmi su queste cose, prima scegliete il modello, poi potrete sbizzarrirvi con i tessuti.

Esistono 3 tipi di pannolini lavabili:

– prefold
– pocket
– all in one

I PREFOLD sono dei rettangoli di cotone, fatti da diversi strati sovrapposti e poi cuciti insieme.
Si piegano e si appoggiano su delle mutandine impermeabili.

E’ il tipo più economico e diciamo anche il meno bello esteticamente.
Richiede una certa pratica per metterli (niente di straordinario eh, ma se il bimbo si muove molto può spostarsi e bisogna ricominciare).
Però si può lavare solo il rettangolo di cotone e riutilizzare la mutandina altre volte. L’inserto singolo si asciuga più velocemente.
I prefold sono quelli che trovate anche alla Coop.

I POCKET sono simili ai prefold, ma la mutandina ha una tasca dove infilare l’inserto, così da rimanere fisso.
Ad ogni cambio è necessario lavare sia la mutandina che l’inserto, ma l’asciugatura è abbastanza rapida visto che si “smonta”.

Gli ALL in ONE sono, come dice la parola, tutto in uno, simili in tutto e per tutto ai pannolini usa e getta tradizionali.
Facili da mettere, sono un po’ più costosi e hanno tempi di asciugatura lunghi.

pannolini

Quando è nato Leo abitavamo nel minimonolocale quindi avevo bisogno di qualcosa che occupasse poco spazio e asciugasse in fretta, non potevo permettermi di tenere lo stendino aperto tutti i giorni. Così ho scelto i prefold.
Li avevo acquistati in fiera a Fa La Cosa Giusta, un kit con una decina di pannolini e mi pare 4 mutandine.
Poi ho anche acquistato un paio di all in one, per provarli e da usare quando si andava in giro, visto che erano più comodi da mettere.

Quando Leo è andato al nido ho cercato qualcosa che fosse più comodo da mettere, non volevo far perdere troppo tempo alle educatrici. Già che me li accettavano…
Così ho scelto i pocket. Preparavo i pannolini già “imbottiti”, li mettevo in una busta e quando andavo a prenderlo al nido mi davano la busta con quelli usati.

Li ho trovati così comodi che ho proseguito con questi.

Insomma, ad ognuno il suo pannolino in base a cosa avete bisogno.
Ah, ovviamente, come per gli U&G ci sono diverse misure. Non prendeteli troppo grandi in previsione della crescita, se rimane dello spazio fra il corpo e il pannolino la pipì fuoriesce e il bimbo si bagna.
E’ fondamentale che il pannolino sia aderente al corpo. Questa è l’unica accortezza da tenere conto mentre li indossate.
Quando il pannolino diventa troppo piccolo potete tenerli in previsione di un fratellino (ammortizzando la spesa) oppure potete venderli.

Per quanto riguarda il lavaggio, cosa che di solito scoraggia le neo mamme, è molto più facile a farsi che a dirsi.
Io prendo il pannolino, gli do una veloce sciacquata sotto l’acqua e poi lo metto in un bidoncino col coperchio. Quando ne ho raccolti un po’ li metto in lavatrice con i bianchi (e non ditemi che fa schifo, voi le mutande le lavate a parte ?).
Sul fondo del bidone potete mettere un po’ di bicarbonato di sodio per assorbire gli odori.
Se non volete sciacquarli, potete anche metterli direttamente nel bidone. Non cambia niente.

Se volete potete appoggiare sopra al pannolino un velo “cattura pupù”, un foglio tipo cartacasa che dovrebbe trattenere le feci, in modo da prendere il foglio, buttarlo nel wc (è biodegradabile) e lasciare il pannolino più pulito.
Io ho provato ad usarli ma secondo me non servono a niente. Quando è piccolo e le feci sono liquide trapassano il velo e non serve. Quando diventano solide basta scrollare il pannolino sul wc…

Ma perchè uno dovrebbe scegliere i pannolini lavabili e non gli usa e getta ?
I motivi sono più di uno, ma ve li racconterò nella prossima puntata.

Se avete dubbi o domande contattatemi tranquillamente.

La Tartaruga ecomamma

A Natale Leo ha ricevuto una marea di regali, ora in casa nostra sembra sia scoppiato un negozio di giocattoli…
Visto che io sono un po’ gnegnettina, per evitare di ricevere regali plasticosi tutti suoni e lucine fastidiosi, ho trovato una soluzione.
Compro tutto io e poi lo distribuisco fra i parenti ! Così siamo tutti contenti, noi genitori perché siamo sicuri di che quel che arriverà , e i parenti perché non devono andare in giro a comprare.
Per fortuna non ho dovuto pensare a cosa regalare, la letterina per Babbo Natale era molto chiara, però mi sono dovuta sobbarcare lo sbattimento di cercarli uno per uno.
Amazon, come sempre, è un alleato prezioso… Ho preso tutto li, con un solo click e ho trovato tutto quello che volevo come volevo io.
Ovviamente arriva sempre qualche regalino inatteso e quest’anno, fra i regali non richiesti ce n’era uno che mi è piaciuto particolarmente, l’Happy Mais.

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La Tartaruga casalinga

Domenica scorsa Leo si è svegliato con la febbre, abbiamo iniziato una bella settimana in casa…
Visto che da grande vuole fare il salumiere, così può mangiare tanto proscitutto, uno dei suoi giochi preferiti è proprio il salumiere.
E quando faceva finta di pesare le cose usando il muro, mi è venuto il lampo di costruirgli una cassa/bilancia.

Ho usato quel poco che avevo a disposizione al momento in cantina.
Due scatole da incollare una sopra l’altra, le ho prima ricoperte con la carta da pacco e colla vinilica diluita per coprire le scritte e renderle un po’ più rigide e poi verniciate di bianco, ho attaccato un pezzo di cartone ricoperto di stagnola per fare il display e un vassoietto dei dolci come piatto della bilancia.
Poi ho inserito dentro la scatola che fa fa base il coperchio di una scatola da scarpe come cassetto, che Leo ha voluto dipingere (in realtà  voleva anche dei soldini veri da mettere dentro… ma sono riuscita a distrarlo !!!).
Volevo mettere qualcosa per fare i bottoni, tipo dei tappi ma poi Leo ha deciso che voleva scrivere lui i numeri. E ha “scritto” la tastiera, il display e anche un po’ sulle pareti, perché “c’è poco colore” (ovviamente non mi ha dato il tempo di decorarla…).
Poi ha deciso che voleva anche il buco per lo scontrino e ho preso un pezzo di una delle due scatole e l’ho incollata di lato (ha scelto lui la posizione).

Decisamente migliorabile sotto l’aspetto estetico, assolve egregiamente la sua funzione.

La Tartaruga casalinga

Con questo post partecipo (per la prima volta) alla Caccia al Tesoro di Mammafelice.
Seguo Mammmafelice da 4 anni, mi piace perchè è bravissima e simpaticissima, ma è soprattutto vera, “normale”, insomma una di noi.
Per cui mi presento e presento il mio blog.

Sono Fiorella, ho (ancora per pochi giorni) 39 anni, un bambino di 3 e un compagno smanettone.
Come dico nella pagina di presentazione, sono una naturalista “tecnologica”.
Lavoro nelle telecomunicazioni, ma continuo a portare avanti la mia passione, l’amore per la natura.

Il blog si chiama La Tartaruga, perchè da quando è nato Leo ho cambiato il modo di vedere le cose.
Ho capito che la cosa più preziosa che abbiamo è il tempo e che non voglio sprecarlo facendo cose che non mi piace fare.

Un motivo per cui vale la pena seguire il mio blog ?
Semplicemente perchè ci metto la mia passione e mi piace condividere con gli altri quello che so fare.
Se poi leggendomi qualcuno metterà  in pratica qualche consiglio “verde” allora sarò ancora più contenta.

Parlo di ambiente, di bambini e di come metto insieme le due cose, più qualche lavoretto fai da te.
Per rappresentare il blog, ho scelto tre post, uno per ogni aspetto:
l’ ambientalista
l’ ecomamma
il fai da te

Mi potete seguire usando
l’indirizzo:  https://latartaruga-fio.com
i feed RSS: https://latartaruga-fio.com/index.php/feed/
twitter: http://twitter.com/_latartaruga_
oppure mandarmi una mail: latartaruga@quarato.com

Al momento la pagina Facebook del blog è ancora in lavorazione.
Esiste il mio account personale, se volete diventare miei amici mandatemi una mail e vi mando l’indirizzo privato.

La Tartaruga ecomamma

Tre. Come i porcellini, i Re Magi e i colori del semaforo.
Tre. Come gli anni bellissimi che ci stai regalando.
Perchè ci regali tutti i giorni le tue risate e le tue “sbrombolate”, gli abbracci e i tivogliobene, la storia prima della nanna e gli occhi cisposi del mattino, il profumo di taschina che ti porti sul collo da quando sei nato e le puzze dei piedi che ogni giorno sembrano più grandi.
Soprattutto ci hai regalato la possibilità  di essere delle persone migliori.
Grazie Leolino.

Buon Compleanno.

La Tartaruga ecomamma

Da un po’ di tempo Leo ha due nuove passioni, Pippi Calzelunghe che ha conosciuto durante la varicella e la pesca !
A casa della nonna aveva trovato il giochino della pesca che gira, con i pesciolini che aprono e chiudono la bocca, che era del papà  e ovviamente ha voluto sapere tutto sulla pesca…
Ai giardinetti cerca i rami di pino con la pignetta in fondo per fare la canna con il galleggiante e ovviamente vuole portarli a casa.
Così in un momento di disperazione per averla dimenenticata al parco, gli ho costruito in 3 minuti una “vera” canna da pesca !

Ho preso un bastoncino di legno lungo 50cm, era il bastoncino di sostegno per i fiori, un pezzo di spago che ho legato a una estremità  e fissato con un pezzetto di scotch.
Poi avevo un gancio in plastica con una ventosina. La ventosa l’ho annodata a circa una decina di centimetri dalla fine dello spago, come galleggiate e il gancio è diventato ovviamente l’amo.

Però mancava qualcosa da pescare.
Allora ho usato delle fascette da elettricista che avevo in casa. Le ho chiuse lasciando gli occhielli di dimensioni diverse.
Alcuni più grandi, i pescecane. Altri più piccoli e con più “naso”, i pesce spada… Ne ho fatti un po’, li ho messi in un catino azzurro et voilà , il nostro mare è pronto !

PS: scusate per la pessima qualità  delle foto, ma sono state fatte in fretta e furia con il cell
PS2: mai la sigla di Sampei è stata più appropriata…

Sampei, Sampei
pescatore, grandi orecchie a sventola
sorriso di sole Sampei

Ma che sara’
pescecane, spada, che sara’
e’ questione di momenti, abbocchera’

 

 

 

Amica tua
una canna fatta di magia
e quell’amo una calamita
impossibile cambiare strada
oh, Sampei
giramondo come i marinai
quanti mari vedrai.

La Tartaruga ecomamma

alfabeto ricicloso

A Leo piace tanto leggere. Abbiamo decine di libri, anche all’asilo leggono spesso e alla sera prima di dormire dobbiamo leggere un libro io e uno papà .
Da un po’ abbiamo notato che è incuriosito dalle lettere, ci chiede quali sono, alcune le riconosce (la M di mamma, anche sulle scale della metropolitana, la L di Leo…)

Così, anche leggendo questo post di Debbie (ve l’ho già  detto che questo blog è bellissimo) ho preso ispirazione per costruire questo alfabeto.

Come al solito, son povera di materiali e cerco di utilizzare quel che ho in casa.
Grazie al trasloco ho un sacco di scatoloni (guarda) e grazie ai miei colleghi ho un sacco di tappi (eccoli, erano destinati ad un ente benefico, ma poi ha smesso la raccolta, potevamo mica buttarli… così me li son portati a casa io !!)

Ho preso dei tappi bianchi uguali e ci ho scritto le lettere dell’alfabeto, in rosso le vocali e le lettere straniere, in nero le consonanti – foto 3
Ho accorpato J e K, in modo da avere 25 lettere e poter creare un quadrato di 5×5.
Visto che i tappi hanno un diametro di 3 cm, ho tagliato un quadrato di cartone di 22 cm di lato, così da fare una griglia di quadrati di 4 cm di lato ognuno e lasciare un centimetro sui bordi.
Ho verniciato con lo smalto bianco il cartone e poi ho tracciato la griglia – foto 4 e foto 5

All’inizio volevo lasciarla solo disegnata, ma poi, sempre vedendo il lavoro di Debbie, ho pensato che era meglio mettere qualcosa sui quadrati che “fermasse” il tappo al suo posto.
Così ho preso dello spago grezzo che avevo, ho tagliato dei pezzi di 20 cm e li ho incollati con la colla a caldo seguendo le linee nere – foto 6

Siccome la veniciatura ha un po’ “imbarcato” il cartone ho tagliato un secondo quadrato e l’ho incollato sotto. Poi ho messo un giro di scotch sui bordi per chiudere meglio – foto 7

E la tavoletta con l’alfabeto è pronta – foto 8

L’ho finita ieri sera e ancora non siamo riusciti ad usarla.
Non ho nessuna pretesa di insegnargli a leggere, non l’ho costruita per questo. Semplicemente ho visto che è interessato alle lettere, ad accoppiare i suoni alle forme e ho pensato che potrebbe piacergli.

Vedremo cosa ne pensa lui.