La Tartaruga casalinga

Per merenda mangia un frutto !
Quante volte me l’hanno detto e quante volte l’ho detto anch’io, ma poi è davvero difficile resistere a qualcosa di più goloso (e purtroppo meno sano) di una mela.
Ho risolto parzialmente passando alla frutta secca: noci, nocciole, mandorle. Buonissime. Ma così buone che invece di mangiarne solo 5 come dovrebbe essere, ne mangio 20…
Finchè l’anno scorso alla fiera Fa la Cosa Giusta, mi hanno fatto assaggiare delle zucchine essicate. Buonissime. Dolci come caramelle, ma sane !

Così dopo essermi informata un po’ ho deciso di prendere l’ESSICATORE !

essicatore
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La Tartaruga casalinga

Coltivare i germogli è una cosa che abbiamo sempre fatto fin da piccoli: quando a scuola mettevamo i fagioli sul cotone e li guardavamo crescere.
Ecco proprio quello, solo che adesso lo faccio in una versione un po’ più moderna e scegliendo quali germogli far crescere.

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La Tartaruga casalinga

Abbiamo studiato il cenone (o il pranzo) nei minimi particolari, abbiamo già deciso cosa cucinare e dove acquistare.

Non dimentichiamoci però di chi non ha le nostre possibilità e non potrà fare il pranzo di Natale, doniamo un pasto caldo alle persone in difficoltà. Ci sono diverse associazioni che si occupano dei fornire pasti ai bisognosi, facciamo una donazione.

La Tartaruga casalinga

Lo scopo dei regali di Natale è, secondo me, dire “ti ho pensato” e fare in modo che quel regalo possa servire a dare un po’ di felicità a chi lo riceve.
Fra le tante cose che ho ricevuto negli anni, un’idea mi è piaciuta molto: quando mi hanno regalato un barattolo con dentro tutti gli ingredienti per fare una torta. La quantità giusta di farina, di zucchero, di cioccolato… io dovevo solo aggiungere gli ingredienti freschi, come latte e uova, mescolare e infornare.

Quest’anno ho ricevuto, invece, un barattolo contentente gli ingredienti per un buon risotto !! Riso, cipolle disidratate e, nel mio caso, ortiche secche, per fare il risotto all’ortica. So anche che cipolle e ortiche sono state raccolte e seccate proprio da chi mi ha confezionato il regalo. Adesso basterà aggiiungere il brodo caldo e quando lo mangerò penserò ai miei amici. E avrò anche un bel vasetto.

La Tartaruga casalinga

Ieri sera sono tornata a casa un po’ più presto del solito, in frigo avevo delle uova, nella dispensa un pacco di farina integrale che non sapevo come usare e ho pensato… quasi quasi faccio una torta !

Così ho rispolverato una ricetta che mi ero salvata da una Instagram Story della Zit e l’ho rielaborata secondo quello che avevo in casa.

La ricetta prevedeva le mele. Io ne avevo solo 3, ma avevo un sacchettone pieno di carote per cui la principale variante è stata questa, ma per il resto l’ho mantenuta quasi uguale.

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La Tartaruga casalinga

Amo l’Inghilterra, ne amo l’accento, lo stile, il verde dei prati e anche il grigio del cielo quando piove. E amo anche il suo cuoco più famoso, Jamie Oliver.
Si, proprio un cuoco INGLESE. Perchè non è vero che in inghilterra si mangia male, basta saper scegliere ed evitare di voler mangiare gli spaghetti pensando che siano come quelli di mamma. Ma se proprio proprio volete gli spaghetti allora andate da Jamie, che cucina italiano benissimo ! (uno dei suoi ristoranti si chiama infatti Jamie’s Italian…).

Ma non è che mi piace per questo…
Jamie da anni combatte una lotta contro il cibo spazzatura (junk food=junk kids) per aiutare i bambini a mangiare sano.
Collabora con le scuole, ha fondato il Ministry of Food e il Food Revolution Day per diffondere l’idea che il cibo deve essere sano, fresco e nutriente.
In particolare sta lottando per ridurre il consumo di zuccheri fra i giorvani. Ad esempio è riuscito ad ottenere che a partire dal 2018 le bibite gassate vengano tassate e i soldi raccolti (si parla di circa mezzo miliardo di sterline) vengano investiti nelle scuole per attività sportive. Grazie a questa tassa, non solo si presume che si ridurrà il consumo delle bibite dolcificate che sono la prima causa di obesità nei ragazzi, ma anche che le aziende investano per cambiare la formula delle bibite.

Mi piace il suo modo di pensare alla ristorazione. Pur essendo uno chef famoso non cerca di essere protagonista a tutti i costi con piatti elaborati e poco riproducibili, ma propone menu semplici e gustosi, che possano essere cucinati anche dalla famiglie normali, proprio per insegnare che non è necessario essere degli chef stellati per cucinare bene e sano e soprattutto che la mangiare cose salutari non è più costoso, basta scegliere pochi ingredienti giusti, freschi e di stagione.
In più nei suoi ristoranti Fifteen, ogni anno forma dei nuovi cuochi assumendo giovani disoccupati, in particolar modo ragazzi che non sono riusciti a finire le scuole.

Oltre che chef Jamie è oramai una celebrity televisiva. Anche qui in Italia ogni tanto qualche canale passa i suoi show e io cerco di registrarmeli tutti. Le sue ricette sono facili, con ingredienti freschi e di stagione. Cucina usando tantissimo le mani e per lui ogni cosa è mmm delicious ! Da questi show sono stati tratti anche alcuni libri, come “la mia cucina naturale” o “Le mie ricette da 15 minuti”.

Se volete saperne di più sulle sue campagne e sulle sue ricette, date un’occhiata al suo sito http://www.jamieoliver.com/

E poi… non è proprio carino ???

jamieoliver

La Tartaruga casalinga

Qualche tempo fa ho invitato degli amici a cena e, visto che non faccio cene tanto spesso, volevo fare qualcosa di carino.
Conosco i gusti degli amici in questione e so che sono molto carnivori ! Con loro facciamo per lo più grigliate o serate hamburger.
Ma questa volta avevo voglia di cambiare e, visto che come sapete, non sono una grande amante della carne, ho deciso di organizzare una cena vegetariana.

All’inizio mi è sembrata una cosa difficilissima… come posso fare per organizzare una cena vegetariana per degli amanti della carne senza farne sentire la mancanza? se ci pensiamo bene però sono tanti i piatti buoni che non hanno la carne o dove può essere facilmente sostituita. Certo se avessi scelto di fare una cena vegana sarebbe stato più complicato (e forse anche più “estremo”, non so se avrebbero gradito una bistecca di lupini…) però cominciamo con un passetto alla volta.

Idee per una cena vegetariana:

Partiamo dagli antipasti che sono fra i più semplici e anche senza usare i salumi c’è molta varietà.
Io ho preparato una pizza e una focaccia e le ho tagliate a quadrettini.
Poi ho fatto degli spiedini di frutta e verdura: un tipo alternando pomodorini ciliegini e bocconcini di mozzarella e un altro con dadini di pera e di emmenthal.
Ho fatto una crema di ceci, frullando una confezione di ceci lessati con un filo d’olio, sale e pepe, da spalmare su fettine di pane tostato o da accompagnare a dei grissini rustici e un couscous con le verdure (come questo, ma senza usare gli avanzi 😉 )

Per il primo piatto volevo qualcosa di gustoso, un po’ diverso dalla solita pasta, e saziante… conoscendo i gusti dei miei ospiti mi è venuto in mente subito cosa fare: un bel piatto di pizzoccheri !
I pizzoccheri sono buonissimi ! Non so se li ho fatto alla “vera valtellinese” ma sono piaciuti.
Prima ho fatto cuocere le erbette, qualche cima di rapa, le verze (poche) e le patate a pezzetti, nel frattempo ho fatto bollire la pasta di grano saraceno. Ho ripassato le verdure in padella con il burro e l’aglio, quando la pasta era pronta l’ho aggiunta alle verdure insieme al formaggio casera tagliato a dadini e ho fatto saltare tutto insieme.
Il burro non era tanto, non mi piacciono i piatti che navigano, ma era sufficiente per legare e rendere un po’ cremoso il tutto.

Siccome i pizzoccheri sono belli sostanziosi e gli antipasti erano tanti, non ho preparato il secondo. Fede ha pensato alle birre, gli amici hanno portato il dolce… la serata è stata piacevole e non si sono accorti di niente !!!

cena vegetariana
gli antipasti

 

La Tartaruga casalinga

E’ la settimana di San Valentino, quale regalo più appropriato di una bella scatola di cioccolatini ?
Ma cioccolatini fatti in casa ovviamente !
I miei sono dei cioccolatini molto facili da fare, servono solo due ingredienti:

Ingredienti:

una tavoletta di cioccolato, il vostro preferito. Io ho usato del fondente al 70%
mandorle e nocciole sgusciate o da sgusciare

Per prima cosa sgusciare le mandorle e le nocciole, curando bene di togliere tutti i gusci, romperle a pezzetti piccoli ma non troppo, non devono essere sbriciolate.

Fare sciogliere il cioccolato a bagnomaria e quando è ben sciolto versare all’interno la frutta secca e amalgamare il tutto.

Con un cucchiaio prelevare una piccola quantita di cioccolato e adagiarla su una placca o un vassoio ricoperto di carta forno o meglio anccora nei pirottini di carta, quelli piccoli apposta per i dolci.

Potete anche variare la frutta secca, solo mandarle, solo nocciole, misto, pistacchi non salati, datteri, ma anche banane o mele essicate. Potete variare il cioccolato, facendone alcuni al latte e altri fondenti o aggiungere del cocco rapè per farli ancora più golosi.

Attendere un po’ che i cioccolatini si raffreddino e poi metteteli nel frigo per qualche ora per farli indurire bene e poi sistemateli in una scatoletta, fate un bel fiocco e regalateli al vostro amore !

Se poi volete aggiungere anche un pensierino potete fare un libro come avevo scritto l’anno scorso.
https://www.latartaruga-fio.com/2015/02/creare-un-libro-fai-da-te-per-san-valentino/

cioccolatini fatti in casa

La Tartaruga ecomamma

La carne rossa fa male, gli insaccati molto male…
L’OMS ha appena inserito la carne rossa nel gruppo A2, probabilmente cancerogena per l’uomo e ha inserito la carna lavorata e trattata (come gli insaccati) nel gruppo A1, ossia cancerogena su base di prove sufficienti.
Questo è il comunicato dell’IARC, l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro che fa parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità: http://www.iarc.fr/en/media-centre/pr/2015/pdfs/pr240_E.pdf

Da quando è stata pubblicata la notizia in giro si sente di tutto e di più.
Chi dice che è un complotto dei vegani, chi dice che è una bufala e corre a mangiarsi due chili di salamelle, non parliamo delle vignette ironiche sui social…

A me, sinceramente, la cosa non mi ha stupito più di tanto.
Che la carne rossa faccia male, lo sapevamo da un po’.
Numerosi studi hanno già provato che un eccesso di carne danneggia l’organismo, però forse per alcuni trovarla nella stessa categoria di fumo e benzene ha spaventato un po’.

Io penso che come sempre ci vuole un po’ di buon senso.
La carne va mangiata il meno possibile, ci sono ottime fonti alternative di proteine, bisogna solo cercare di uscire dall’abitudinario e provare cose nuove.
Non dico diventare degli esperti di tofu e seitan, ma una bella pasta e fagioli ad esempio, quanti la mangiano almeno una volta a settimana ? e i ceci che sono buonissimi e si possono fare in mille modi ?

Ridurre il consumo di carne ha vantaggi non solo sulla nostra salute, ma sull’intero pianeta, visto che il processo per la produzione è molto inquinante e consuma tantissime risorse in termini di territorio, di acqua e di produzione di liquami inquinanti.

Quando vogliamo concerci un pasto di carne, accertiamoci che sia di qualità, che provenga da allevamenti etici e controllati. Dove gli animali vivono in maniera dignitosa, il più liberamente possibile ci guadagna anche la carne, che è più soda, saporita e non trattata con antibiotici, visto che gli animali allevati all’apero si ammalano di meno.

Possiamo ancora permetterci la classica grigliata estiva, ma invece di cuocere solo salamelle e costine, la prossima volta proviamo a sostituire un pezzo di carne con delle verdure grigliate, melanzane, zucchine, peperoni ma anche cipolle, radicchio e pomodori.
Proviamo a fare un hamburger vegetale, a chiedere al bar dove pranziamo di solito di introdurre qualche panino vegetariano nuovo (o meglio vegan), oltre al solito pomodoro-mozzarella, avete mai provato arance, finocchio, noci e aceto balsamico per esempio ? E se mangiate carne tutti i giorni, iscrivetevi al Meatless Monday.

fattoria

La Tartaruga ambientalista

Expo 2015 sta per finire e io non ho ancora detto la mia!
Si, ci sono andata,  come altri 20 milioni di visitatori…
Ammetto che all’inizio ero in dubbio.

Sappiamo tutti le polemiche che l’Expo si è portato dietro,  vuoi quelle “morali” (com’è possibile creare un evento incentrato sul cibo e sulla sostenibilità, spendendo tutti quei soldi.? ) vuoi di tipo ambientale (quanto terreno è stato cementificato, quanto traffico in piu – però andateci coi mezzi, è servito benissimo…).
Ci ho pensato parecchio,  poi ho deciso che ci sarei andata per vari motivi.

Expo 2015
Expo 2015: meglio andarci coi mezzi

Primo per curiosità. Expo 2015 è comunque un grande evento, un’occasione unica per Milano nel bene e nel male, ne parlano tutti e volevo vedere coi miei occhi.
Secondo perché me lo ha chiesto Leo.
Lui ci è andato pochi giorni dopo l’apertura con la scuola materna, guadagnandosi anche un articolo sul Corriere Milano e non vedeva l’ora di tornare con noi per spiegarci quello che aveva visto.

Expo 2015
l’articolo del Corriere Milano

A metà strada fra una fiera del turismo e un grande ristorante, le contraddizioni erano tante: l’Indonesia e l’olio di palma sostenibile (oibò), le auto “a verdure”…. però secondo me abbiamo fatto un po’ tutti l’errore di scambiare il tema con la finalità.

Expo 2015
olio di palma per nutrire il pianeta ?
Expo 2015
l’auto di verdure
Expo 2015
il riso
Expo 2015
UK Pavillion, ascoltando le api in diretta da Nottingham

Expo 2015 parla di cibo e di sostenibilità, ma non era solo questo lo scopo. Era piuttosto far conoscere come i vari paesi trattano questi temi.
Hanno puntato anche sull’ecologia, ad esempio lo sapete che il Padiglione Italia è ricoperto da uno speciale cemento che assorbe lo smog ? ci sono pannelli solari e microalghe che producono ossigeno, orti verticali e padiglioni costruiti con materiale di recupero.

Expo 2015
il sistema a microalghe
Expo 2015
gli orti verticali
Expo 2015
i container del Principato di Monaco

Sul sito ufficiale c’è la presentazione di tutti gli Stati partecipanti e le peculiarità dei vari stand.
A contorno poi ci sono stati una serie di incontri e iniziative legate al cibo e a nutrire il pianeta, io però non ho assistito a nessuna.

Per quanto riguarda la mia esperienza in particolare, ho visitato l’Expo ben 3 volte!
La prima di sera, a ferragosto quando Leo era in vacanza coi nonni. Ci siamo andati per cena, invece della solita pizzeria…

Expo 2015
il padigione più allegro, quello dell’Olanda
Expo 2015
street food in Olanda
Expo 2015
USA: belle le luci ma deludente il contenuto

Ho subito avuto una bella impressione perché non c’era quasi nessuno.
Le code ai padiglioni non superavano i 10 minuti (infatti al padiglione del Giappone non siamo entrati perché un quarto d’ora ci sembrava troppo! E pensare che adesso c’è chi aspetta anche 5 ore…)

Molto bello l’albero della vita illuminato, ma anche i giochi di luce di alcuni padiglioni (tipo Usa, Kuwait e Cina).

Expo 2015
l’albero della vita
Expo 2015
i colori del Kuwait
Expo 2015
Kuwait
Expo 2015
i colori della Cina
Expo 2015
Cina
Expo 2015
Giappone

Di giorno ci sono stata in ottobre e la gente era tantissima. Impossibile visitare qualcosa se non facendo ore di coda.
L’organizzazione dei padiglioni è disastrosa. Sembra che non si aspettassero un tale afflusso di gente. E’ impensabile che nel 2015 si debba fare la coda stando in coda, utilizzando tutto il tempo a disposizione per vedere la schiena di quello davanti.
Considerando il prezzo del biglietto (39 euro a prezzo pieno) mi sembra da denuncia.
La tecnologia ci mette a disposizione diversi sistemi per la gestione delle code, un app sul telefono per esempio, ma basterebbe anche solo prendere il numero come dal salumiere senza dover per forza aspettare fisicamente li.

Invece ho trovato ben organizzato tutto resto. Segnaletica chiara, molti servizi (bar, bagni e zone nursery). Bagni puliti e forniti di carta e e sapone anche durante le giornate con la 250mila persone.

Un discorso a parte lo merita il Childrenpark, al quale abbiamo dedicato una visita serale apposita.

Expo 2015
il Childrenpark

Sviluppato dal team di Reggio Children è un parco formato da diverse aree con giochi e laboratori sulla natura e la sostenibilità e ricco di soluzioni tecnologiche.
Qui si entra solo su prenotazione a gruppi di 25 bambini alla volta, un animatore accompagna i bimbi nei vari spazi e spiega cosa devono fare.

Expo 2015
Childrenpark: le campane degli odori
Expo 2015
Childrenpark: raccogliere acqua per bagnare le piante
Expo 2015
Childrenpark: energia verde
Expo 2015
Childrenpark: la tua immagine si trasforma in albero

Mi ha sorpreso questa attenzione verso i bambini in una manifestazione così caotica (è addirittura possibile prendere a noleggio dei passeggini all’ingresso).
Per i bimbi c’è anche uno spazio della Kinder, ma noi non ci siamo andati.

Ora che Expo 2015 sta per finire spero che vengano mantenute le promesse fatte all’inizio, cioè di trasformare buona parte dei padiglioni in qualcosa di utile ( ad esempio il padiglione del Pricipato di Monaco verrà donato alla Croce Rossa e portato in Burkina Faso, anche quelli della Ferrero verranno riutilizzati per diventare scuole o centro educativo o un luogo per la comunità in una delle Imprese Sociali Ferrero).

Expo 2015 chiude ufficilmente sabato 31 ottobre alle ore 17.00. Tutte le info sono sul sito http://www.expo2015.org/